F1 | Marko sulla presunta irregolarità Ferrari: “Hanno superato la zona grigia: pronti a fare altri reclami”

L'austriaco ha ammesso di aver divulgato alla stampa le indagini della FIA sul carburante di Leclerc ad Abu Dhabi

F1 | Marko sulla presunta irregolarità Ferrari: “Hanno superato la zona grigia: pronti a fare altri reclami”

Non sembrano placarsi le polemiche in merito al quantitativo di carburante errato dichiarato dalla Ferrari prima della partenza del Gran Premio di Abu Dhabi. Ricordiamo, la Scuderia di Maranello è stata punita con 50.000 euro di multa. Ad alimentarle è Helmut Marko, consulente e scopritore di talenti della Red Bull, che ha ammesso di aver divulgato alla stampa la notizia delle indagini della FIA in merito a questa discordanza di dati sulla vettura di Charles Leclerc. Il team austriaco è da qualche mese “a capo” di coloro che ritengono la Ferrari irregolare a livello motoristico, chiedendo controlli su controlli.

“L’ho fatto così che tutti sappiano e che le cose non vengano nascoste sotto al tappeto – ha detto Marko ad Auto Bild. Le regole sono chiare, e quel tipo di punizione (i 50.000 euro, ndr) sembra uno scherzo. Si tratta di equità, del rispetto del regolamento e della parità di trattamento per tutti i team! Il motore della Ferrari è stato messo in discussione su diversi punti, che vanno oltre la cosiddetta zona grigia, ma non è stato fatto nulla per correggere queste anomalie. Se dovessimo sospettare di eventuali irregolarità della Ferrari anche in futuro, sicuramente protesteremo, così che la FIA possa controllare il tutto”.

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7 commenti
  1. Zuffenhausen

    6 Dicembre 2019 at 18:15

    Invece di muoversi con lentezza e dubbia parzialità solo su reclamo, la FIA farebbe bene a farsi parte attiva, e propositiva, dei controlli nei confronti di tutti i team … Ne guadagnerebbe tutta la F1.

  2. Susan

    6 Dicembre 2019 at 21:58

    venerdì 27 luglio 2012
    Scandalo Red Bull. Beccati a variare l’altezza in parco chiuso

    Mentre le prime prove del fine settimana ungherese stanno iniziando, dalla Germania rimbalza una notizia sconvolgente e clamorosa. L’autorevole giornalista tedesco, Michael Schmidt, del settimanale “Auto Motor und Sport” Michael Schmidt è venuto a conoscenza di un gravissimo retroscena relativo al Gran Premio del Canada a Montreal e che riguarda per l’ennesima volta la Red Bull Racing.

    Un commissario tecnico ha avvicinato il giornalista nella giornata di ieri [26 luglio – ndr] per raccontargli l’intera vicenda. Ma cosa è successo effettivamente sulla pista intitolata a Gilles Villeneuve? Pare che nella giornata di sabato i meccanici della squadra di Milton Keynes siano stati sorpresi ad alterare l’altezza da terra delle due monoposto RB8 mentre le monoposto si trovavano già da diverse ore in regime di parco chiuso.

    Da inizio campionato la Federazione per evitare li soliti sospetti ha imposto a tutte le scuderie di lavorare con strumenti ben visibili e facilmente riconoscibili, per dare modo ai commissari di verificare chi e come interviene sulle monoposto.

    Gli uomini della Red Bull invece sarebbero stati sorpresi con una piccola chiave [costruita appositamente – ndr] con la quale potevano intervenire sul gruppo ammortizzatore, variando l’estensione della terza molla. Nel dettaglio si apprende che un commissario tecnico ha sopreso un meccancio della scuderia austriaca mentre effettuava questa operazione facendo finta di pulire i braccetti delle sospensioni.

    Il regolamento tecnico parla chiaro, ed è assolutamente vietato intervenire sul gruppo ammortizzatori dopo le qualifiche del sabato pomeriggio, ovvero da quando le monoposto entrano in regime di parco chiuso.
    I responsabili del colleggio tecnico della Federazione, Charlie Whiting e Jo Bauer, subito informati sono intervenuti per far ripristinare le misure precedenti e hanno imposto alla squadra di Milton Keynes di dotarsi di strumenti adeguati, altrimenti sarebbe scattata prontamente la squalifica.

    Indipendentemente dal fatto che la Red Bull non sia andata in contro a dei provvedimenti disciplinari in occasione della trasferta canadese si può facilmente immaginare come mai ormai la Federazione abbia messo la scuderia di Milton Keynes sotto la lente d’ingrandimento.

    Costruire appositamente una chiave minuscola per intervenire sull’altezza da terra denota la filosofia, la morale e l’irriverenza di una scuderia che si crede onnipotente e superiore a tutti quanti, anche sopra le regole stesse, stravolgendo lo spirito stesso della Formula Uno.

    Pubblicato da Mercury a 11:47
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  3. Susan

    6 Dicembre 2019 at 22:40

    La Red Bull Racing avrebbe svolto un test segreto indoor all’interno della struttura della AVL a Graz, in Austria. L’indiscrezione è stata riportata dal giornale tedesco Bild. Il test sarebbe durato sei giorni, tra il penultimo test prestagionale in Bahrain e l’inizio della stagione in Australia, e avrebbe visto coinvolta anche la Renault. Voci sul test illegale sarebbero circolate dopo uno scambio di corrispondenza tra FIA, Mercedes, Ferrari e Sauber.

    Al test avrebbe partecipato anche la Toro Rosso, lo junior team Red Bull, coinvolto a sua volta per tentare di rimediare alla situazione disastrosa in cui si era trovata la Renault poco prima dell’inizio della stagione. Antonio Felix da Costa, test driver della Red Bull, in un tweet di inizio marzo aveva dichiarato di essersi recato in Austria per un viaggio di ‘cinque giorni’: “Passerò del tempo a Graz, in Austria. Non per mia scelta!”.

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  4. Susan

    6 Dicembre 2019 at 22:43

    Come vedete questi sono i bibitari pronti a puntare un bazooka e nn il classico dito contro la Ferrari . bibitari a cui nn so x quale motivo oscuro inveiscono con tanta cattiveria

  5. Susan

    6 Dicembre 2019 at 22:45

    manco se gli uomini del reparto corse di Maranello fossero andati a letto con le mog…i e fidanz…..e di tutta la gang dei bibitari

  6. Susan

    6 Dicembre 2019 at 22:46

    e per stasera basta cosi. Ciaooooo

  7. Zac

    7 Dicembre 2019 at 13:22

    Red BullShip(?) uber alles!

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