F1 GP Barcellona | La delusione di Antonelli: “Non ho grip, non posso essere soddisfatto”
"Domani ci saranno tante soste ai box, con un degrado gomme molto più alto di quanto avevamo previsto", ha detto Kimi
da Barcellona, Spagna
Le qualifiche del Gran Premio di Barcellona si sono chiuse con la pole position di George Russell su Mercedes, seguito dalla Ferrari di Lewis Hamilton in seconda posizione e dall’altra W17 di Kimi Antonelli in terza piazza. Il bolognese ha mancato l’accesso alla prima fila a causa di un calo di prestazione accusato nell’ultimo tentativo della Q3.
Il distacco registrato nei confronti di Russell e della Ferrari di Hamilton è scaturito da una problematica di natura tecnica legata alla gestione degli pneumatici a mescola soft. Nonostante il terzo posto garantisca una posizione utile per la gestione della gara, Kimi ha manifestato insoddisfazione per il bilanciamento della sua monoposto, evidenziando una serie difficoltà nel massimizzare il livello di aderenza disponibile sul tracciato catalano.
I problemi di bilanciamento e le criticità del terzo settore per Kimi
L’analisi dei tempi indica che la perdita di prestazione di Antonelli si è concentrata interamente nel terzo settore della pista, la sezione più lenta e guidata del circuito. La monoposto #12 ha sofferto di una carenza di grip meccanico che ha costretto il pilota a forzare la linea di ingresso nelle curve d’appoggio per mantenere la velocità di percorrenza. Questo approccio ha generato uno scivolamento che certamente non fa bene al posteriore, innalzando rapidamente le temperature d’esercizio della superficie del battistrada.
Nelle due curve finali che immettono sul rettilineo principale, la gomma ha subito un surriscaldamento importante e che ha causato due violente sbandate del retrotreno. Le correzioni hanno interrotto la progressione ideale della vettura, azzerando il vantaggio accumulato nei primi due settori e piazzando quindi Kimi al terzo posto finale in qualifica.
“A essere onesti non posso essere soddisfatto del risultato di oggi – ha detto Antonelli. Sto riscontrando diverse criticità nella gestione della monoposto a causa di un livello di aderenza generale molto basso, che mi ha spinto ad aggredire eccessivamente l’ingresso delle curve. Durante l’ultimo tentativo cronometrato ho vanificato il tempo nel terzo settore, dove ho dovuto correggere due brusche sbandate della vettura nel momento in cui gli pneumatici hanno esaurito la loro efficacia”.
“Non si è trattato della mia migliore prestazione sul giro singolo, tuttavia i long run del venerdì hanno fornito riscontri positivi e confido di poter replicare quel ritmo in gara. Il fine settimana si sta rivelando complesso e il feeling non è ottimale, ma guardo con ottimismo alla giornata di domani poiché la prestazione sulla distanza rappresenta un punto di forza”.
Il programma ridotto e la gestione del traffico nelle FP3
Il rendimento in qualifica è stato condizionato anche da una preparazione non lineare delle sessioni di prova. In conformità con i regolamenti sportivi FIA inerenti all’impiego dei rookie, Antonelli non ha preso parte alla prima sessione di prove libere del venerdì mattina, cedendo l’abitacolo della sua Mercedes W17 a Frederik Vesti. La squadra ha dovuto concentrare la delibera dell’assetto meccanico esclusivamente nella sessione pomeridiana, ovvero nelle FP2.
La situazione si è ulteriormente complicata durante le prove libere del sabato mattina, sessione caratterizzata da un traffico intenso che ha impedito lo svolgimento lineare del programma. Kimi non è riuscito a completare un giro pulito sul secondo set di gomme morbide nuove previsto dal piano di lavoro, affrontando la qualifica senza i dati necessari per definire l’incidenza dell’ala anteriore.
“Risulta complesso quantificare l’impatto esatto dell’assenza dalle prime libere, ma riconosco che durante l’intero fine settimana ho accusato una carenza di velocità sul giro secco. La terza sessione di questa mattina è stata estremamente disordinata per via del traffico intenso, una condizione che mi ha impedito di effettuare la simulazione con il secondo treno di gomme nuove, complicando la preparazione della qualifica. In ogni caso la situazione attuale ci vede in terza posizione sulla griglia di partenza, un piazzamento da cui possiamo pianificare la corsa concentrandoci esclusivamente sulla gestione delle variabili di domani”.
Le variabili per il Gran Premio: scia e degrado termico
Le previsioni per la gara si focalizzano sulla gestione dello stacco della frizione e sulla risposta delle gomme sulla distanza dei 66 giri previsti. Il circuito di Barcellona presenta una distanza considerevole tra la linea di partenza e la prima variante. Il regolamento tecnico 2026, riducendo la resistenza aerodinamica delle monoposto nei rettilinei, amplifica l’efficacia della scia. Sarà fondamentale per Antonelli sfruttare il cono d’aria della Ferrari di Hamilton e della Mercedes di Russell per tentare un attacco in curva 1.
Il fattore chiave sarà l’usura delle gomme. I dati dei long run mostrano un tasso di degrado termico superiore del doppio rispetto ai modelli calcolati alla vigilia del fine settimana. Questo esclude le strategie una sola sosta, orientando i piani dei tecnici verso uno schema tattico basato su due o addirittura tre fermate, così come confermato anche dalla Pirelli, prediligendo l’uso delle mescole medie C3 e dure C2, senza escludere a priori la soft per l’ultimo stint di gara.
“Le opportunità per recuperare posizioni si presenteranno sia nelle prime fasi sia nella gestione della distanza – ha ammesso Kimi. Il tratto che conduce alla prima variante è molto lungo e la configurazione aerodinamica priva dell’apporto delle ali amplificherà l’effetto scia, rendendolo un fattore determinante. Sarà cruciale eseguire uno stacco della frizione perfetto per sfruttare questo traino e superare indenni la prima curva, prima di impostare il ritmo sulla lunga distanza”.
“Le gomme mostrano un’elevata fragilità su questo asfalto e causeranno numerose soste ai box a causa della loro ridotta autonomia. Prima dell’inizio delle prove avevamo stimato un determinato livello di usura, ma i dati reali hanno evidenziato un degrado superiore del doppio rispetto alle nostre simulazioni. Sarà interessantissimo verificare se l’evoluzione della pista ridurrà questo fenomeno, ma lo scenario attuale impone una strategia basata su un minimo di due fermate”.
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