F1 GP Miami | Verstappen penalizzato resta quinto: Hadjar a muro per un errore grossolano
"Credevo di andare a muro, per questo ho premuto tutto sull'acceleratore", ha detto Max
Il Gran Premio di Miami 2026 verrà probabilmente ricordato per uno dei salvataggi più incredibili dell’era moderna della Formula 1. Max Verstappen, scattato dalla prima fila con l’obiettivo di insidiare la leadership di Antonelli, si è ritrovato nel giro di pochi secondi a dover gestire una situazione d’emergenza che avrebbe potuto porre fine prematuramente alla sua domenica. Un testacoda in curva 2 ha segnato l’inizio di una gara tutta in salita per il quattro volte campione del mondo, conclusasi con un quinto posto strappato con i denti proprio sotto la bandiera a scacchi.
La dinamica dell’incidente è apparsa subito chiara dalle immagini on-board. Al via, Verstappen ha cercato di sfruttare l’interno della pista per portarsi al comando, ma la resistenza di Leclerc e una perdita di aderenza improvvisa al posteriore hanno innescato la rotazione. In una nuvola di fumo densissimo, la RB22 si è girata su se stessa proprio mentre il resto del gruppo sfilava a pochi centimetri. Invece di frenare e rassegnarsi, l’olandese ha scelto la via del rischio calcolato, completando la rotazione a 360 gradi per rimettersi subito in carreggiata.
La gestione e il problema delle mescole dure
Nonostante la prodezza, la gara di Verstappen è stata pesantemente condizionata dalla perdita di posizioni e dalla strategia necessaria per risalire la china. Se nella prima fase della corsa il ritmo con le gomme medie appariva incoraggiante, permettendogli di farsi largo nel traffico e recuperare terreno prezioso, il passaggio alla mescola dura ha rimescolato negativamente le carte. La Red Bull, pur confermando i progressi visti durante tutto il weekend floridiano, ha mostrato ancora qualche limite di gestione del grip con carichi di carburante elevati.
Il finale di gara è stato il momento di massima tensione. Verstappen si è ritrovato a inseguire un Leclerc visibilmente in difficoltà a causa di una Ferrari danneggiata, ma ancora capace di difendersi strenuamente. Il sorpasso è arrivato in un fotofinish proprio sulla linea del traguardo. Successivamente, Max ha ricevuto una penalità di cinque secondi per aver toccato la linea dei box in uscita, ma questo non ha inciso sul suo risultato finale, avendo anche Leclerc ricevuto una sanzione ben più severa (Drive Through, tramutato in 20 secondi).
Le dichiarazioni di Verstappen e Hadjar
Al termine della gara, Max Verstappen ha analizzato con la dinamica del testacoda e le difficoltà incontrate nel gestire il bilanciamento della sua monoposto: “I primi momenti sono stati davvero caotici: ho perso improvvisamente il controllo del retrotreno mentre affrontavo la seconda curva e, a quel punto, l’unica cosa che potevo fare era cercare di limitare i danni completando il testacoda a 360 gradi”.
“Onestamente, per un istante ho temuto di finire contro le barriere, quindi ho deciso di premere a fondo l’acceleratore; sono riuscito a chiudere la rotazione in modo pulito e, scherzandoci sopra, direi che se le cose dovessero andare male in Formula 1 potrei sempre tentare la fortuna nei rally. Ho provato a forzare l’ingresso in curva ma qualcosa non ha funzionato, il posteriore ha iniziato a scivolare e con il serbatoio pieno d’inizio gara è quasi impossibile riprendere la macchina in quelle condizioni”.
“Analizzando lo svolgimento della gara, devo dire che il nostro ritmo non era affatto male finché abbiamo utilizzato le gomme medie, ma la situazione è peggiorata drasticamente non appena siamo passati alle dure. A gara finita è sempre più semplice fare valutazioni, ma credo che lo stint finale sia stato eccessivamente lungo per noi. Per quanto riguarda il duello conclusivo, ero consapevole che la monoposto di Charles avesse dei danni e che stesse facendo di tutto per arrivare alla fine sfruttando ogni singola goccia di energia dalla batteria, esattamente come stavamo facendo noi. Non so bene per quale ragione precisa, ma alla fine sono riuscito a beffarlo proprio sul traguardo”.
“È stata una domenica piena di imprevisti e quel testacoda al primo giro è stato un vero peccato, ma la rimonta successiva è stata solida. Abbiamo dovuto lavorare sodo per minimizzare le perdite di tempo e abbiamo optato per una sosta anticipata che forse non ci ha aiutato quanto speravamo, dato che con le mescole dure abbiamo sofferto la mancanza di grip. Nonostante il risultato finale non sia quello che volevo, resta il fatto che le prestazioni generali sono migliorate e questo è un segnale molto positivo per il futuro. La nostra vettura è un progetto che stiamo sviluppando costantemente e sento che stiamo andando nella direzione corretta; è stato un fine settimana incoraggiante che ci vede di nuovo protagonisti della lotta”.
Anche Isack Hadjar, protagonista di una gara sfortunata partita dalla pit-lane, ha espresso la sua frustrazione per un errore che ha vanificato il potenziale mostrato dalla vettura: “Questo risultato è molto difficile da accettare perché eravamo partiti bene dalla corsia dei box e nei primi giri il feeling con la macchina era eccellente. Sentivo di avere un ottimo passo, poi però è arrivato quell’errore fatale che proprio non mi aspettavo; è successo tutto così velocemente che non ho avuto tempo di reagire”.
“Probabilmente sono stato troppo impaziente e ho finito per oltrepassare il limite fisico della pista. Adesso mi siederò con i tecnici per analizzare i dati e capire esattamente dove ho sbagliato, anche perché la squadra ha fatto dei passi avanti enormi rispetto alle prime gare stagionali. Sono molto amareggiato per non aver portato a casa dei punti che oggi sembravano ampiamente alla nostra portata, ma non vedo l’ora di riscattarmi in Canada sfruttando il potenziale che abbiamo finalmente trovato”.
Verso il Canada: Red Bull ritrova la competitività?
Il bilancio della Red Bull a Miami, pur condizionato dagli episodi, restituisce l’immagine di una scuderia in netta ripresa. La capacità di Verstappen di risalire dal fondo fino alla quinta posizione dimostra come la RB22 abbia finalmente trovato quella costanza di rendimento che era mancata nei primi appuntamenti del 2026. La sfida ora si sposta a Montreal, un tracciato dalle caratteristiche molto diverse, dove la gestione della batteria e la trazione in uscita dalle chicane saranno nuovamente i temi dominanti.
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