Formula 1 | La FIA aggiorna il regolamento ADUO: c’è una soglia “salva Honda”
Dopo il Gran Premio del Canada la Federazione ufficializzerà i team che potranno migliorare la power unit
Il cammino verso la rivoluzione tecnica del 2026 continua a essere costellato di aggiustamenti burocratici e politici necessari per garantire che la griglia di partenza non si spacchi irrimediabilmente. In questo contesto, la FIA ha approvato un aggiornamento sostanziale del regolamento ADUO (Automobile Development Unit Operation), introducendo misure scritte su misura per soccorrere i costruttori in maggiore difficoltà. La notizia principale riguarda la creazione di una nuova fascia di assistenza per chi accusa un distacco prestazionale pari o superiore al 10% rispetto al punto di riferimento della categoria.
Questa decisione non è passata inosservata nel paddock, venendo immediatamente interpretata come una clausola salvavita per la Honda. Il costruttore giapponese ha cannato totalmente il progetto power unit, tra croniche carenze di affidabilità e un deficit di potenza pura che inizia a preoccupare i vertici della Federazione, perché la Formula 1 non può permettersi un team con problemi di questo tipo per lungo tempo e che possa sprofondare in un baratro tecnico tale da compromettere l’interesse stesso della competizione.
Il nuovo scaglione del 10%: ossigeno per la Honda
Le modifiche, ratificate durante una sessione straordinaria del Consiglio Mondiale del Motorsport della FIA, toccano tre pilastri fondamentali: l’area tecnica, quella finanziaria e quella operativa. Il fulcro della riforma è l’istituzione di una categoria di aiuti dedicata a chi si trova oltre la soglia critica del 10% di ritardo dal miglior motore a combustione interna (ICE).

Secondo le rilevazioni attuali, il riferimento è rappresentato dalla Mercedes, capace di erogare poco più di 550 cavalli dalla sola parte termica. Al contrario, le indiscrezioni suggeriscono che il propulsore Honda paghi un dazio di circa 60-70 cavalli, posizionandosi esattamente in quella zona rossa che fa scattare i massimi aiuti previsti dal regolamento. Per compensare questo divario, la FIA ha stabilito un pacchetto di incentivi senza precedenti.
Risorse operative e finanziarie: i numeri del recupero
Sul piano pratico, i benefici per chi rientra nella fascia superiore al 10% sono massicci. Il regolamento prevede l’assegnazione di 230 ore aggiuntive di test al banco prova, una risorsa vitale per accelerare lo sviluppo e risolvere i problemi di affidabilità che stanno tormentando le unità giapponesi. A questo si aggiunge un respiro finanziario non indifferente: un extra budget di 11 milioni di dollari spalmato sui prossimi due anni (anche se non utilizzabile nel 2026) e un ulteriore margine di 8 milioni di dollari all’interno del tetto di spesa per chi si presenterà al via della stagione 2026 con un deficit così marcato.
Ecco la ripartizione ufficiale delle ore di test in base al distacco dal leader:
La controversia sulle date: il caso Canada
Un altro punto di frizione ha riguardato la tempistica della prima revisione ADUO. Con la cancellazione dei Gran Premi di Bahrain e Arabia Saudita a causa della crisi mediorientale, il calendario ha subito scossoni che hanno influenzato anche le scadenze regolamentari.
Il compromesso finale ha stabilito che la prima finestra di analisi avverrà dopo il Gran Premio del Canada, la quinta gara effettiva dell’anno. Anche le finestre successive sono state ricalibrate: la seconda è stata anticipata alla gara numero 11, mentre la terza resta fissata dopo il diciottesimo appuntamento. Questa dilazione temporale concede alla Honda qualche settimana in più per tentare di ridurre lo svantaggio prima che i parametri vengano cristallizzati per l’assegnazione degli aiuti.

Toto Wolff, figura chiave in queste negoziazioni, ha ribadito più volte la filosofia che dovrebbe guidare questo sistema di perequazione: “Il meccanismo ADUO è stato concepito con l’unico scopo di tendere una mano a quei costruttori che si trovano in una condizione di svantaggio davvero marcata rispetto alla concorrenza, e non per consentire a realtà già competitive come Ferrari o Red Bull di colmare piccoli gap prestazionali nei confronti della Mercedes”.
Mentre la Honda combatte contro il cronometro e i cavalli mancanti, il panorama motoristico del 2026 deve fare i conti con altre criticità. Come abbiamo analizzato nei giorni scorsi, Audi si trova in una posizione altrettanto delicata, sebbene di natura diversa. Se la Honda soffre per potenza e affidabilità, la casa di Ingolstadt sta mostrando una preoccupante fragilità nel gestire la complessità dei nuovi sistemi ibridi. Vedere vetture che non riescono a completare i weekend di gara è un segnale di allarme che il regolamento ADUO potrebbe dover affrontare presto anche per il colosso tedesco, qualora i guasti dovessero tradursi in una mancanza sistematica di prestazioni.
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