F1 GP Canada | Russell, bordata alla Mercedes: “Vorrei giocarmela alla pari con Kimi”

"La fortuna non è dalla mia parte sin da inizio stagione", ha detto l'inglese

F1 GP Canada | Russell, bordata alla Mercedes: “Vorrei giocarmela alla pari con Kimi”

Il Gran Premio del Canada 2026 si chiude con un verdetto opposto per la Mercedes, che da una parte celebra la quarta vittoria stagionale di uno strepitoso Kimi Antonelli e dall’altra deve fare i conti con la pesante sfortuna e la crescente frustrazione di George Russell. Il pilota britannico, scattato dalla pole position, si è visto costretto al ritiro nel corso del 30º giro a causa di un improvviso problema tecnico di natura elettrica legato alla batteria della sua power unit, proprio mentre si trovava in lotta con il compagno di squadra. Un epilogo amaro che interrompe un fine settimana che fino a quel momento rasentava la perfezione per il pilota inglese e che apre una inevitabile scia di riflessioni interne alla scuderia di Brackley riguardo alla gestione dell’affidabilità sulla vettura #63, già coinvolta sotto questo punto di vista in altre occasioni in questo inizio di stagione.

Condizioni meteo e la scelta strategica delle mescole al via

La domenica sul tracciato di Montréal è iniziata sotto un cielo plumbeo e temperature rigide, ereditate dalle forti precipitazioni che hanno bagnato l’asfalto durante le ore notturne. Poco prima del semaforo verde, una leggera ma costante pioggerellina ha complicato i piani delle squadre, mettendo a dura prova le scelte dei ingegneri del muretto box in merito agli pneumatici da utilizzare per la partenza. Nonostante l’umidità presente nell’aria, le traiettorie principali della pista apparivano quasi completamente asciutte, spingendo la Mercedes a rischiare l’utilizzo delle gomme Soft su entrambe le monoposto.

Si è trattato della mossa strategica decisiva per le sorti della prima parte della corsa. La McLaren, che occupava la seconda fila dello schieramento, hanno optato in modo più “folle” per le coperture Intermedie. La scelta dei rivali si è rivelata errata nel giro di poche tornate: l’asfalto non sufficientemente bagnato ha causato un rapido surriscaldamento delle mescole scanalate, obbligando i piloti a rientrare anticipatamente ai box per passare alle Slick. Questo sfasamento ha permesso alle due Mercedes di fare il vuoto dietro di sé, accumulando rapidamente un margine di sicurezza superiore ai cinque secondi sul resto del gruppo.

Il duello in pista tra Russell e Antonelli

Una volta preso il largo rispetto agli inseguitori, la corsa si è trasformata in un confronto esclusivo tra i due compagni di squadra. Antonelli è stato autore di uno spunto migliore allo spegnimento dei semafori, riuscendo a sopravanzare Russell già alla prima curva del circuito intitolato a Gilles Villeneuve. Il pilota inglese non ha però mollato la presa, rimanendo costantemente in scia e ingaggiando un duello ravvicinato di altissimo livello. I due portacolori della Stella si sono scambiati la leadership della corsa a più riprese, regalando uno spettacolo per il pubblico, anche con qualche ruotata senza particolari conseguenze.

La bellissima sfida interna si è interrotta bruscamente al giro 30, quando sulla vettura di Russell si è verificato il sopracitato blackout alla batteria, che lo ha costretto ad accostare immediatamente a bordo pista. La direzione di gara ha conseguentemente deliberato il regime di Virtual Safety Car, una neutralizzazione sfruttata dalla quasi totalità dei piloti per effettuare la sosta ai box. Antonelli ha così montato le gomme Medie, amministrando il vantaggio accumulato fino al traguardo, tagliato con oltre dieci secondi di margine sulla Ferrari di Lewis Hamilton e sulla Red Bull di Max Verstappen. Con questo successo, l’italiano diventa il primo pilota nella storia della Formula 1 a vincere i suoi primi quattro Gran Premi in modo consecutivo, regalando alla Mercedes il podio numero 300 dal suo ritorno nel circus datato 2010.

Lo sfogo polemico e le dichiarazioni di George Russell

Il ritiro forzato ha lasciato un profondo segno nell’umore di Russell, che nel dopo gara ha espresso tutta la sua amarezza, evidenziando una chiara scia polemica nei confronti degli episodi sfortunati che stanno costantemente condizionando la sua stagione rispetto a quella del compagno di squadra.

“In questo periodo non me ne va bene una – ha detto l’inglese. Sarebbe stato decisamente preferibile accusare un simile inconveniente tecnico a Miami, dove mi trovavo in sesta posizione, piuttosto che qui a Montréal mentre ero al comando della corsa. Anche in Giappone l’esatto momento dell’ingresso in pista della Safety Car si sarebbe potuto verificare un giro prima per favorirmi, per non parlare del guasto patito durante le qualifiche in Cina. Ricordo persino l’episodio della bandiera rossa esposta nel corso della Q1 a Melbourne, una circostanza senza la quale Kimi si sarebbe trovato a scattare dall’ultima fila dello schieramento”.

“C’è indubbiamente qualcosa che sta girando nel verso sbagliato per quanto mi riguarda in questa fase della stagione. Non ho alcuna intenzione di augurare malasorte ai miei colleghi, vorrei semplicemente avere la possibilità di lottare e giocarmi le mie reali opportunità ad armi pari, disponendo delle stesse medesime condizioni degli altri. Attualmente devo constatare che la fortuna non si sta schierando dalla mia parte”.

Successivamente, attraverso i canali ufficiali del team, il pilota britannico ha cercato di stemperare parzialmente i toni, concentrandosi sugli aspetti positivi emersi dalle sue prestazioni velocistiche e sul valore della sfida ravvicinata andata in scena nei primi trenta giri della domenica canadese.

“Considero l’andamento del mio fine settimana un motivo d’orgoglio, nonostante la corsa si sia purtroppo conclusa con uno zero in classifica. Ho conquistato la partenza al palo per la Sprint Race, ho portato a casa il successo in quella mini gara, ho siglato la pole position anche per il Gran Premio principale e mi trovavo in prima posizione poco prima che l’avaria alla Power Unit mettesse fine alla mia prova. Ho la certezza assoluta di non aver potuto fare nulla di più nel corso di questo weekend e questa consapevolezza mi trasmette una grande iniezione di fiducia per il prosieguo del campionato”.

“Chiaramente fa molto male terminare l’appuntamento del Canada in questo modo, ma lascio Montréal consapevole di aver espresso il massimo del mio potenziale. Fino alla trentesima tornata mi stavo divertendo moltissimo al volante. Ho adorato il confronto ravvicinato con Kimi e sono convinto che anche lui abbia provato le stesse sensazioni. Mi è sembrato di rivivere le vecchie sfide dei tempi dei kart, quando correvamo ruota a ruota scambiandoci la prima piazza a ogni passaggio. Spero vivamente che gli spettatori si siano divertiti a guardare questo duello tanto quanto io mi sono entusiasmato a viverlo dall’abitacolo. Il mio unico grande rimpianto è che questa battaglia non sia potuta proseguire fino alla bandiera a scacchi del Gran Premio”.

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