F1 GP Canada | Ferrari, Hamilton: “Senza il simulatore è andata bene, forse è la strada giusta”

"Gran lavoro di messa a punto insieme alla squadra", ha detto Lewis

F1 GP Canada | Ferrari, Hamilton: “Senza il simulatore è andata bene, forse è la strada giusta”

Il fine settimana del Gran Premio del Canada si apre con indicazioni contrastanti ma complessivamente incoraggianti per la Ferrari, che al termine delle qualifiche Sprint blinda la terza fila dello schieramento. Lewis Hamilton e Charles Leclerc prenderanno il via della gara breve rispettivamente dalla quinta e dalla sesta posizione, un verdetto molto simile nella sostanza ma figlio di due percorsi diametralmente opposti nell’arco della giornata. Se il pilota monegasco ha seguito una linea di preparazione più tradizionale, il sette volte campione del mondo ha saputo capitalizzare la sua straordinaria affinità con il tracciato cittadino di Montréal, da sempre considerato una sorta di feudo personale, trovando un feeling immediato con la SF-26.

A fare la reale differenza all’interno del box di Maranello è stata la scelta radicale intrapresa sul fronte della messa a punto. Hamilton ha infatti deciso di non utilizzare il simulatore della Ferrari per preparare l’appuntamento canadese, deliberando una metodologia di lavoro completamente differente rispetto a quella del compagno di squadra. Non è un segreto che il fuoriclasse britannico non abbia mai digerito gli strumenti di guida virtuale nel corso della sua lunga carriera, preferendo da sempre l’approccio classico del pilota vecchia scuola, basato sulle sensazioni ricavate direttamente dall’asfalto e sullo studio meticoloso dei dati telemetrici insieme ai propri ingegneri di pista.

L’approccio vecchio stampo di Hamilton premia in pista

In un contesto normativo che vieta i test privati sul tracciato ormai da tantissimi anni, la scelta di fare a meno del simulatore rappresentava una scommessa non indifferente. Hamilton ha preferito concentrarsi su una preparazione fisica e tecnica alternativa, i cui frutti si sono manifestati chiaramente fin dalle prime battute del venerdì sul circuito intitolato a Gilles Villeneuve. Naturalmente, il verdetto delle qualifiche Sprint costituisce soltanto il primo tassello di un fine settimana ancora lunghissimo, dove i punti pesanti verranno assegnati nella mini gara del sabato e, soprattutto, nel Gran Premio di domani. L’ottimo avvio del pilota inglese ha comunque restituito un’atmosfera di forte fiducia all’interno del team, come confermato dallo stesso Hamilton nel ring delle interviste.

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“Posso dire che questa sia stata la mia miglior sessione di qualifica da molto tempo a questa parte. Insieme alla squadra abbiamo svolto un lavoro eccezionale sulla messa a punto, permettendomi di trovare subito un ottimo feeling, a cui abbiamo aggiunto piccoli ritocchi prima della sessione decisiva. Le prime due sessioni sono scorse via lisce, mentre nell’ultima frazione i rivali hanno fatto un passo avanti, forse grazie a una mappatura del motore più aggressiva, ma far parte del gruppo di testa è stato stimolante e mi sono goduto ogni giro”.

“Evitare le sessioni al simulatore mi ha dato sensazioni migliori rispetto ai fine settimana precedenti, indicando forse la via corretta da seguire. Nelle scorse settimane ci siamo concentrati esclusivamente sullo studio approfondito della telemetria e sulla mia preparazione fisica, ottimizzando il bilanciamento meccanico della monoposto; abbiamo deliberato una configurazione d’assetto completamente inedita che ha letteralmente svoltato il comportamento della vettura, e mi auguro che questo rappresenti un buon punto di partenza per i prossimi eventi”.

I distacchi dai rivali e le novità tecniche della concorrenza

Il distacco della Ferrari dalla Mercedes si è attestato sulla linea dei tre decimi di secondo, un margine decisamente più contenuto rispetto alle previsioni della vigilia e ai sette decimi incassati durante le prove libere della mattina, sintomo che i valori emersi nella prima sessione non rispecchiavano il reale potenziale delle vetture (al momento quantomeno, ndr). La scuderia di Brackley ha introdotto a Montréal un pacchetto di aggiornamenti molto profondo sulla W17, confermando la sua intenzione di mantenere la leadership tecnica.

Alle spalle delle Frecce d’Argento si è posizionata la McLaren, capace di monopolizzare la seconda fila dello schieramento dopo aver completato lo sviluppo iniziato a Miami. La giornata del team di Woking non è stata priva di ostacoli, dato che Lando Norris ha preferito fare un passo indietro tornando alla vecchia specifica dell’ala anteriore dopo aver riscontrato una perdita di feeling alla guida della sua MCL40.

La partita politica sul fronte motori: lo scoglio del sistema ADUO

Mentre i piloti si danno battaglia sui cordoli canadesi, il futuro della Ferrari si gioca su un tavolo politico altrettanto strategico fuori dalla pista. Le discussioni relative ai regolamenti tecnici dei motori per il 2027 vedono la Ferrari in prima linea nel contrastare l’introduzione immediata di modifiche hardware. Il fulcro di questa disputa è rappresentato dall’ADUO (Advanced Dual-Energy Engine), un sistema su cui la Ferrari ha focalizzato importanti risorse finanziarie e umane. Se la FIA dovesse imporre una riprogettazione forzata delle componenti e del flusso di carburante già per il prossimo anno, i motoristi impegnati nello sviluppo dell’ADUO vedrebbero i propri piani confinati alla sola stagione 2026, disponendo di un margine temporale troppo esiguo per ammortizzare gli investimenti e sfruttare i vantaggi competitivi del sistema.

I tecnici della Ferrari intendono deliberare i primi importanti sviluppi nelle prossime settimane, con l’obiettivo di effettuare un sensibile salto prestazionale sul fronte della power unit. Questa evoluzione viene considerata la chiave per colmare il deficit nei confronti della Mercedes, superiore nei tratti rettilinei ad alta velocità. Per salvaguardare questo percorso di ricerca, la Ferrari e altre case automobilistiche, tra cui Audi, stanno spingendo con forza per far slittare l’introduzione dei nuovi vincoli hardware al 2028, tutelando così il lavoro già programmato nei reparti corse.

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