Horner libero dal gardening: tornerà presto in Formula 1?

Diverse le voci nel corso degli ultimi mesi: da Alpine ad Audi, fino alle improbabili Aston Martin e Ferrari

Horner libero dal gardening: tornerà presto in Formula 1?

L’8 maggio scorso è scaduta ufficialmente la clausola di non concorrenza che legava Christian Horner alla Red Bull dopo il suo burrascoso addio. Per il manager inglese si conclude un periodo di dieci mesi di gardening, iniziato poco dopo il Gran Premio di Gran Bretagna del 2025, quando la scuderia di Milton Keynes decise di interrompere un rapporto che durava sin dal debutto del team nel 2005.

Horner non torna sul mercato come un profilo qualunque. Parliamo dell’architetto che ha trasformato un produttore di bibite in un impero capace di conquistare sei titoli costruttori e otto mondiali piloti, attraversando le ere gloriose di Sebastian Vettel e il dominio di Max Verstappen.

Il crollo dell’impero Horner in Red Bull

Il licenziamento di Horner, ufficializzato il 9 luglio scorso, è stato l’apice di una crisi che ha visto la fuga dei cervelli da Milton Keynes. La partenza di Adrian Newey verso l’Aston Martin e il passaggio di Jonathan Wheatley all’Audi (poi andato via a sua volta) hanno segnato il disfacimento di un gruppo di lavoro che sembrava imbattibile. A questo si sono aggiunte le note vicende extra-pista legate alle accuse di comportamento inappropriato, dalle quali Horner è uscito legalmente scagionato ma politicamente indebolito all’interno della galassia Red Bull.

Oggi, a 52 anni, Horner è pronto a rimettersi in gioco. Nonostante il subentro di Laurent Mekies alla guida della squadra austriaca abbia portato una stabilità apparente, il vuoto lasciato da una figura carismatica come quella dell’inglese è ancora percepibile nel paddock. Lo stesso Horner, durante i mesi di inattività, non ha mai nascosto il desiderio di rientrare, a patto di trovare un progetto che possa stimolare la sua fame di successi.

Sulle sue intenzioni per il futuro, Christian Horner è stato molto chiaro: “Sento di avere ancora dei conti in sospeso con questa categoria. Farei il mio rientro soltanto se si presentasse l’occasione ideale, che mi permetta di collaborare con professionisti di alto livello in un contesto dove la vittoria sia l’unico obiettivo condiviso”.

L’opzione Alpine: scalata al potere o ruolo tecnico?

La pista più concreta e affascinante porta dritta a Enstone. Da mesi circolano indiscrezioni su una trattativa avanzata tra Horner e il team Alpine. Non si tratterebbe soltanto di un ruolo da team principal, ma di un’operazione finanziaria di ampio respiro. Horner sarebbe interessato all’acquisizione della quota del 24% della scuderia, attualmente nelle mani di Otro Capital, una partecipazione valutata circa 600 milioni di dollari.

Questa mossa lo metterebbe in diretta competizione con la Mercedes, anch’essa interessata alla medesima quota azionaria. Per Alpine, l’innesto di un manager con il curriculum di Horner rappresenterebbe la scossa necessaria per uscire dalle zone grigie della classifica e prepararsi al meglio per la rivoluzione regolamentare del 2026. La decisione definitiva su questo fronte è attesa per le prossime settimane, e il tempismo della fine della sua clausola di non concorrenza sembra incastrarsi perfettamente con le scadenze del team francese.

Oltre ad Alpine, il nome di Horner continua a orbitare attorno ai grandi marchi che stanno ridisegnando la propria struttura. L’Audi ha dovuto far fronte all’addio improvviso di Wheatley, prendendo Allan McNish come nuovo direttore sportivo. Al momento, quindi, sembra che l’arrivo di Horner sia più che utopistico.

Per quanto riguarda la Ferrari, sebbene Frederic Vasseur goda attualmente di una solida fiducia grazie ai podi ottenuti in questo avvio di stagione, il nome di Horner è stato affiancato alla squadra di Maranello negli ultimi mesi, senza però una conferma concreta a semplici speculazioni. L’approdo dell’inglese in Italia appare oggi molto improbabile, data la stabilità tecnica che si sta cercando di costruire. Ancora più remota, invece, la possibilità Aston Martin: nonostante la presenza di Newey, il genio dell’aerodinamica sembra aver posto un veto su un possibile ricongiungimento con il suo ex capo.

Il sostegno del paddock e della Federazione

Nonostante le polemiche che hanno accompagnato il suo addio, il peso specifico di Horner per la Formula 1 è riconosciuto trasversalmente. Anche i rivali storici ammettono che il Circus ha perso un pezzo pregiato della sua scacchiera. Zak Brown, CEO della McLaren, pur essendo stato spesso in contrasto con la gestione Red Bull, non ha dubbi sulle capacità dell’ex avversario.

“Il cammino professionale di Christian è sotto gli occhi di tutti e i suoi traguardi sono indiscutibili – ha detto l’americano. Sinceramente, resterei stupito se non trovasse presto un nuovo ruolo all’interno di questo ambiente”.

Parole di stima sono arrivate anche dai vertici della FIA. Durante l’ultimo weekend di gara a Miami, il presidente Mohammed Ben Sulayem ha ribadito quanto la figura di Horner sia funzionale allo spettacolo e alla solidità politica dello sport.

“Se volete conoscere la mia opinione, la sua assenza si avverte pesantemente e personalmente mi manca molto. Siamo costantemente in contatto e ritengo che la sua presenza sia stata positiva sia per la sua ex squadra che per l’intera Formula 1. Saremmo pronti a riaccoglierlo con grande calore, perché una figura del suo calibro troverà inevitabilmente la propria strada. Lui desidera rientrare e, parlandoci spesso, sono certo che accadrà presto. Quando accadrà, darà l’impressione di essersi semplicemente concesso una breve pausa”.

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