Pagelle del Gran Premio di Germania

Commenti semiseri dall'ex tempio tedesco della velocità [danke Herr Tilke]

Pagelle del Gran Premio di Germania

Capolavoro di Alonso, difficile definirlo altrimenti. In terra tedesca lo spagnolo della Ferrari tiene a bada gli attacchi di Vettel e Button e si aggiudica la terza gara stagionale, allungando nella classifica del mondiale. Dietro di lui un redivivo Button e il sornione Räikkönen, che approfitta di una penalizzazione inflitta a Vettel per sorpasso irregolare. Fuori dai giochi Hamilton, più indietro Webber. Buona lettura!

Sebastian Vettel: 5,5 – Dobbiamo essere cattivi? Ok, lo siamo. 25 anni, e sentirli tutti. E, intendiamoci, ci può anche stare. Sei un bicampione del mondo, circondato dall’aura di enfant prodige praticamente da quando hai messo per la prima volta il sedere su un seggiolino da corsa, sei forte e lo sai. Ma hai pur sempre 25 anni, e sei a tutti gli effetti ancora un ragazzo. Un ragazzo che nella gara di casa, in cui vorrebbe non vincere ma stravincere, si fa prendere dal nervosismo. Sbaglia la partenza, trovandosi addirittura a lottare con Michael Schumacher, è costantemente sopra le righe -e oltre la pista- per tutta la corsa, se la prende con Hamilton perché è più veloce di lui e si sdoppia, supera Button passando ben oltre la pista e se la prende pure se scatta la penalità. Non funziona così. Certo, se le piste fossero fatte come dio comanda -con erba VERA, sabbia, muretti, chiodi, pece, quello che volete, al di là dei cordoli- il problema non si porrebbe nemmeno. Avete presente i pezzi del buon Ale Secchi sul mitico GP2, questo e questo? Beh, profetico più che mai. La F1 vera dovrebbe tornare a essere un’altra cosa. Restando a Seb, siamo cattivi e ce ne rendiamo conto ma lo bocciamo perché al di là del quinto posto finale -frutto della penalità post gara- per tutto il weekend ci è parso poco tranquillo e troppo impaziente di stradominare. Sarà stata la vittoria di Webber a Silverstone? Nervoso.

Mark Webber: 5 – Ora che ha imparato -pare- a partire, ci pensa il cambio a fargli gettar via il risultato delle qualifiche. In prova è terzo, in griglia ottavo causa sostituzione del cambio. Parte bene -ci starà mica prendendo gusto?- e supera Hamilton. E poi? E poi niente. Sul serio, niente. Passa Maldonado -con rimarchevole astuzia- e Hülkenberg, ma non dà mai l’impressione di esserci fino in fondo. Anzi. Alla fine chiuderà ottavo, nella stessa posizione in cui è partito -per colpe non sue- e spiegando con sincerità disarmante che semplicemente «di più non ne aveva». Suona strano, ma i fatti a quanto pare gli danno ragione. Se però guardiamo la prestazione di Vettel, almeno in termini velocistici, c’è un gap netto e ingiustificabile. In parte causato dalla posizione in griglia -e dalla cronica mancanza di velocità di punta della RB- ma in parte anche dalla prestazione non eccelsa del lungagnone australiano, a cui non è mai andata troppo a genio la nuova Hockenheim. Giornata storta, nella quale porta a casa qualche punticino ma che gli fa perdere tanto terreno in classifica. Lento.

Jenson Button: 9 – Finalmente!!! E che cavolo, negli ultimi 3 mesi era letteralmente troppo brutto per essere vero. Ad Hockenheim, complice anche e soprattutto una McLaren finalmente più equilibrata, JB è tornato a far visita ai piani alti. E con grinta, peraltro. Pronti-via e nel giro di qualche tornata passa con determinazione Hülkenberg e Michael Schumacher, issandosi fino al terzo posto. Terzo posto che poi diventa secondo quando all’ultima sosta un pit stop eccezionale -sì, è proprio così- dei meccanici argentati lo fa saltare davanti a Vettel. Prova a prendere Alonso, forse con un pizzico d’impazienza di troppo, fatto sta che alla fine sforza troppo le gomme e deve cedere al ritorno di Vettel. Che lo sorpassa in maniera dura e -per i commissari- scorretta. Morale della storia: riguadagna il secondo posto e si porta a casa un bel gruzzoletto di punti. JB è sempre lui, le inquadrature ravvicinate dei tre piloti di testa permettevano di apprezzare le differenze, seppur minime, nello stile di guida. E il modo di uscire dalle curve dell’inglese è sempre uno spettacolo per pulizia e precisione. E’ la vettura che gli è andata incontro, forse. Ma questo poco importa, ora. Vedremo fra sette giorni. Elegante.

Lewis Hamilton: 7 – Nel suo personalissimo libro delle sfighe, a pagina 96 può ben aggiungere il capitolo “foratura nei primi giri dovuta a detrito”. Foratura che gli fa perdere un’era geologica tra giro di rientro e pit stop supplementare. Lui vorrebbe anche ritirarsi, la squadra gli chiede di continuare e quindi, sebbene all’inizio controvoglia, torna in pista. Diciamo all’inizio controvoglia perché per diverse tornate va piano, parecchio, vuoi per adattare la guida ai danni al fondoscocca vuoi semplicemente perché demotivato. Ma quando arriva il trio di testa a doppiarlo ecco che all’improvviso torna a tirare come un pazzo. Si sdoppia da Vettel, che ci resta pure male, e ci prova anche con Alonso. Girando, quindi, sui tempi dei migliori. Poi, più tardi, si ferma definitivamente. Lui dice perché i danni erano diventati irreparabili, probabilmente perché a quel punto, a poco dalla fine della gara, non aveva senso continuare a girare vista l’impossibilità di arrivare a punti. Sonnacchiosa prima fase di rimonta a parte, la sua gara è positiva. Paga colpe non sue, perde terreno nel mondiale ma dimostra di esserci, sia lui che la McLaren. Per assurdo meglio questo che -per dire- un anonimo ottavo posto. Bucato.

Fernando Alonso: 10 – Non ci colpisce la velocità. Non ci colpisce la determinazione, né la grinta. Del Fernando visto in Germania ci entusiasma la fredda visione strategica. E il sadismo con cui si mette a giocare al gatto con il topo prima con Vettel poi con Button. Sostanzialmente Ferrari, RB e McLaren all’Hockenheimring si equivalgono. La differenza è che Nando parte davanti grazie ad una gran pole al sabato. E che da lì può permettersi di dare alla gara l’orientamento che vuole. Davvero, quanto fatto andrebbe studiato. Sempre sul filo del limite ma mai oltre, a giocare all’elastico con gli inseguitori con un occhio alle gomme, uno al cronometro, uno davanti -altrimenti si va a sbattere, vabbè- e un orecchio alle indicazioni del box. Splendido, davvero, soprattutto perché così facendo stavolta è lui ad avere l’ultima parola, non gli inseguitori, come ad esempio accaduto a Silverstone. Vero che le vetture erano fondamentalmente equivalenti, ma sbagliare nel gestire le gomme significa perder terreno, chiedere a Button per informazioni. Vittoria del cervello, dei nervi, da incorniciare. Non invitate mai lui o JB a giocare a Risiko!. La vostra partita durerebbe un amen. Perfetto.

Felipe Massa: 5 – L’analisi tecnica del perché e del percome lascia il tempo che trova. Perché i fatti, ahilui, parlano decisamente chiaro. Il compagno di squadra si prende la vittoria partendo dalla Pole, lui chiude dodicesimo a un minuto e undici secondi dal caposquadra. Una volta l’immenso Gerhard Berger disse «A parità di macchina, combattere con Ayrton Senna era allucinante. Significava ogni volta prenderlo nel c…». Fermo restando che Alonso non è Senna, è vero che è un termine di paragone scomodo per tutti i compagni di squadra. Ma questa non è una giustificazione universale. Scatta particolarmente dietro, nello schieramento, per un suo errore nelle qualifiche. In condizioni difficili, certo, ma uguali per tutti. Dopo pochi metri è già senza ala anteriore, distrutta contro la Toro Rosso di Ricciardo. Felipe si discolpa dicendo che l’australiano gli si è «fermato davanti». Ohibò. Da lì in poi non può combinare granché, e infatti non lo fa. L’ultimo sussulto arriva a fine gara quando va a sorpassare Maldonado. Ma è francamente un po’ troppo poco. O no? Arretrato.

Michael Schumacher: 7,5 – Il problema della Mercedes resta cronicamente, a ‘sto punto quasi comicamente, sempre lo stesso. Non tanto la velocità, quanto la costanza di rendimento. La prestazione c’è, lo testimonia il giro più veloce fatto segnare dal tedesco a fine gara. Ma a poco serve se poi per ampie fasi di gara la macchina non va nemmeno a spingerla. Sarebbe interessante un ibrido Mercedes-Lotus: far girare cioè un pilota per la prima parte di gara con la Mercedes, poi dargli una Lotus. Vincerebbe il titolo a mani basse. Filosofie fantaformulaunesche a parte, il weekend dello Zio Michael è positivo, grintoso e coriaceo, un po’ come la sua tipica espressione facciale. La qualifica sotto l’acqua è al solito pregevole, lo start ottimo, si prende pure il lusso di duellare con Vettel. Ai pit stop scivola come di consueto indietro, indietro, indietro, e alla fine si deve accontentare del settimo posto finale, davanti comunque a Webber e in scia a Pérez. Ma il punto più alto del suo weekend è il sorpasso, astuzia pura, che rifila alla Force India di Hülkenberg che l’aveva passato ai box. Un misto di scaltrezza e decisione che sta quasi a dire «Fa pene, ciofane Tetesco pionto ke korri con fettura intiana. Zei ciofane, zei sfeglio, ma tevi manciare ankora tanti krauten prima ti arrivare a kvello ke faccio io, ora». Immaginiamo il sorrisetto condiscendente durante la manovra. Immortale.

Nico Rosberg: 7 – La sua gara, intesa come domenica, meriterebbe quasi il 10. Perché partire ventunesimo e arrivare decimo è notevole e rimarchevole. Il problema è che se parte ventunesimo è per colpe anche sue. La penalizzazione per la sostituzione del cambio lo vede non imputabile, il tempo fatto segnare al sabato sì. Così come per Massa, condizioni difficili ma uguali per tutti. Ma poco male. A fine primo giro è già sedicesimo. E via andare. Ogni 3-4 minuti il regista stacca su di lui e invariabilmente lo ritrovi affiancato a qualche altra vettura, intento nel sorpasso. La cosa buffa -involontariamente comica, anzi- è che per via dei cronici problemi con le gomme è costretto ad anticipare tutte le soste, perdendo spesso le posizioni guadagnate in pista. Posizioni che poi si riprende risorpassando. Molti piloti infatti li passa due volte, di Resta -se non andiamo errati- addirittura tre. Ed è proprio l’ultimo sorpasso allo scozzese che gli regala il punticino del decimo posto. Che muove la classifica e che è emblematico di un weekend complesso ma non da buttare. Avrebbe anche potuto passare Hülkenberg? Tutto sommato chissenefrega. Qualifiche da 5, gara da 9, media 7. Matematici.

Kimi Räikkönen: 8 Una volta o l’altra ci farà morire. Ci farà morire perché non capiremo mai, mai e ancora mai come sia possibile che la sua Lotus inizi a volare solo da un certo punto in poi. Temperature, forse. Carico di benzina. Sveglia programmata. Boh. Fatto sta che fatica in qualifica, ci mette un po’ a ingranare nelle prime fasi -nonostante un bello spunto al via- e poi si scatena. Passa di Resta, Hülkenberg -in tandem con Michael Schumacher, un numero che sembrava preparato- e lo stesso Michael Schumacher. Il box gli regala un’altra posizione su Kobayashi, alla fine gira sui tempi dei migliori e la penalità inflitta a Vettel gli regala addirittura il podio. Roba da matti. Aggiunge comunque punti al suo carniere, che oramai raggiunge quota 98. Tutto sommato è ancora in lotta per il titolo. E si prende pure il lusso di dire che arrivare a podio così non gli piace. Se solo partisse un po’ più avanti… Ma inutile cercare di cambiarlo, KR è così. Prendere o Lasciare. Immutabile.

Romain Grosjean: sv – Non glien’è andata dritta una, povero. Un po’ per via della penalità, un po’ per via di una qualifica sbagliata, un po’ per il solito incidente al via. Fatto sta che giudicare la sua corsa è praticamente impossibile. Partirebbe anche bene, poi però si tocca con una Williams, e dalle immagini tutto sommato non ci sentiamo di addebitare responsabilità particolari. Si fa tutto un giro su tre ruote, poi si ferma ai box, e la sua gara praticamente finisce lì. Lo si nota solo negli ultimi tre giri fare un po’ di rally su sterrato in una via di fuga. Onestamente stavolta non ce la sentiamo di bocciarlo, sospendiamo il giudizio e lo rimandiamo all’Ungheria. Terribile.

Paul di Resta: 6 – Gli tocca l’ingrato ruolo di far fare bellissima figura ai tanti rimontanti -quindi a tutti gli effetti ai rimonTANTI… vabbè, il caldo ha mietuto vittime, noi compresi- del Gran Premio di Germania 2012. Nell’ordine lo passano Räikkönen, Perez, Kobayashi e Rosberg – 3 volte!. Quantomeno questi son quelli inquadrati dal regista. Piccola menzione alla grintosa resistenza opposta al finlandese della Lotus, vana ma bella da vedere. E’ il primo dei piloti non incidentati al via a fare il pit stop, ma non è che questa tattica gli cambi la vita, anzi. Paradossalmente il suo peggior posizionamento è proprio quello che raccoglie tagliando il traguardo, undicesimo, sopravanzato da Rosberg a poche tornate dalla fine. E’ deluso, a fine gara, vista la posizione in qualifica sperava di riuscire ad ottenere almeno qualche punto. Ma, magagne strategiche a parte, la lotta a centrogruppo è serratissima, e oggi c’era chi ne aveva di più. Errori comunque non ne compie, per cui tutto sommato la sufficienza può anche starci. Superato #1.

Nico Hülkenberg: 7,5 – Anche da lui era lecito aspettarsi di più dopo una qualifica splendida, ma l’asciutto regala valori diversi rispetto al bagnato e la sua Force India non è immune dal rovesciamento. Tutto sommato crediamo che abbia sì sofferto, dentro l’abitacolo, ma che si sia anche un po’ divertito. Lo passa Button , poi in un colpo solo deve cedere all’ineffabile duo MSCH-KR -neoformatosi per l’occasione e presumibilmente già scioltosi- che con una manovra a tenaglia lo sopravanzano impedendogli di fatto qualsiasi mossa difensiva. In seguito ingaggia un duello furioso con Perez, che ha la vettura molto più veloce ma che fatica oltremodo a saltargli davanti anche grazie alla grinta del tedesco che vende carissima la pelle. Poi lo passa anche Webber, e dopo la seconda sosta si ritrova alle spalle di Maldonado, del quale si libera con facilità. Kobayashi e Perez quindi lo risopravanzano ma lui riesce a resistere agli attacchi di Rosberg, arrivati proprio alla fine, e a difendere un nono posto positivo che muove la classifica e lo avvicina, nel mondiale, al compagno di squadra. Per essere la gara di casa, poteva andar meglio ma anche peggio. Superato #2.

Kamui Kobayashi: 8,5 – L’abbiamo detto, lo ripetiamo e continueremo a ribadirlo, a costo di esser presi per vecchi con l’Alzheimer. La Sauber è vettura da Mondiale. Come prestazione e come rendimento con le gomme. Poi ci sono i piloti cxhe la guidano. Bravi, giovani, motivati, ma anche inesperti e spesso inclini all’errore. Ma quando le cose marciano dritte, non c’è da stupirsi di prestazioni come quella tedesca. La remuntada del duo svizzero è fenomenale. Nello specifico Kamui fa fuori Vergne, di Resta, Hülkenberg, Webber [!] e -presumiamo- molti altri, non inquadrato dalle telecamere. Per una volta con la grinta e la decisione che tutti gli riconoscono ma che negli ultimi mesi sembrava un po’ evaporata. Potenza del mese di luglio, quando si iniziano a trattare rinnovi contrattuali e intese future? Forse, ma ci piace pensare che abbia finalmente ritrovato un buon feeling con la macchina e che si stia liberando dell’ingombrante -in termini economici e prestazionali- ombra del compagno di squadra. Chiude quarto e ha addirittura da recriminare, perché visto come sono andate le cose forse con una qualifica migliore avrebbe potuto aspirare al podio. Ma chi è causa del suo mal, dice un vecchio adagio ma sempre attuale, ha da pianger solo se stesso. Dai, va bene così. Rinvigorito.

Sergio Pérez: 8 – La sua cazzata la deve fare sempre, nello specifico beccarsi una penalità per comportamento scorretto durante le qualifiche. Come se le condizioni non fossero già complicate. Ma dopo aver pagato pegno, il suo weekend è tutto in discesa. Problemi nel sorpassare non ne ha mai avuti, eccessi di confidenza sì ma timidezze nemmeno a parlarne. Dopo una manciata di giri è già nono. Risale con grinta, si concede un duello infinito con Hülkenberg che lo vede vincente e si arrampica fino ad uno splendido sesto posto finale. Pur con problemi di gomme nel primo stint, che lo obbligano ad una sosta anticipata che di fatto allunga l’ultima parte della sua corsa facendolo finire con pneumatici particolarmente usurati. Chissà, pure lui, con una qualifica normale dove sarebbe potuto arrivare. E’ più che mai un diamante grezzo, nel vero senso della parola, e non perde occasione per dimostrarlo. Né di essere un diamante, né di aver bisogno di maturare. Però… che spettacolo, quando le cose -come domenica- filano via senza intoppi. Lottatore.

Daniel Ricciardo: 6«Non è che se a una barca ci metti le ali diventa un aeroplano» [cit.]. Così l’impagabile Corrado Guzzanti imitava Antonio Di Pietro qualche anno fa, scimmiottando il suo uso esasperato di metafore contadine. E non è che se a una Toro Rosso ci metti le aaali diventa una Red Bull, aggiungiamo noi». Questo scrivevamo in occasione del Gran Premio del Canada, e questo siamo costretti a ribadire dopo altre tre corse. La vettura pare plafonata, e diventa dura per i piloti inventarsi qualcosa. Nello specifico Daniel fa il bravo in qualifica, arrampicandosi -col bagnato- fino all’undicesima posizione. Poi però subito dopo la partenza -discreta- si rende conto che sull’asciutto miracoli non ce ne saranno. A parte quello di essere tamponato da Massa senza rimetterci le gomme posteriori. Va avanti al piccolo trotto, gli viene anche una mezza idea di provare a riprendere di Resta nelle ultime fasi ma le gomme posteriori gli dicono che forse è il caso di rallentare se non vuole finire la corsa sui cerchi. Lui lo fa e, in premio, si becca il sorpasso di Massa. Difficile fare di più, difficile dargli di più. Regolare.

Jean-Éric Vergne: 6,5 – Lui ci mette del suo uscendo fuori già nella Q1 in qualifica. Vi basta come handicap? Macché. Prima Perez e Kobayashi lo sverniciano come se fosse fermo, poi dopo appena sei giri deve fermarsi a causa di una foratura [oltre che al Tour de France mi sa che stavolta chiodi li hanno messi anche all’Hockenheimring]. Rientra in pista ventesimo, e da lì inizia un’altra gara. Letteralmente, perché la trasformazione della sua strategia da due a tre soste paradossalmente lo rende più veloce e consistente. Pian pianino riesce a guadagnare terreno tanto che, di riffa e di raffa, riagguanta il compagno di casacca chiudendo la gara praticamente nei suoi scarichi. Cos’altro aggiungere? Che, col senno di poi, una qualifica migliore avrebbe potuto regalargli un risultato più prestigioso. Non ci voleva uno scienziato, per sentenziarlo. Ma la sua gara è comunque positiva, superiore per incisività a quella del compagno di squadra. Ed è pur sempre un deb. Bravo.

Pastor Maldonado: 7 – Splendido protagonista delle qualifiche, parte bene ma inizia dopo pochi giri a perdere inesorabilmente e terreno rispetto a quelli che gli sono davanti. Il problema -pare- è un detrito che colpisce nei primi giri e che va a rovinare il bilanciamento della sua vettura. Questo almeno è quello che dicono pilota e team. Tutto sommato potrebbe anche esser vero, perché l’arrendevolezza che mostra nei duelli con Webber, Rosberg, Hülkenberg e Massa lascia pensare -conoscendolo- che davvero non avesse possibilità di difendersi. Scivola giù, giù, giù inesorabilmente fino alla quindicesima posizione finale. Troppo giù per esser realistico, se consideriamo poi che nella seconda sessione di libere del venerdì era stato il più veloce. La buona notizia è che stavolta non fa danni, e già di per sé questo lo porta ad avere la sufficienza, di default. Se poi ci mettiamo la bella qualifica, vien voglia per una volta di premiarlo -almeno numericamente- e di assegnargli un voto quasi lusinghiero. Lo facciamo? Lo facciamo. Urtato.

Bruno Senna: 5,5 – C’è sempre qualcosa che non fila per il verso giusto, cazzo. Una volta la qualifica, una volta la partenza, una volta la luna, una volta la pressione delle gomme, una volta il bioritmo negativo… fatto sta che non c’è mai un weekend in cui riesca a mettere assieme qualifiche e gara senza inconvenienti o disavventure. Non può essere sempre colpa sua… ma nemmeno mai, diamine! Stavolta il peccato originale è la qualifica, dove -a suo dire- per un errore nella scelta della pressione delle gomme rimedia un distacco abissale dal compagno di squadra. Sarà. Al via parte bene, poi in rettilineo si tocca con Grosjean -onestamente si fa fatica a capire di chi sia la colpa- ed è costretto ad una sosta prematura per riparare la vettura. Da lì inizia ad andar forte, girando su tempi di tutto rispetto -con pista libera- e recuperando tempo. Ma è anche vero che al traguardo finirà addirittura dietro ad una Caterham. Cosa vogliamo dire, in sintesi? Che finché la coperta non sarà lunga abbastanza da coprire tutto il weekend senza infilarci in mezzo errori, disattenzioni -e anche sfighe, per carità- o altro non potremo dire se sia o meno pronto al salto di qualità. Il suo weekend è comunque insufficiente. Colpe, probabilmente, da dividere tra pilota e squadra. Ma che indubbiamente esistono. Tartassato.

Heikki Kovalainen: 6 – Stavolta fa fatica. In qualifica è sempre bravo, e rifila quasi un secondo al Compagno Petrov, ma in gara è complessivamente meno efficace. Per una volta sbaglia la partenza, perdendo posizioni anziché guadagnarne come di consueto. Passa poi Pic, riprendendosi il maltolto, e ingaggia il solito duello con il russo, duello vero a giudicare dalle staccate che si tirano a vicenda. Alla fine ha la meglio. Divertente il siparietto che si crea con Hamilton. L’inglese, a tutti gli effetti in lotta con le Caterham, le passa entrambe infilandosi dietro ad Alonso che le sta doppiando. Dopo la seconda sosta, però, inizia a perdere terreno, non si capisce bene perché. Riprenderà a girare su tempi buoni solo nelle ultimissime fasi di gara, ma oramai il tempo perso è irrecuperabile e dovrà accontentarsi del diciannovesimo posto, a quasi un giro da Petrov. Non ci è dato sapere se si tratti di un problema meccanico o di chissà cos’altro. Nel dubbio evitiamo di bocciarlo -anche perché errori di fatto non ne commette- ma ci limitiamo ad una sufficienza di stima. Rallentato.

Vitalij Petrov: 7,5 – Per carità, c’è sempre una spiegazione a tutto. Ma finire sedicesimo con una Caterham in una gara in cui c’è un solo ritirato, tenendo dietro gente come Senna o Grosjean… beh, signori, tanto di cappello. A lui e ai progressi della Caterham. Le becca in qualifica ma è lesto al via a balzare davanti a Kovalainen, ingaggiando con lui un duello fatto di staccate feroci. Anche lui resta fregato nell’affaire-Hamilton ma è pur sempre vero che non l’avrebbe comunque tenuto dietro per molto. Tira come un pazzo per tutta la gara, strappando via il meglio possibile dalla sua vettura, e alla fine riesce a resistere al ritorno di Senna -che peraltro aveva gomme anche più fresche delle sue- difendendo strenuamente il sedicesimo posto. Una gara splendida, tutt’altro che da raccomandato, tutt’altro che da pilota con la valigia. Diamo a Cesare quel che è di Cesare, anche se siamo in Germania e anche se il Compagno si chiama Vitalij. L’avevamo già scritto, ma lo ripetiamo: così come Heikki, anche lui si sta ricostruendo una verginità sportiva in seno alla Caterham. Chissà che non gli serva davvero. Per intanto bravo. Gut.

Pedro de la Rosa: 7,5 – Nella vita a volte si vive di sogni. In Formula 1 ci si può provare, ma anche se i sogni son desideri è pur vero che la maggior parte difficilmente si avvera. Piuttosto che di sogni meglio vivere di soddisfazioni. E il buon Pedro se ne toglie una di quelle da urlo, all’Hockenheimring. Quella di superare, in pista, a quattro giri dalla fine, la Marussia di Glock in piena crisi di gomme. Dopo averla braccata per praticamente tutta la gara. A occhio è la prima volta che succede, quantomeno con un sorpasso in pista. E la soddisfazione, a maggior ragione, deve essere ben grande. La sua gara è positiva, dunque, e non solo per il balzo d’orgoglio finale. Anche perché vista la macchina che guida, vorremmo proprio vedere con che faccia andreste da Pedro a chiedergli di più. A quarantun anni sta pian pianino dando un senso a questa sua stagione, senso che chi scrive ha più volte cercato invano di individuare. Vuoi vedere che alla fine aveva ragione lui? Stoico.

Narain Karthikeyan: 7 – Incredibile a dirsi, ma fa la sua porca figura. Sia in qualifica, dove tutto sommato non sfigura di fronte al più esperto -e veloce- vicino di garage, sia in gara, dove veleggia sì costantemente in ultima posizione -una volta ristabilita la situazione dopo il caos dei primi giri- ma con un ritmo accettabile. E taglierà il traguardo sì ultimo, ma negli scarichi di Glock, a poco più di sei secondi dal caposquadra. Tutto è relativo, al mondo, intendiamoci. Se invece che Narain Karthikeyan si chiamasse, che ne so, Giorgio Pantano, staremmo qui a bocciarlo perché non in grado di tenere il ritmo di un ultraquarantenne. Ma un po’ di elasticità mentale ci vuole, nel nostro mestiere. Oppure siamo semplicemente noi, che abbiamo il cuore tenero e che ci facciamo impressionare con poco. Ad ogni modo comandiamo noi. E, tutto sommato… perché non dargli un sette, almeno stavolta? Bravo.

Timo Glock: 5 – Azzardiamo: il peggior weekend da quando corre in Formula 1. Non ci ha letteralmente capito niente, né in prova né in gara. Certo, tirar fuori qualcosa di buono dalla sua Marussia è un po’ come chiedere ad un esquimese di comprare del ghiaccio secco, ma lui -per sua stessa ammissione- dice che la cosa più bella della gara è che sia finita. Lento in rettilineo, instabile in curva, subisce pesantemente la velocità del compagno di squadra, restandogli costantemente dietro. E nel finale problemi di gomme e al differenziale gli fanno addirittura perdere il terzultimo posto ai danni di de la Rosa. Orribilmente orribile, dunque. Vedremo se saprà rifarsi in Ungheria, fatto sta che nella gara di casa peggio di così difficilmente avrebbe potuto fare. Sbagliato.

Charles Pic: 8 – Per fortuna -in casa Marussia- che c’è Pic. A differenza di Glock lui ci sta dentro eccome, sin da subito, con una partenza razzo che lo issa in posizioni più nobili di quello che permetterebbe la sua vettura. I sogni, dicevamo prima, in Formula 1 non esistono, o al massimo durano lo spazio di qualche tornata. Quelle che impiega Kovalainen a balzargli davanti. Ma lui non demorde, continua a girare come un indemoniato -con un occhio alle tante bandiere blu- e alla fine chiuderà a soli 12 secondi da Kovalainen, quasi un giro davanti a Glock. Son soddisfazioni? Altroché, altroché. Il francesino cresce benissimo, alla sua prima stagione si sta mettendo in evidenza con buona regolarità. Impossibile chiedergli iol risultato eclatante, in termini di classifica. Ma gare come quella tedesca, credeteci, sono da urlo sul serio, per un deb su una Marussia. Complimenti.

Manuel Codignoni
www.f1grandprix.it

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32 commenti
  1. Endrix

    23 luglio 2012 at 18:55

    avrei abbassato di un voto quasi tutti…

    • number 1

      23 luglio 2012 at 23:42

      sinceramente dare 10 a nando mi sembra un po misero, ma purtoppo è il massimo dei voti.
      posso chiedere a chi fa le pagelle di alzare i voti almeno fino a 15? ovviamente solo per lui…
      GRANDE NANDO SEI GRANDE!!!!

  2. Max Bassanet

    23 luglio 2012 at 18:56

    10 punti meritatissimi. federick ti ho fregato, sono io il primo a commentare hahahaa

    • Maria

      24 luglio 2012 at 10:46

      frederick é stato bannato, o almeno così ha scritto nel blog di Secchi 😉
      Sarà stato Botin

      • ing. Cosimo

        24 luglio 2012 at 15:27

        mi sembra la decisione più giusta, da quando c’era lui era diventata una fogna, proprio per lui hanno introdotto la registrazione degli utenti per i commenti (finalmente) ora si spera che i commenti rimangano sempre puliti, o comunque al limite dell’accettabilità.

      • Max Bassanet

        24 luglio 2012 at 18:39

        ciao maria, sinceramente mi dispiace per lui ma è giusto che sia stato bannato.

  3. Max Bassanet

    23 luglio 2012 at 18:57

    sono io a commentare prima di te.

  4. marco116d

    23 luglio 2012 at 19:13

    le mie pagelle:

    Alonso : 10 e lode: perfetto ( momento magico )
    Massa : 6 : sfortunato ma fa pochino per migliorare la situazione

    Vettel : 7 : veloce ma poco lucido in alcuni frangenti
    Webber : 5.5: non in giornata

    Hamilton : 5: aggressività inutile: la manovra di sdoppiamento la trovo insensata
    Button : 8 : veloce e determinato , paga l’usura dei pneumatici nel finale

    Raikkonen : 8.5 consistente ( diesel )
    Grosjean : 5 inconsistente ( sprecone )

    Schumacher : 9 ancora una grande prestazione ( manca il mezzo )
    Rosberg : 7.5 combattivo

    voto alle scuderie nella gestione della gara:

    Ferrari :10: tutto perfetto
    ReBull : 6 : poco lucidi nella strategia…sotto pressione manifestano nervosismo…Vettel perde una posizione ai box.
    Mclaren : 8 : bravi a fare recuperare una posizione a Button…nessun errore.
    Lotus : 7 : manca ancora qualcosa per diventare un top team…dovrebbero osare di più avendo la vettura che meglio gestisce gli pneumatici ed invece sembrano accontentarsi di puntare al podio.
    Mercedes : 4.5 : ma erano necessarie le tre soste per Schumacher ? girava sui tempi di Raikkonen…forse hanno fatto male i calcoli o si aspettavano un degrado superiore delle altre scuderie…

  5. K20™

    23 luglio 2012 at 19:51

    Belle pagelle.
    Personalmente avrei dato mezzo voto più a Jenson e uno in più a Lewis.
    Su Vettel, vabbè, lo avete detto voi che siete stati cattivi di proposito, altrimenti anche lui meriterebbe qualcosa in più.
    Meritatissimi i voti della coppia Sauber e quello di Fernando.

  6. DIE HARD

    23 luglio 2012 at 20:06

    yayayayayayyayayayayyayayayayayayayayayayayayayya

  7. Riccardo84

    23 luglio 2012 at 20:32

    Bellissime pagelle Manuel Codignoni, la prossima gara dirà veramente se la Ferrari è un mostro, spero che faccia bene pure Massa, mamma mia che sfigatooo… Forza Ferrari

    • Max Bassanet

      24 luglio 2012 at 18:41

      riccardo in ungheria stavincerà la red bull, la è la loro pista e sono andati sempre forti.

  8. alex ferrarista

    23 luglio 2012 at 20:36

    io avrei dato un 10 anche a button a mio parere ha fatto una bellissima gara

  9. GabryManiaF1

    23 luglio 2012 at 20:46

    Buone pagelle, giuste e coerenti, il voto a schumi è giustissimo per quello che ha dimostrato in qualifica sul bagnato e per il giro veloce il suo 77!se le gomme della mercedes non finissero dopo pochi giri ci farebbe ancora divertire in ottica vittorie e mondiale!buonissima la prova anche del francese della marussia charles pic, pilota molto veloce e consistente, meriterebbe un sedile migliore il prossimo anno secondo il mio punto di vista!ciao!

  10. Andre Galletti

    23 luglio 2012 at 21:52

    Ottime pagelle, personalmente si poteva dare anche 9 a Kobayashi per il garone che ha fatto. Alla faccia che lo vogliono mandare via…

  11. robbie2k

    23 luglio 2012 at 23:54

    cazzo, cazzata, rimonTANTI, ma dico io, vabbé che ci si deve mettere in luce come commentatore, ma ci sono tanti modi di farlo senza essere volgari o scrivere idiozie e poi autocommiserarsi, già il forum da eccellente che era si è riempito di Trolls, ora ci manca pure il commentatore buiaccaro… e no eh??
    Caro Manuel Codiglioni riprendersi please…

    • Griforosso

      24 luglio 2012 at 09:18

      Hai ragione, il blog è andato sempre più riempendosi di commentatori/bloggers che sono volgari e non sanno esprimere le proprie idee nel rispetto di quelle degli altri. Proprio come TE.

  12. Faiella81

    24 luglio 2012 at 01:23

    Voti esagerati solo Alonso merita dieci tutti gli altri piloti minimo un voto in meno , troppo cattivi su Vettel almeno 6,5 meritava visto che con la stessa auto almeno cosi si spera Webber è arrivato a 50 sec

  13. Ridateci Imola

    24 luglio 2012 at 08:45

    Buone pagelle, ma io un punticino in più a Hamilton l’avrei dato. Quello sdoppiaggio è stato incredibile ma non crederò neanche per un secondo che non sia stato gioco di squadra: era palese che il compito di Lewis era innervosire Vettel e Alonso ma la cosa è riuscita a metà.
    Comunque faccio notare che Seb e Hamilton hanno la stessa età più o meno ma Lewis è decisamente più maturo sentite come risponde a Vettel:”Quello che ha detto non mi infastidisce per niente,ma sono dichiarazioni che dimostrano la sua immaturità.Non avevo nulla da guadagnare da quel sorpasso, volevo solo cercare di non stare tra i piedi del mio compagno di squadra”. E’un grande!
    Per quanto riguarda la Ferrari mi pare che Alonso abbia mostrato meno possibile del potenziale della macchina.

    • Maria

      24 luglio 2012 at 10:51

      guarda che Vettel é più giovane di Hamiton, di almeno un 2-3 anni 😉
      (non so quanti anni abbia Hamilton, Vettel ne ha 25)
      Alonso quanti ne aveva quando frignava che Ron Dennis lo trattava male favorendo un debuttante come Hamilton??
      Detto questo, Vettel dovrebbe maturare un po’, a volte é indisponente (lo ammetto pure io che sono una sua fan) ma é il suo carattere, lui vuole vincere e quando non vince umanamente si incazza 😉
      Quest’anno che non ha più la macchina migliore gli servirà come maturazione, si spera…

      • Ridateci Imola

        24 luglio 2012 at 10:58

        Si, prima frignava, poi affiancava Hamilton sull’Eau Rouge alla partenza 🙂
        Se lo vedrò fare a Vettel sopporterò meglio le sue lamentele e comunque mi limitavo a riportare la parole di Hamilton per sottolineare quanto sia cresciuto proprio dal 2007 quando anche lui non è stato proprio stato un santarellino.

      • Maria

        24 luglio 2012 at 11:06

        beh Vettel ha fatto un bellissimo sorpasso ad Alonso a Monza 2011 all’esterno della Parabolica, visto che c’eri dovresti ricordartelo 😀
        A Vettel i doppiati mi sa che stanno proprio sulle scatole, prima Karty, poi Hamilton 😀
        Non é mica il solo però, anche Alonso ogni tanto manda a quel paese quelli della Marussia!

      • Ridateci Imola

        24 luglio 2012 at 11:19

        Tutti mandiamo a quel paese quelli che vanno a 50 in autostrada, perchè loro dovrebbero fare eccezione? 🙂
        Per il commento sotto: guarda che quando vinceva Vettel il 10 lo davano anche a lui, non essere ingiusta!
        E poi se segui il gran premio e non solo il tuo beniamino si capisce benissimo quando il pilota va oltre la macchina: è quello che ha fatto anche Hamilton a Montecarlo,Valencia e sprattutto in Canada.

  14. Maria

    24 luglio 2012 at 11:03

    troppo cattivo il giudizio su Vettel: ha sbagliato ma é stato punito e comunque ha fatto almeno una gara da 8, peccato per la stupidata finale.
    Purtroppo qui in Italia ad Alonso si da’ 10 sempre e comunque, se arriva 10° perché é colpa della macchina, se arriva primo é merito della macchina.
    Insomma un giorno la macchina va’, un giorno non va, comunque Alonso prende 10 di default!
    Mi deludi un po’ Manuel; anche a Kobayashi e Perez darei un punto in più se si dà 7,5 a Petrov!
    Vergne ha pagato degli errori del team in qualifica perché non l’hanno fatto uscire negli ultimi giri del Q3…
    Comunque la Toro Rosso sul bagnato un po’ meglio andava, sfortuna che domenica fosse asciutto.

    • xawdoo

      24 luglio 2012 at 11:45

      da 8 no, io direi da 6 poiche’ era nervoso e non riusciva a tenere l’auto… in piu’ occasioni ne perdeva il controllo e il sorpasso che ha fatto ai danni di Button la dice lunga… la penalita’ ci stava… cmq troppo nervoso deve maturare.

  15. Elena (mclaren)

    24 luglio 2012 at 12:13

    ..un 5 regalato a Massa…direi..giusta la pagella su Vettel e su Hamilton che a sfiga sta diventando il nr. 1..aimè.. 🙁

  16. Francesco_Iceman

    24 luglio 2012 at 12:22

    le mie pagelle
    vettel: 7/8: al di la degli errori ( comunque piccoli tranne quello alla fine) ha fatto una buona gara
    webber 4/5: anonimo
    button 9: finalmente torna a fare una gara decente
    hamilton s.v.: la sua gara non è mai iniziata
    alonso 10: gara perfetta dal sabato alla domenica.. che dire complimenti..
    massa 3: solita figura di me.. sia in qualifica che in gara
    schumi 7.5: ha fatto il massimo ma la colpa non è sua se deve fare un pit in più degli altri
    rosberg 6: male in prova meglio in gara ma nulla di chè ..
    raikkonen 8.5: in qualifica la macchina non andava e nemmeno grosjean è riuscito a fare bene, anzi, ..poi in gara si sveglia e fa il fenomeno con dei sorpassi bellissimi.. a questa macchina manca la qualifica altrimenti con kimi sarebbe da vittoria ogni gara
    grosjean 4: non pervenuto
    koba e perez: 9 super gara dei due della sauber… bravi bravi..
    red bull 10 come macchina
    ferrari 10 anche per lei
    mclaren 9 .. soffre le gomme da bagnato ma ha un ottima macchina sull’asciutto come red bull e mclaren
    mercedes 5.. sempre peggio
    lotus 8.5 .. manca la qualifica a questa macchina e la velocità nelle fasi iniziali.. ma a inizio anno chi si sarebbe aspettato una macchina così forte ?? rimane comunque una grande annata

    • Maria

      24 luglio 2012 at 12:34

      le tue pagelle son meglio di quelle di Codignoni, vai al suo posto ahahahahahah

      • Francesco_Iceman

        24 luglio 2012 at 12:43

        eh eh eh vado a fare la domanda per farmi prendere il suo posto … le pagelle sono comunque soggettive .. uno per me può essere da 8 e per un altro da 6 o viceversa .. ognuno la pensa a modo suo.

  17. Franz Iacobelli

    24 luglio 2012 at 14:33

    Buone pagelle! Io però avrei dato mezzo voto in più a Rosberg e mezzo in meno a Schumacher!
    Datemi pure dell’antischumacheriano, ma io resto fermamente convinto che un pilota che fino a poco fa lottava per la pole e ha pure una gara, improvvisamente non si ritrova a seganre solo il 17° tempo, mentre il suo compagno di squadra è 3°! Soprattutto quando il suo compagno di squadra gode dell’appoggio di Ecclestone (“La Mercedes dovrebbe favorire Schumacher” disse Bernie un anno fa) e a partire da Valencia riceve uno staff di meccanici aggiuntivi (mai visto fare).
    Aggiungo un’altra cosa: sapendo bene come la W03 sbriciola subito le gomme Nico riesce cmque a guadagnare 12 posizioni, Michael ne perde 4! E meno male che lo zio è il mago della gestione pneumatici

  18. Franz Iacobelli

    24 luglio 2012 at 14:38

    Io darei 10 pure a John Button e a Jessica che stavlta non si sono fatti vedere assieme! Ammettiamolo, in fondo Jenson aveva smesso di vincere x non dare al papà la soddisfazione di spupazzarsi la futura nuora bella e bona!
    Stavolta invece non ha dovuto preoccuparsi troppo! Chissà, magari è riuscito a rifilare a papà John la sorella di Jessica, che pure lei non è mica da buttare 🙂
    Scherzi a parte sn contento di aver rivisto Jenson lottare nelle prime posizioni!
    Se nn consumava troppo le gomme magari poteva pure tenere dietro Vettel, ma va bene lo stesso!

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