F1 | Audi e Ferrari contro il cambio regolamentare sui motori nel 2027: riunione in Canada

I due costruttori stanno già investendo risorse per l'ADUO, che a questo punto servirebbe solo per una sola stagione

F1 | Audi e Ferrari contro il cambio regolamentare sui motori nel 2027: riunione in Canada

Il mondiale di Formula 1 si ritrova in Canada non soltanto per affrontare le sfide in pista, ma anche per sbrogliare uno dei nodi politici e tecnici più complessi dell’ultimo periodo. Nei box del circuito intitolato a Gilles Villeneuve è infatti programmato un incontro importantissimo che vedrà protagonisti la FIA, i vertici della categoria e i rappresentanti delle case automobilistiche. Al centro della questione vi sono le modifiche strutturali ai motori previste per il 2027, un pacchetto di interventi che al momento non ha ancora ottenuto il consenso unanime necessario da parte dei produttori per poter procedere secondo i piani originari.

La questione ha preso una piega ufficiale lo scorso venerdì 8 maggio, giorno in cui la Federazione Internazionale ha formalizzato la volontà di rivedere i parametri energetici delle future power unit. Abbandonando il modello di ripartizione paritaria al 50/50 tra la componente termica e quella elettrica, un pilastro difeso a lungo dall’organo di governo dello sport, la FIA ha proposto una nuova configurazione vicina allo schema 60/40. Questo orientamento prevede un incremento di circa 67 cavalli a vantaggio del motore a combustione interna, con una parallela riduzione della quota energetica gestita dall’unità elettrica (50 kW). Per rendere concreta questa transizione si rende necessario modificare i parametri del flusso di carburante, una mossa che costringerebbe i tecnici a variazioni hardware dell’ultimo minuto sui progetti in corso d’opera, sollevando comprensibili riserve di natura logistica e realizzativa.

La spaccatura tra i motoristi: questioni di tempismo e competitività

Sebbene tutti e cinque i costruttori attualmente coinvolti nella massima serie abbiano espresso una generale condivisione d’intenti sul cambio di filosofia tecnica, il vero terreno di scontro è rappresentato dalle tempistiche di introduzione delle norme. Sembra che il fronte dei motoristi appaia nettamente diviso. Da una parte, Mercedes e Red Bull premono per un’applicazione immediata della nuova architettura già a partire dal campionato 2027. Pur disponendo di unità che si sono dimostrate eccellenti secondo le linee guida finora in vigore, le due strutture ritengono che una correzione immediata della rotta andrebbe a beneficio dello spettacolo, aiutando la Formula 1 a ritrovare la sua vera essenza.

Di parere opposto sono le realtà che si trovano a gestire programmi industriali complessi o vincoli finanziari più stringenti. Tra queste figura l’Audi, marchio che sta investendo capitali ingenti per preparare il proprio debutto ufficiale nella categoria e che si trova a fare i conti con le enormi esigenze imposte dai regolamenti correnti. La casa dei Quattro Anelli manifesta forti perplessità di fronte alla prospettiva di dover finanziare un ulteriore e costoso programma di sviluppo a breve termine.

Mattia Binotto, team principal di Audi – XPB Images

All’interno del regime di budget cap, sostenere un adeguamento dei motori il cui costo stimato potrebbe superare i 10 milioni di dollari viene considerata un’operazione complessa. Per i vertici di Ingolstadt, pensare di riprogettare le componenti meccaniche per raggiungere i nuovi standard sul flusso di carburante entro la gara d’apertura della prossima stagione non è uno scenario realistico. Pur non opponendosi in modo assoluto ai correttivi, e mostrandosi flessibile verso piccole modifiche per salvaguardare l’attrattiva delle corse, il costruttore tedesco preferisce un rinvio.

Lo scoglio del sistema ADUO e la posizione della Ferrari

La resistenza maggiore all’introduzione immediata delle modifiche nel 2027 è legata però a un fattore tecnico, ovvero l’ADUO (Advanced Dual-Energy Engine). Questa situazione rappresenta il fulcro attorno al quale ruotano i dubbi e le strategie della Ferrari. Qualora la FIA imponesse la revisione dell’hardware e la ridefinizione del flusso di carburante già per il prossimo anno, i costruttori che possiedono i piani di sviluppo per l’ADUO vedrebbero il proprio lavoro fortemente limitato alla sola stagione 2026. Questo lascerebbe un margine temporale troppo ridotto per poterne estrarre il reale potenziale e capitalizzare gli investimenti effettuati.

I tecnici della Scuderia di Maranello confidano in misura rilevante su questo sistema e intendono sfruttare la prima occasione utile, programmata subito dopo la conclusione della corsa in Canada, per compiere un balzo in avanti significativo con la propria unità di potenza. Questa viene considerata un’ottima chance per colmare la distanza rispetto alla Mercedes nel settore dove si registrano le maggiori criticità, vale a dire la velocità di punta sui rettilinei. Di conseguenza, la Ferrari e altri motoristi spingono per posticipare l’introduzione delle nuove specifiche hardware al 2028, così da tutelare il lavoro di ricerca già avviato.

Le opzioni sul tavolo e il punto di vista dei piloti

Consapevoli della difficoltà di raggiungere un accordo unanime, la FIA e i promotori del campionato hanno già iniziato a valutare delle soluzioni di ripiego nel caso in cui non si trovasse un punto d’incontro. L’alternativa prevede un innalzamento moderato del flusso di carburante per il 2027, configurando una fase di transizione che traghetterebbe la categoria verso il propulsore 60/40 definitivo solo nel 2028. Questo scenario ponte presenterebbe delle controindicazioni sul piano sportivo, costringendo i team a disputare gare caratterizzate da giri leggermente più corti nella prossima stagione per rientrare nei parametri di consumo.

Stefano Domenicali e Fred Vasseur a colloquio a Montreal – XPB Images

Al momento, il passaggio alle nuove specifiche per il 2027 resta un’ipotesi da trattare con cautela, una materia su cui anche i protagonisti al volante iniziano a esprimersi in termini ipotetici. Interpellato sulla questione alla vigilia delle prime sessioni di prove libere, Max Verstappen ha espresso il proprio parere sulla questione: “Ritengo che abbandonare il vecchio concetto del 50/50 sia una scelta di grande aiuto per assicurare una permanenza stabile all’interno della Formula 1 anche oltre questa stagione”.

Il tavolo delle trattative a Montréal si preannuncia dunque infuocato. I costruttori dovranno trovare una sintesi tra le esigenze commerciali dello show, i vincoli finanziari dei nuovi ingressi e le strategie tecniche dei marchi, in un fine settimana canadese dove la politica dei motori rischia, ancora una volta di mettere in secondo piano le sfide in pista.

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