F1 GP Canada | Red Bull, Verstappen sul podio: “Sono sorpreso, ci dà morale per il futuro”
"La lotta con Lewis è stata davvero intensa", ha detto Max
Il Gran Premio del Canada si chiude con un risultato di fondamentale importanza per la Red Bull e per Max Verstappen, capace di interrompere il digiuno di piazzamenti da podio in questa prima fase del mondiale 2026. Sul circuito cittadino di Montréal, il pilota olandese ha tagliato il traguardo in terza posizione, alle spalle di Kimi Antonelli su Mercedes e della Ferrari di Lewis Hamilton. Si tratta del primo piazzamento nei primi tre della stagione per il campione del mondo olandese, un risultato che assume un duplice valore: da un lato certifica la reazione della scuderia di Milton Keynes dopo tappe opache, dall’altro rappresenta il primo podio in assoluto siglato con l’unità motrice proprietaria Red Bull Powertrains, un traguardo storico per il reparto motori della squadra.
La corsa sul tracciato intitolato a Gilles Villeneuve si è sviluppata su ritmi serrati e costanti, offrendo ai tifosi una serie di confronti ravvicinati che hanno premiato la pulizia di guida dei protagonisti. Verstappen ha condotto una gara lineare, capitalizzando al massimo le opportunità emerse durante i 68 giri. Nel post gara, l’olandese ha tracciato un bilancio lucido del fine settimana, evidenziando sia i progressi compiuti sulla vettura che la necessità di intensificare lo sviluppo per colmare il divario prestazionale che ancora separa la Red Bull dai motorizzati Mercedes e dalle qualità della Ferrari SF-26.
“Ci siamo divertiti con alcuni bei duelli in pista e ritrovare le posizioni di vertice è sicuramente un ottimo segnale, così come festeggiare il primo podio di questo campionato. La lotta con Lewis è stata intensa, abbiamo spinto al massimo fino alla linea del traguardo e, in un fine settimana dove era davvero complicato mettere insieme tutti i tasselli nel modo corretto, questo terzo posto ci soddisfa molto. Adesso dobbiamo rimboccarci le maniche e lavorare ancora più duramente dei nostri rivali, perché questo è il vero obiettivo per capire cosa potremo fare nelle prossime tappe”.
La gestione dell’ibrido e il corpo a corpo con Hamilton
Uno dei passaggi chiave della domenica canadese è stato il serrato confronto con la Ferrari di Hamilton. La conformazione della pista di Montréal, caratterizzata da violente frenate seguite da lunghi rettilinei, richiede una gestione estremamente sofisticata dell’energia elettrica. Verstappen ha spiegato l’aspetto tattico del correre in scia, evidenziando come il rimanere a ridosso della zona sorpasso consenta ai piloti di ottimizzare l’uso della batteria, sfruttando il fattore aerodinamico per accumulare una velocità di punta superiore nei tratti ad alta percorrenza. Questo elemento ha permesso di assistere a una sfida pulita e priva di imprevisti.
“È stato un confronto ravvicinato davvero entusiasmante e mi sono divertito parecchio al volante. Su questo tracciato la gestione dell’energia è molto critica e quando ti trovi a circa un secondo da chi ti precede puoi permetterti di sfruttare meglio la modalità sorpasso, guadagnando una velocità notevole in rettilineo che qui fa una grande differenza. Negli ultimi passaggi ho provato a rifarmi sotto e le cose sono andate per il verso giusto, abbiamo spremuto la macchina al massimo ed è stato bello correre così. Tra l’altro, credo sia stata la mia prima corsa lineare di tutto l’anno, senza che accadesse nessun imprevisto, e questo è un altro punto a nostro favore”.
L’enigma delle gomme medie e i fattori esterni
La disamina tecnica di Verstappen si è poi concentrata sul comportamento delle diverse mescole portate in pista dalla Pirelli. Se nel primo stint le gomme Soft hanno assecondato al meglio le doti della RB22, garantendo l’aderenza necessaria per mantenere il ritmo dei primi, la situazione è cambiata radicalmente dopo il passaggio alle gomme Medie. Le temperature rigide dell’asfalto e le neutralizzazioni causate dalla Virtual Safety Car hanno reso impossibile per la Red Bull inserire gli pneumatici nella corretta finestra termica. L’olandese ha ammesso con grande onestà come il podio finale sia stato propiziato anche dalle disavventure altrui, in particolare dal ritiro della Mercedes di George Russell e dalle esitazioni strategiche del muretto McLaren.
“A essere del tutto sincero, il feeling alla guida della vettura era migliore a Miami, quindi ritrovarmi sul podio oggi è una parziale sorpresa. Bisogna comunque ammettere che abbiamo beneficiato del ritiro di George e di qualche scompiglio nelle strategie della McLaren, ma sono comunque felicissimo di questo risultato. Nel primo stint con le Soft eravamo decisamente più competitivi, mentre con le Medie la situazione è cambiata e non sono mai riuscito a far lavorare le gomme nella finestra di utilizzo ideale, faticando a trovare aderenza per tutto il resto della corsa. Nonostante queste difficoltà abbiamo portato a casa una prestazione solida e questo primo podio stagionale ci dà grande morale in condizioni che definirei tutt’altro che semplici”.
La critica di Verstappen alla complessità della Formula 1 moderna
Oltre all’analisi prettamente legata ai risultati della pista, la conferenza stampa di Montréal ha offerto a Verstappen lo spunto per una riflessione più ampia e profonda sullo stato attuale della Formula 1. Il quattro volte campione del mondo ha espresso una dura critica nei confronti dell’eccessiva proliferazione di norme e vincoli procedurali che condizionano la guida dei piloti. Citando le sue recenti esperienze in altre categorie del motorsport, l’olandese ha rimarcato come la massima serie automobilistica rischi di smarrire la propria identità a causa di regolamenti sportivi e tecnici troppo farraginosi, auspicando una decisa semplificazione in vista dei futuri cicli normativi.
“Anche in questa stagione ho avuto modo di guidare vetture di categorie differenti e proprio di recente mi è tornato in mente quanto possa essere pura e spettacolare la competizione nelle corse. Quando salgo su una Formula 1, so bene che qui dentro ci sono i migliori piloti del mondo ed è questo a fare la differenza, perché anche se ci dessero delle auto a noleggio riusciremmo comunque a regalare un grande spettacolo battendoci con una grinta incredibile, a prescindere da qualunque regolamento scritto. Al momento, invece, trovo che la guida sia diventata fin troppo macchinosa e non credo che la Formula 1 debba essere questa, è diventato tutto esageratamente complicato sia per noi che per il pubblico”.
“I tifosi non hanno idea di quanti parametri dobbiamo monitorare mentre siamo in pista, tra quello che è consentito fare in scia o davanti, le procedure nei giri di formazione e di uscita, o la gestione esatta della ricarica della batteria. Trovo sia un peccato dover gestire tutti questi vincoli, la Formula 1 ha bisogno di ritrovare la sua purezza originaria e spero che le novità introdotte il prossimo anno vadano nella direzione giusta per rendere la guida più naturale. Alla fine noi piloti correremo sempre forte con qualsiasi mezzo ci venga affidato pur di intrattenere la gente, ma lo spettacolo non dipende dalle regole astratte, serve solo più semplicità”.
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