F1 | Ferrari, Vasseur: “In Canada dobbiamo curare ogni dettaglio ed essere subito pronti”

"Bisogna cogliere ogni occasione", ha detto Fred

F1 | Ferrari, Vasseur: “In Canada dobbiamo curare ogni dettaglio ed essere subito pronti”

Il mondiale di Formula 1 2026 approda in Nord America per il quinto appuntamento stagionale, portando con sé un carico di aspettative e tensioni non indifferente. Il Gran Premio del Canada, che in questa stagione debutta nell’insolita collocazione di maggio, rappresenta un crocevia fondamentale per la Ferrari. Dopo un avvio di campionato in cui la SF-26 ha mostrato lampi di competitività alternati a momenti di sofferenza, il team di Maranello cerca a Montréal la prima vittoria dell’anno, un obiettivo che appare però complicato dal gap prestazionale accusato nei confronti di Mercedes e McLaren.

La power unit tedesca, in questa fase iniziale del nuovo ciclo regolamentare, si è dimostrata superiore in termini di potenza pura. Su un tracciato come il Gilles-Villeneuve, dove i lunghi rettilinei e le ripartenze da bassa velocità sono la norma, il deficit motoristico della Ferrari potrebbe rivelarsi un ostacolo difficile da aggirare, specialmente in condizioni di pista asciutta. La speranza dei tecnici italiani è riposta nell’applicazione dell’ADUO, il sistema di bilanciamento che potrebbe favorire il recupero prestazionale della rossa, riequilibrando i valori in campo tra i motoristi nelle prossime settimane.

Il fattore Hamilton e le insidie del tracciato

Oltre all’aspetto tecnico, gli occhi sono puntati su Lewis Hamilton. Il britannico, dopo un fine settimana anonimo a Miami, torna su una delle sue piste preferite, un tracciato dove ha già trionfato sette volte eguagliando il primato di Michael Schumacher. Ritrovare la forma mostrata nelle prime due gare del 2026 sarà essenziale per permettere alla Ferrari di lottare per il podio.

Il circuito canadese, lungo 4.361 metri e situato sull’isola di Notre-Dame, non concede sconti. La configurazione stop-and-go richiede una vettura estremamente stabile nelle frenate violente e precisa in trazione. Montréal è storicamente uno dei circuiti più probanti per gli impianti frenanti, e la capacità di scaricare a terra la potenza in uscita dal tornantino di curva 10 sarà decisiva per proteggersi o tentare il sorpasso sul rettilineo dei box.

Un ulteriore elemento di incertezza è dato dal formato Sprint, che debutta per la prima volta in Canada. Con una sola ora di prove libere a disposizione, trovare l’assetto ideale sarà una corsa contro il tempo. Il meteo, con temperature previste sotto i 20 gradi e possibilità di pioggia, potrebbe rimescolare le carte, favorendo chi saprà scaldare correttamente gli pneumatici in tempi brevi.

In merito alle sfide del weekend, il team principal Fred Vasseur ha delineato il quadro della situazione: “Considero l’appuntamento in Canada come un momento sempre molto particolare, dove si respira un’aria incredibile sia nel centro urbano che lungo il circuito, consapevoli di quanto la Ferrari sia amata in quel luogo, grazie anche alla forte presenza della comunità di origine italiana”.

“Passando al lato tecnico, gareggiare a Montréal non è affatto banale. La pista mette a dura prova i sistemi frenanti e richiede una trazione impeccabile fuori dalle curve più lente e dalle chicane; quest’anno, poi, il fattore meteorologico e le temperature piuttosto basse potrebbero rendere tutto più complicato, specialmente con l’aggiunta del formato Sprint che ci lascia pochissimi margini di preparazione. Il nostro compito sarà quello di farci trovare pronti sin dal primo istante, curando ogni dettaglio dell’esecuzione e cercando di cogliere qualunque occasione si presenti durante il fine settimana”.

La polemica sulle partenze: Vasseur contro la “politica della sicurezza”

Al di là del confronto cronometrico, l’attenzione del paddock rimane fissa sulla disputa riguardante le procedure di avvio delle gare, un tema che ha visto la Ferrari in una posizione di netto contrasto rispetto alla FIA e agli altri costruttori. La radice del problema risiede in una scelta progettuale operata a Maranello durante la fase di delibera della power unit 2026.

Consapevole che l’eliminazione dell’MGU-H avrebbe reso difficoltosa la messa in pressione del turbo allo spegnimento dei semafori, la Ferrari ha scelto di adottare un turbocompressore di dimensioni ridotte. Questa decisione, sebbene penalizzante in termini di potenza massima assoluta durante il giro, era stata presa per garantire partenze impeccabili e una risposta immediata della vettura nelle fasi iniziali della corsa. Si trattava di un compromesso tecnico deliberato, volto a evitare i rischi di stallo che i nuovi regolamenti avrebbero potuto comportare.

Il panorama è cambiato drasticamente quando i team concorrenti, accortisi delle difficoltà nel gestire turbo di dimensioni maggiori in fase di partenza, hanno sollevato preoccupazioni legate alla sicurezza. La risposta della FIA non si è fatta attendere: è stata introdotta una nuova procedura di pre-partenza, identificata dall’accensione di una luce blu, che concede ai piloti un lasso di tempo supplementare per stabilizzare i sistemi e portare i motori in pressione prima della sequenza di avvio tradizionale.

Il malcontento Ferrari e la critica alla “politica della sicurezza”

In questo contesto, la posizione di Fred Vasseur appare estremamente ferma. Il team principal della Ferrari ha manifestato un profondo disappunto per quella che viene percepita come una manovra politica orchestrata dai rivali. Secondo la visione di Maranello, la Federazione avrebbe agito in modo poco equo, modificando le regole in corsa per sanare le lacune progettuali di chi non aveva saputo interpretare correttamente le sfide dei nuovi motori.

Vasseur ha evidenziato come, appena un anno prima, la stessa FIA avesse risposto negativamente alle preoccupazioni della Ferrari, ribadendo che spettava ai team costruire vetture conformi alle norme e non il contrario. Il fatto che un gruppo di squadre abbia successivamente ottenuto un cambio procedurale appellandosi a ragioni di incolumità è stato interpretato dal manager francese come un atto di opportunismo politico. Per la Rossa, la sicurezza sarebbe stata garantita se ogni team avesse progettato i propri sistemi in modo adeguato, accettando eventualmente di partire dalla corsia dei box qualora la propria vettura fosse stata ritenuta instabile o pericolosa sulla griglia.

La tensione è aumentata ulteriormente a causa dello scontro verbale con George Russell. Il pilota Mercedes, parlando a nome della GPDA, aveva tacciato la Ferrari di egoismo per i suoi tentativi di bloccare l’introduzione della luce blu. Vasseur ha però respinto queste accuse, sottolineando che la Ferrari non ha avuto altra scelta se non quella di subire la decisione federale. Poiché la modifica è stata imposta per motivi di sicurezza, la FIA ha potuto esercitare il proprio potere decisionale senza necessità di un voto favorevole o dell’unanimità delle squadre, annullando così il vantaggio competitivo che la Ferrari aveva legittimamente ricercato attraverso la propria architettura motoristica.

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