F1 | GP Australia, le nostre pagelle

Sainz mostruoso, Leclerc completa la festa, la Ferrari si fa trovare pronta

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Carlos Sainz 10 e lode Matador di soprannome e di fatto, lo spagnolo regala alla Ferrari un fine settimana da sogno. Velocissimo sia sul giro secco che sul long run, in pieno controllo della sua SF-24, una volta uscito Verstappen impone al GP il suo ritmo martellante, senza mai cedere di un millimentro, nonostante le obiettive difficoltà fisiche. Dopo Singapore 2023 è ancora lui a portare la Rossa sul gradino più alto del podio. Granitico.

Charles Leclerc 8 Al contrario di Sainz litiga con l’assetto della sua monoposto già nelle qualifiche, perdendo lì l’opportunità di recitare lui il ruolo di massimo protagonista. Riesce comunque ad avere la meglio sulle McLaren, completando la grande festa di Maranello. Strappa il giro più veloce della gara.

Lando Norris 8 Prestazione maiuscola di Lando che prova in tutti i modi a mettere pressione alle Ferrari, risultando a tratti veloce come le due Rosse. Primo podio stagionale per una MCL38 apparsa in grande spolvero.

Oscar Piastri 7,5 Il quarto posto davanti al pubblico di casa è un risultato più che buono; è molto leale nel dare immediatamente strada al più competitivo team mate, senza batter ciglio nonostante al momento occupasse la terza posizione.

Sergio Perez 6 Se manca Verstappen per la Red Bull…non c’è Perez! Proprio non riesce a trovare il giusto bilanciamento, lamentando poco grip al posteriore e lottando per tutta la gara col degrado delle mescole. Una faticaccia.

Lance Stroll 7 Gara più che discreta, settimo al traguardo, poi eredita la sesta posizione grazie alla penalità inflitta ad Alonso.

Alonso 7,5 Il solito indomito lottatore, per i giudici esagera nella difesa su Russell nelle fasi finali, frenandogli troppo in faccia ed inducendolo a sbagliare. Forse una penalità un po’ severa, scivola da sesto a ottavo.

Yuki Tsunoda 8,5 Mette fuori Hamilton al Q2, tiene sempre la RB in zona punti, chiude ottavo sotto la bandiera a scacchi – settimo classificato sempre per la penalità di Alonso – portando a casa sei pesantissimi punti per una scuderia che deve ancora trovare il miglior stato di forma. Fine settimana da grande pilota, e adesso arriva la gara di casa.

Nico Hulkenberg 7 e Kevin Magnussen 7 Il tandem della Haas sembra invertire il trend del 2023, quando in gara la piccola vettura americana crollava sistematicamente. La monoposto attuale sembra invece poter tenere un discreto passo, soprattutto se paragonato a quello delle dirette rivali. Entrambi regolano Albon e chiudono in zona punti. Un risultato di squadra importante sotto gli occhi del grande ex Steiner nel ruolo di intervistatore FIA.

Alex Albon 6 – Williams 4 Il pilota thailandese corre un GP onesto, senza però riuscire nella missione per cui era stato “prescelto”, ovvero quella di portare punti iridati a casa. La Williams decide così di sacrificare Sargeant, dando il telaio dell’americano ad Alex, per un mero undicesimo posto. Scelta pragmatica, resta la figuraccia storica per una scuderia blasonata come quella di Grove. Che non prende punti, ma tocca un punto davvero basso.

Daniel Ricciardo 5 Una comparsa, il ricordo sbiadito del funambolo che è stato, ormai tanti anni fa. Che senso ha?

Max Verstappen sv E’ il grande assente. Fuori subito per grandi problemi ai freni. Ma la zampata in qualifica l’aveva messa e tutto fa pensare che avrebbe potuto portare l’ennesima vittoria a casa. Qualche volta però tocca anche agli altri.

George Russell 5,5 La Mercedes si aggrappa a lui, che limita i danni come meglio può fino al botto pesante dell’ultimo giro, “indotto” secondo i commissari dalla guida non pulita di Alonso che avrebbe disorientato l’inglese. Notte fonda per la Mercedes.

Lewis Hamilton 5 La stagione con la Mercedes si preannuncia assai complicata. Si ritira per noie alla power unit, un guasto dal sapore del contrappasso per chi su quel motore ci ha costruito le sue fortune.

Sauber 4,5 La scuderia elvetica piazza Valtteri Bottas in Q2, ma non ha un grande passo gara. Soprattutto ogni pit stop è un incubo, un problema cronico che compromette puntualmente le già difficile gare del finlandese e di Guanyu Zhou. Sei di stima a entrambi, per ora vittime di un team allo sbando.

Alpine 4 Scuderia ufficiale Renault. Basta questo per capire le proporzioni di un fallimento che quest’anno ha del clamoroso. Lontanissima dalla zona punti.

Ferrari 9 Perché non era scontato essere seconda forza in pista con tale sicurezza. Perché per vincere bisogna anche farsi trovare pronti quando gli altri sbagliano. Perché ha un team principal che senza stravolgimenti ha riorganizzato la scuderia e riesce a tirare fuori il meglio dal gruppo tecnico. E che alla vigilia di Melbourne aveva promesso una Rossa aggressiva, pronta a mettere il fiato sul collo alla Red Bull. Fred Vasseur voto 9. Demone.

James Allison 4 Subentrato a Elliott come direttore tecnico per risollevare la Mercedes, dopo i test affermava che secondo i suoi calcoli la W15 era la seconda forza. E insomma, se i calcoli fatti nel progettare l’auto sono gli stessi Toto Wolff dovrebbe preoccuparsi.

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