F1 GP Barcellona | Russell in pole: “Mi sono fidato del mio istinto, non ho seguito più Kimi”
"Ho fatto un reset totale e ha funzionato", ha detto l'inglese
da Barcellona, Spagna
George Russell ha conquistato la pole position nelle qualifiche del Gran Premio di Barcellona sul circuito del Montmelò. Per il pilota britannico si tratta della decima partenza al palo della carriera in Formula 1 e della terza della stagione in corso. Il #63 ha preceduto Lewis Hamilton, secondo, e il nostro Kimi Antonelli, suo compagno di squadra e attuale leader del mondiale.
Il risultato interrompe una serie di fine settimana negativi per il pilota inglese, condizionati da problemi tecnici e prestazioni inferiori alle aspettative nelle ultime tre tappe del campionato. Durante la conferenza stampa al termine della Q3, Russell ha spiegato le ragioni tecniche e psicologiche alla base del suo riscatto, evidenziando la necessità di abbandonare le soluzioni di assetto adottate dal compagno di scuderia per ritrovare la corretta direzione di sviluppo.
“In Canada ero in pole e arrivavo da un weekend molto difficile ma non ero contento delle mie prestazioni e di come erano andate Q1 e Q2. Cercavo di copiare quello che faceva Kimi perché aveva funzionato bene a Miami ed è stato un errore da parte mia. Quindi in questo weekend mi sono detto: reset totale, devo fidarmi del mio istinto, del mio assetto e della mia direzione, e in ogni giro in questo weekend ero lì davanti, non avevo queste sensazioni da inizio stagione. Anche se Lewis fosse arrivato in pole e io secondo sarei stato felicissimo lo stesso perché mi sento di nuovo me stesso”.
Le basi tecniche del set-up e il confronto con Antonelli
Il focus della conferenza si è spostato sui dettagli che hanno permesso a Russell di ritrovare la massima competitività su un tracciato esigente come quello catalano. Il poleman ha chiarito che il cambiamento non ha riguardato lo stile di guida, bensì i parametri di regolazione della vettura, uniti a una semplificazione dei processi operativi all’interno del proprio box.
La complessità delle attuali monoposto, legata alla gestione termica degli pneumatici e all’erogazione delle power unit introdotte con il regolamento 2026, spinge spesso i piloti a confrontare i dati telemetrici in modo speculare. Russell ha ammesso che l’ottimo rendimento di Kimi Antonelli lo aveva indotto a uniformare le proprie scelte di assetto a quelle del compagno di squadra, una decisione che si è rivelata controproducente per le sue caratteristiche di guida e che ha richiesto un ritorno alle sue sensazioni.
“L’assetto della vettura, la mentalità, tornare un po’ alle basi, davvero. Queste macchine sono così complicate, le gomme sono complicate, le power unit sono complicate ed è impegnativo tenere tutto sotto controllo. Soprattutto quando hai uno come lui accanto a te che si sta comportando così bene, cerchi costantemente di migliorare. E penso che aver fatto un po’ di “copia e incolla” probabilmente mi abbia messo sulla difensiva. Quindi, come ho detto, questo fine settimana sono andato nella mia direzione. È quello che ho fatto in passato negli ultimi anni e sono davvero felice di vederlo ripagare”.
Il feeling con la monoposto e gli errori delle gare precedenti
Il livello di confidenza mostrato da Russell durante le sessioni di Barcellona riproduce le sensazioni riscontrate durante i test invernali del Bahrain e nei primi Gran Premi della stagione a Melbourne e in Cina. Il pilota inglese ha individuato nel fine settimana di Miami il momento esatto in cui la squadra ha perso la corretta finestra di utilizzo della sua vettura, commettendo errori di valutazione insieme al proprio gruppo di ingegneri. Il ritorno a una configurazione standard ha ripristinato l’equilibrio necessario per sfruttare la monoposto al limite senza incorrere in improvvise perdite di carico aerodinamico o surriscaldamenti anomali delle mescole.
“A dire il vero, sono semplicemente molto felice di avvertire il mio ritmo ritrovato nel corso dell’intero weekend. Sono state alcune gare difficili per me; ovviamente molta sfortuna, alcune prestazioni negative, ma sono tornato a un approccio che sapevo funzionare per me in questo fine settimana. E, più importante della pole position, per me è stato semplicemente sentirmi di nuovo me stesso in ogni giro del weekend. Sono rimasto nelle prime due posizioni e mi sentivo fiducioso, mi sentivo bene, sentivo di guidare di nuovo da par mio”.
“Quindi questo, indipendentemente da cosa fosse successo in Q3 — Lewis ha fatto un lavoro davvero incredibile e avrebbe potuto benissimo ottenere la pole position — ma a prescindere da ciò, questa è stata la cosa più importante per me in questo fine settimana. Sembra di essere tornati a quello che sentivo all’inizio dell’anno, durante i test invernali. Barcellona qui, i test in Bahrain, Melbourne, Cina. Mi sentivo davvero a mio agio in macchina, davvero felice. E poi Miami è stato il primo fine settimana in cui tutto è sembrato piuttosto impegnativo”.
“Ed è lì che credo… lo accetto, insieme al mio gruppo diretto di ingegneri possiamo accettare di aver probabilmente preso alcune decisioni sbagliate in queste ultime tre gare. Come ho detto, più di ogni altra cosa, più di questa pole position, sono solo felice di sentirmi di nuovo me stesso, di sentirmi tuttuno con la macchina come ho fatto negli ultimi anni”.
Prospettive per la gara e analisi delle strategie sulle gomme
In vista del Gran Premio, che coinciderà con la sua centesima partenza ufficiale con la Mercedes, Russell ha espresso ottimismo basandosi sull’ottimo passo gara mostrato durante le simulazioni del venerdì. La minaccia principale è rappresentata da Antonelli, ma la sorpresa maggiore della giornata è coincisa con l’incremento di prestazione espresso da Lewis Hamilton fin dalle prime fasi della Q1. La scuderia si aspettava un confronto diretto con la McLaren, che invece ha subito un distacco importante rispetto alla scuderia tedesca nelle fasi decisive della qualifica.
L’elemento determinante della corsa sarà la gestione degli pneumatici su un asfalto ad alta abrasione. Le analisi evidenziano un degrado marcato delle mescole dopo soli 12 giri di utilizzo continuo. Russell ha escluso la fattibilità di una strategia a sosta singola, ipotizzando uno scenario orientato verso le due o le tre soste a causa della parità di rendimento mostrata dalle tre mescole Pirelli disponibili (Hard C2, Medium C3 e Soft C4), un fattore che diversificherà i piani strategici dei vari team senza definire un reale vantaggio iniziale legato al tipo di gomma montata alla partenza.
“Penso che abbiamo una vettura da gara davvero ottima, ad essere onesti. Venerdì abbiamo mostrato un passo formidabile. Naturalmente Kimi sarà una vera minaccia, senza dubbio. Ma Lewis credo abbia davvero sorpreso tutti noi con il suo passo forte oggi. Pensavamo tutti che in qualifica la lotta sarebbe stata con le McLaren. Noi abbiamo fatto un passo avanti rispetto alle McLaren, ma poi Lewis, fin dal primo giro in Q1… è stato come dire: “Wow, da dove è uscito?”. Quindi forse domani avremo un’altra sorpresa”.
“Penso sia più vicino a tre che a una. Non credo che una sosta sia minimamente possibile. Non è chiaro quale sia la gomma migliore; è piuttosto interessante su una superficie asfaltata come questa che tutte e tre le mescole sembrino piuttosto simili. È stato così anche l’anno scorso: tutti usavano le C3 e le C2, e ovviamente con la C4 quest’anno ha comunque l’aspetto di un’ottima gomma da gara. Quindi ci sarà molta variazione, ma non credo che una gomma diversa farà poi molta differenza”.
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