F1 | Gli amministratori della Caterham hanno pagato in parte gli ex dipendenti del team

La squadra anglo/malese ha abbandonato la Formula 1 al termine della stagione 2014

F1 | Gli amministratori della Caterham hanno pagato in parte gli ex dipendenti del team

Vi ricordate della Caterham, quella monoposto dalla livrea tutta verde? Oggi, a distanza di anni torniamo a parlare delle vicende che hanno portato di fatto alla sparizione di quel team anglo/malese nell’inverno tra il 2014 e il 2015. Più di 200 ex dipendenti della Caterham infatti sono stati parzialmente pagati con una piccola somma di denaro, mentre la lunga serie legale che segue il fallimento del team si avvicina inesorabilmente alla conclusione. La Caterham è entrata in amministrazione nel 2014 nel bel mezzo di una disputa tra il fondatore Tony Fernandes e un gruppo di investitori che avevano acquistato la squadra quell’estate. Gli amministratori di Smith & Williamson hanno preso il controllo di Caterham nel corso della stagione, ma il team ha dovuto saltare le gare di Austin e Interlagos, prima che un progetto di raccolta fondi contribuisse a garantire la sua partecipazione al finale di stagione di Abu Dhabi. I tentativi di continuare nel 2015 non hanno portato a nulla di buono, e mentre alcuni membri dello staff sono andati a cercare lavoro in altre squadre di Formula 1 o più in generale nel motorsport, i beni della Caterham sono stati venduti all’asta.

Negli ultimi giorni Autosport ha appreso che a inizio gennaio gli amministratori Smith & Williamson sono stati in grado di pagare 216 dipendenti che erano stati trasferiti sotto il controllo TUPE dalla Caterham. Una delegazione degli amministratori formata da Finbarr O’Connell, Henry Shinners e Mark Ford ha consegnato proprio ad Autosport un comunicato, nel quale è specificato come sia stato effettuato il 15 gennaio un pagamento a quei dipendenti.

“Questo riflette gli anni di lavoro compiuti dagli amministratori volti a risolvere i complessi affari della società Caterham di Formula 1 – si legge nella nota. Molte delle risorse erano soggette a rivendicazioni e intrighi internazionali, e bisognava quindi risolverle prima di poterle mettere a disposizione. I creditori hanno il diritto di ricevere l’equivalente delle retribuzioni non saldate nei precedenti quattro mesi fino a un massimo di 800 sterline in totale, oltre a una retribuzione per ferie fino a sei settimane e alcune pensioni di previdenza professionale”.

C’è però la grana che riguarda i pagamenti verso creditori non garantiti: questi salari si aggiungono ai creditori aziendali, i quali sarebbero 25 per un totale di 66,8 milioni di sterline: “C’è la possibilità di un piccolo dividendo per i creditori non garantiti – recita ancora il comunicato – e prevediamo che questo pagamento sarà saldato nei prossimi sei mesi”.

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