F1 | Caso gomme, Isola: “Non possiamo controllare le pressioni durante la gara, e nemmeno la FIA”

"Se i team non seguono le nostre indicazioni non vuol dire che siano irregolari", ha aggiunto

F1 | Caso gomme, Isola: “Non possiamo controllare le pressioni durante la gara, e nemmeno la FIA”

Negli ultimi giorni la polemica tra Red Bull e Pirelli è arrivata probabilmente al culmine. Dopo le accuse di Verstappen nel post gara di Baku, quando alla TV olandese ha dichiarato di voler parlare con il fornitore di pneumatici della Formula 1 per chiedere delle spiegazioni in merito allo scoppio degli ultimi giri del Gran Premio dell’Azerbaijan. La Pirelli dal canto suo ha confermato che le gomme utilizzate in quello stint avevano un psi in meno di quanto consigliato dalla casa italiana, quindi fondamentalmente sia Red Bull che Aston Martin (ma probabilmente anche altri, ndr) non hanno tenuto conto di queste indicazioni, andando incontro a dei rischi che evidentemente hanno favorito i ritiri di Verstappen e Stroll due settimane fa. Mario Isola, responsabile della Pirelli in Formula 1 ha voluto chiarire il tutto ai microfoni di Mara Sangiorgio su Sky Sport durante la prima sessione di prove libere a Le Castellet.

“Volevo precisare un paio di cose – ha detto Isola. Quello che ha detto Max è parzialmente vero, nel senso che noi non riceviamo i dati di telemetria delle vettura durante la gara, ma tre giorni dopo, quindi è impossibile per noi intervenire immediatamente su qualsiasi elemento mentre la gomma sta lavorando in pista. Cosa sono le running condition? Sono tutti quei parametri che hanno un’influenza sull’utilizzo dello pneumatico: noi diamo delle prescrizioni perché la gomma venga utilizzato all’interno di determinati parametri, e non parlo solo di pressione, ma anche la velocità che i team si aspettano di raggiungere, carico aerodinamico e camber. Sono tutte informazioni che loro ci comunicano prima della gara, nelle simulazioni che ci mandano. Di conseguenza noi facciamo i nostri calcoli, ormai lo strumento funziona abbastanza bene. Ipotizziamo quale può essere la pressione running e da qui vengono fuori le prescrizioni, quindi le pressioni di partenza minime che noi diamo e le temperature massime di termocoperta, oltre che il camber”.

“Noi non abbiamo un sensore che permette di controllare le running pressure, ma nemmeno la FIA ne ha uno, perché i sensori utilizzati dai team sono esclusivamente loro. Non vogliamo dare numeri adesso, anche perché noi riceviamo dalle squadre dei dati confidenziali, non possiamo divulgarli, quindi attraverso ciò che ci forniscono i team, possiamo ipotizzare quella che è una condizione running. A tutti questi dati noi aggiungiamo il fattore sicurezza, ossia aggiungiamo un certo valore di pressione che ci permette di operare nelle condizioni che noi vogliamo, ma questo vale per qualsiasi elemento della vettura. A Baku è successo che quel margine che noi abbiamo ipotizzato non c’era, perché non solo la pressione, ma anche altri parametri erano al di sopra delle aspettative e la rottura che noi abbiamo visto è quella classica dovuta da onde stazionarie, cioè quando tu vai ad altissima velocità con una gomma gonfiata meno di quanto ci saremmo aspettati, con un carico aerodinamico notevole, e qui ci mettiamo anche il camber, perché si è rotta la gomma meno sollecitata, la posteriore sinistra, e questo ci ha fatto pensare ai detriti”.

“La FIA adesso, con queste nuove direttive andrà a controllare le pressioni a freddo, riscalderà nuovamente lo pneumatico per vedere se le pressioni tornano sul valore iniziale. Una serie di controlli addizionali che cercano di identificare meglio la situazione e vedere se un team sta lavorando all’interno del regolamento. Non sta a me decidere o dire se una squadra lavora nella legalità o meno, c’è una Federazione che ha il compito di stabilirlo. Il fatto che i team lavorino su parametri da noi non consigliati non vuol dire che siano irregolari. Non sono stati messi i sigilli alle valvole, ma verranno identificati un certo numero di set di gomme che poi verranno controllati ulteriormente e lì le valvole saranno sigillate. Poi saranno fatti ulteriori controlli sulle temperature delle termocoperte, che devono rispettare dei determinati parametri. Io oggi pomeriggio – conclude Isola – sarò felice di rispondere alle domande dei piloti nel briefing al quale parteciperò, quindi se qualcuno vuole chiedermi qualcosa, sarò contendo di dare loro delle spiegazioni. Con un sensore standard acquisito dalla FIA, potremmo imporre le cosiddette running pressure”.

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