Ferrari Luce, John Elkann: “Anticipiamo il futuro con coraggio”
"Il nostro scopo principale consiste nel diversificare l'offerta per rispondere alle esigenze di clienti differenti in contesti diversi", ha aggiunto
Il debutto della Ferrari Luce ha segnato l’inizio di una nuova era industriale per la casa di Maranello, inaugurando il primo capitolo a emissioni zero della sua storia. L’accoglienza della vettura da parte della critica specializzata e dei mercati finanziari si è rivelata complessa, evidenziando una profonda spaccatura tra la visione strategica del management e le aspettative degli investitori. Alla chiusura della prima giornata di scambi a Piazza Affari, il titolo della Ferrari ha registrato una flessione dell’8,37%, dopo un’apertura già in calo del 7%. Nel mirino degli analisti finanziari è finito soprattutto il prezzo di listino di 550.000 euro, una cifra che posiziona la supercar a quattro motori elettrici da 1.050 CV in una fascia di mercato altamente esclusiva, ma giudicata rischiosa nel contesto attuale.
Oltre ai riscontri economici negativi, il design a cinque porte e il peso di 2.260 chili del veicolo hanno attirato le critiche di diverse figure politiche, tra cui Matteo Salvini e Carlo Calenda. La reazione più dura è arrivata dall’ex presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo, il quale ha espresso parole di netto dissenso sul posizionamento della vettura.
“Se esprimessi pubblicamente il mio reale giudizio provocherei un danno d’immagine alla Ferrari. Così si rischia la distruzione del mito e provo un profondo dispiacere per questa situazione. Spero vivamente che venga tolto il Cavallino Rampante da questa macchina. Questa vettura ha forme tali da garantire che i produttori cinesi non avranno alcun interesse a copiarla”.

Luca Cordero di Montezemolo – XPB Images
Il presidente della Ferrari John Elkann, come riportato da Il Corriere della Sera, ha spiegato le motivazioni industriali che hanno guidato lo sviluppo del modello.
La genesi del progetto e il posizionamento di mercato
L’analisi di Elkann parte dalle origini del programma di sviluppo, avviato circa cinque anni fa in un contesto globale condizionato dalle incertezze della crisi sanitaria. Il presidente ha sottolineato come la decisione di esplorare nuove architetture tecnologiche non sia stata subita dall’azienda come un’imposizione legislativa, bensì affrontata come una scelta deliberata per ridefinire i parametri prestazionali della scuderia.
“Ritengo fondamentale che la Ferrari dimostri in ogni circostanza il coraggio di anticipare il futuro, spingendosi oltre i confini di ciò che è già stato realizzato. Questo percorso ha preso il via cinque anni fa, proprio durante la fase più incerta dell’emergenza sanitaria, quando abbiamo trovato stabilità nell’idea di proporre una profonda innovazione per il domani, senza che l’alimentazione elettrica fosse un vincolo di partenza. Abbiamo quindi sfruttato l’intero potenziale tecnologico attualmente a nostra disposizione”.
Il posizionamento commerciale della Ferrari Luce punta ad ampliare la base dei clienti del marchio, introducendo un concetto di versatilità finora assente nella gamma tradizionale di Maranello. Elkann riconosce lo scetticismo iniziale dei puristi, ma confida nella capacità del mezzo di attrarre nuovi profili di acquirenti.
“Il nostro scopo principale consiste nel diversificare l’offerta per rispondere alle esigenze di clienti differenti in contesti diversi. Di conseguenza, è naturale che il modello possa dividere il pubblico tra entusiasti e scettici, ma sono convinto che questa vettura saprà attirare un target di acquirenti che finora non aveva mai valutato l’ingresso nel mondo Ferrari”.
Il ruolo del design funzionale e la collaborazione con Lovefrom
Un capitolo centrale dello sviluppo ha riguardato la definizione dell’estetica e dell’aerodinamica, aree in cui la Ferrari ha collaborato attivamente con il collettivo di designer Lovefrom. Le scelte stilistiche, che hanno generato pareri discordanti tra gli osservatori, vengono difese da Elkann come il risultato diretto di necessità ingegneristiche e prestazionali, subordinando l’estetica pura alla ricerca dell’efficienza dinamica in pista e su strada.
“Il gruppo di lavoro di Lovefrom ha rappresentato un alleato straordinario in uno sviluppo tecnico particolarmente complesso. Se la tendenza della concorrenza è stata spesso quella di rassicurare il pubblico modificando il design delle auto elettriche per farle apparire simili a quelle tradizionali, noi abbiamo preferito un approccio differente. Non abbiamo subito pressioni esterne e abbiamo scelto di realizzare questa vettura oggi semplicemente perché l’attuale livello tecnologico ce lo permette”.
La sfida ai costruttori cinesi e l’alto artigianato di Maranello
Il mercato delle supercar elettriche registra una presenza crescente di costruttori cinesi, capaci di immettere sul mercato veicoli ad alte prestazioni in tempi ridotti. Elkann non valuta questa concorrenza come una minaccia, ma come un elemento di stimolo per la manifattura italiana. Il vantaggio competitivo della Ferrari, secondo il presidente, risiede nell’integrazione tra la complessa ingegneria proprietaria e le finiture artigianali dello stabilimento di Maranello.

“La crescita della concorrenza globale rappresenta uno stimolo positivo che accelera l’evoluzione del settore e amplia le opportunità di mercato. Il nostro posizionamento rimarrà solido finché saremo in grado di ingegnerizzare soluzioni industriali talmente complesse da risultare inaccessibili per gli altri costruttori, a patto che il mercato ne comprenda il valore. La competitività della Ferrari risiede nella progettazione, nella qualità dei componenti e nei processi di una manifattura che a Maranello conserva le caratteristiche di un alto artigianato”.
Contrasto all’obsolescenza e il valore per i collezionisti
I principali dubbi dei collezionisti legati alle vetture ad altissima tecnologia elettrica riguardano la durata dei componenti elettronici e il rapido invecchiamento delle batterie. Sapendo che oltre il 90% delle Ferrari prodotte nella storia è tuttora circolante sul mercato, i tecnici hanno implementato soluzioni specifiche per garantire la longevità della Ferrari Luce, le cui prime consegne sono previste per la fine del 2026.
“Considerando che la quasi totalità delle vetture prodotte nella nostra storia è ancora marciante, abbiamo progettato questo modello prevedendo la totale sostituibilità del pacco batterie per contrastare l’invecchiamento dei componenti elettronici. In questo modo, i bambini che oggi osservano questa vettura considerandola un oggetto avveniristico potranno desiderare di acquistarla in età adulta, poiché l’abbiamo sviluppata pensando specificamente ai collezionisti del futuro”.
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