F1 | Sprint Race, anche no! Inutile, finta e fuori contesto

Uno show fittizio che fa rimpiangere le stupende qualifiche di ieri: assolutamente bocciata

F1 | Sprint Race, anche no! Inutile, finta e fuori contesto

Era tanto attesa, già bocciata dai più scettici e tradizionalisti, con un format che non ha fatto altro che rendere ancora più inutili alcune sessioni, vedi le prove libere del sabato mattina, svolte in regime di parco chiuso. La Sprint Race appena conclusasi a Silverstone, con la “vittoria” di Max Verstappen (che ha conquistato la pole position del Gran Premio di Gran Bretagna senza mai essere il più veloce sulla prestazione pura, perché in qualifica ieri è stato Hamilton a piazzarsi davanti a tutti, con il britannico protagonista anche del giro più veloce della Sprint), non ci ha lasciati particolarmente soddisfatti. Insomma, hanno voluto creare un qualcosa di talmente fittizio che, scusateci se siamo chiusi a certe novità, obiettivamente facciamo tanta fatica ad accettare.

INUTILE

Vorremmo sapere l’utilità di aggiungere 100 km di gara, poco meno di mezz’ora, al posto di una qualifica tradizionale, quando poi la griglia di partenza di domani non è che sia poi tanto cambiata da quanto fatto vedere ieri: i primi tre sono sempre loro, magari disposti in maniera diversa, mentre il fattore imprevedibilità è dettato dagli errori o dalla caciara che può scatenarsi là in mezzo, chiedere a Sainz e Perez per qualche informazione in più. Ma fondamentalmente, davvero dovremmo esaltarci per una partenza straordinaria di Alonso? Cioè è tutta qui la Sprint Race? Creata per rendere ancora più difficile il lavoro già ristretto dei team? Francamente, l’emozione che ci dà una pole position fatta per aver girato una manciata di millesimi più veloce del secondo è impagabile.

FINTA

E’ tutto costruito per creare spettacolo, show, caciara, chiamatelo un po’ come vi pare! Un’americanata bella e buona volta solo a penalizzare il lavoro delle squadre in favore di un qualcosa che forse chi si avvicina ora alla Formula 1 potrebbe anche apprezzare, ignorando di fatto tutto ciò che questo sport ci ha lasciato negli anni e quindi gli appassionati veri. Badate bene, ci sono stati altri esperimenti in passato, ultimo dei quali l’eliminazione in qualifica nei primi due round del 2016, fortunatamente bandita a tempo debito. Domani Verstappen partirà in pole position, eppure abbiamo tutti negli occhi lo straordinario giro di ieri di Hamilton, che di fatto conta quanto il due di coppe quando la briscola è a denari. Trovate un po’ voi il senso, perché per come è stato strutturato questo weekend noi difficilmente lo comprendiamo.

FUORI CONTESTO

La Formula 1 non ha alcun bisogno di una cosa del genere per avere più spettacolo. Bisognerebbe fare un discorso molto più lungo e dettagliato che, sinceramente, abbiamo già affrontato in passato e ora non è il momento adatto. Cos’ha di più questo format di una qualifica normale? Anzi, ve la poniamo in maniera differente? Cos’ha di meno la qualifica di ieri rispetto alla Sprint Race di oggi? La risposta è una sola, e con presunzione pensiamo sia oggettiva: niente. Vi ricordate l’idea di Bernie di bagnare la pista ad un certo punto della gara per creare spettacolo? Ma anche lo stesso sorpasso con DRS. Ecco, il senso è assolutamente lo stesso! E’ uno show che mette ancora una volta in secondo, anche in terzo piano, l’abilità del pilota nel giro secco. Tre giorni di azioni in pista non possono giustificare tutto ciò, le prove libere servono appunto per provare, per lavorare, non devono essere per forza tre giornate di spettacolo, ci sono qualifiche e gara per far emozionare gli appassionati, non serve creare qualcosa di inutilmente movimentato, bisognerebbe invece rivedere capitoli e capitoli di regolamenti, sportivi e tecnici, che ad oggi ci hanno portato a sperimentare uno scempio del genere. Grazie, ma anche no.

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