Calendario F1 2026: GP di Qatar e Abu Dhabi a rischio, si pensa ad eventuali sostituzioni
Praticamente impossibile il recupero di Bahrain e Arabia Saudita: situazione non facile per Domenicali e la FIA
La stesura definitiva del calendario del mondiale di Formula 1 rimane soggetta a forti variabili esterne, costringendo gli organizzatori a una costante revisione dei piani logistici. L’instabilità geopolitica in Medio Oriente, che ha già condizionato la programmazione delle prime tappe della stagione, continua a esercitare una pressione diretta sulle scelte della governance sportiva. Stefano Domenicali, amministratore delegato della F1, ha delineato lo stato delle trattative con i promotori locali, confermando come la flessibilità operativa sia diventata l’unico strumento idoneo per gestire la transizione verso la chiusura del campionato.
Le decisioni assunte all’inizio dell’anno, che hanno portato all’esclusione temporanea delle tappe previste in Bahrain e Arabia Saudita sono state dettate da precise valutazioni di sicurezza. La dirigenza del campionato ha chiarito che lo sport non può prescindere da un contesto sociale stabile, rifiutando l’idea di imporre lo svolgimento di un Gran Premio in aree colpite da tensioni internazionali. Il pragmatismo manageriale ereditato dalla gestione della crisi pandemica rappresenta la linea guida fondamentale per affrontare le attuali incertezze sulla tenuta del calendario.
Domenicali ha spiegato i criteri che hanno guidato le scelte operative della FOM: “Dobbiamo mantenere lo stesso pragmatismo che abbiamo adottato durante l’emergenza legata al Covid. Abbiamo annullato gli appuntamenti in Bahrain e a Jeddah perché eravamo pienamente consapevoli dell’impossibilità di correre in quel frangente. La Formula 1 rappresenta una forma di intrattenimento e uno sport capace di generare entusiasmo, quindi è fondamentale fare tappa in paesi dove l’ambiente sia sereno. Auspico, nell’interesse del nostro campionato e dell’intera comunità internazionale, che lo scenario geopolitico si normalizzi rapidamente”.
Il nodo commerciale e logistico di Qatar e Abu Dhabi
Allo stato attuale, i Gran Premi di Qatar e Abu Dhabi rimangono regolarmente inseriti nella programmazione ufficiale, ma la loro effettiva disputa resta vincolata all’evoluzione del quadro bellico. I comitati organizzatori locali stanno proseguendo le attività commerciali e la vendita dei tagliandi d’ingresso mostra dati positivi, ma la Formula 1 ha fissato una scadenza temporale oltre la quale non sarà possibile rimandare una scelta definitiva. La complessità dei trasferimenti intercontinentali impedisce variazioni dell’ultimo minuto, a differenza di quanto avviene in discipline sportive meno articolate sotto il profilo strutturale.

Il massimo dirigente della Formula 1 ha quantificato le difficoltà legate alla macchina organizzativa dei Gran Premi: “I promotori degli eventi in Qatar e ad Abu Dhabi stanno registrando ottimi risultati sul fronte della biglietteria, ma a breve saremo costretti a prendere una posizione definitiva. La gestione del nostro mondiale non è paragonabile a una sfida calcistica, in cui si muovono solo due formazioni e una ventina di atleti con estrema facilità; la nostra struttura comporta spese ingenti e dinamiche organizzative estremamente intricate”.
Le ipotesi di recupero e l’impossibilità del doppio evento
Nelle ultime settimane le scuderie hanno esaminato diverse bozze di riprogrammazione per tentare di recuperare i Gran Premi saltati nei mesi scorsi. Una delle proposte circolate nel paddock prevedeva l’inserimento del Gran Premio del Bahrain nel fine settimana del 2, 3 e 4 ottobre, posizionandolo tra la trasferta di Baku e quella di Singapore. Questa soluzione avrebbe generato una sequenza di tre gare consecutive in tre fusi orari differenti, mettendo a dura prova la resistenza del personale tecnico.
La seconda ipotesi valutava il recupero di Jeddah subito dopo l’appuntamento di Las Vegas, determinando un finale di stagione con quattro Gran Premi consecutivi e lo slittamento di una settimana della chiusura del campionato. Domenicali ha escluso categoricamente la fattibilità di un simile sovraccarico logistico per le squadre, pur lasciando aperta una singola finestra temporale per l’inizio di ottobre: “Risulta materialmente impossibile recuperare entrambe le tappe saltate e ritrovare una data anche per un solo evento si preannuncia complesso, vista la scarsità di spazi liberi nel calendario”.
I piani di contingenza e la certezza su Las Vegas
Un elemento fermo all’interno della pianificazione strategica della Formula 1 riguarda la collocazione del Gran Premio di Las Vegas. La FOM ha confermato che l’evento nel Nevada non fungerà in nessun caso da tappa conclusiva del mondiale, mantenendo la sua data originaria. Qualora le condizioni di sicurezza nel Golfo Persico dovessero peggiorare ulteriormente, precludendo le trasferte di Lusail e Yas Marina, la dirigenza attiverà un piano di riserva basato su circuiti alternativi pronti a subentrare con preavviso ridotto, garantendo il completamento del numero minimo di gare richiesto dai contratti televisivi globali.
La conferma della strategia di emergenza è stata ribadita da Domenicali: “Confermo che abbiamo già predisposto un piano di riserva per la parte finale della stagione. Qualora l’andamento delle ostilità dovesse impedire lo svolgimento dei due Gran Premi conclusivi, saremo pronti a sfruttare soluzioni alternative già sul tavolo”.

L’evoluzione delle trattative dipenderà dai monitoraggi settimanali effettuati in sinergia con le ambasciate e i servizi di sicurezza internazionali. Le scuderie richiedono certezze entro la fine della pausa estiva per poter pianificare le spedizioni marittime dei materiali pesanti e la gestione delle rotazioni del personale dei reparti corse. La Formula 1 si trova così a dover bilanciare le esigenze di fatturato dei contratti commerciali con la tutela della sicurezza collettiva, in un anno in cui la gestione dei calendari si sta rivelando complessa quanto quella della transizione regolamentare sui motori.
Calendario F1, le possibili alternative
Nel caso in cui anche le gare di Qatar e Abu Dhabi dovessero saltare, ipotesi tutt’altro che esclusa osservando anche le parole di Domenicali, bisognerà capire dove svolgere gli ultimi appuntamenti: si potrebbe anche accorciare ulteriormente il calendario, e quindi sostituire una soltanto delle tappe arabe, cancellando l’altra. Al vaglio ci sono le solite note, ovvero Imola, Istanbul e Portimao. Certo, le condizioni climatiche a dicembre in quei posti ci suggerisce tanto freddo e piste simil ghiaccio, specialmente in Emilia-Romagna e Turchia. Una situazione tutt’altro che facile per l’organizzazione della Formula 1, ma la decisione non sarà presa a larghissimo giro, infatti pare che entro luglio si saprà in che modo questo mondiale andrà a concludersi.
se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre notizie
Seguici qui









