F1 | Ferrari, Leclerc forse ci crede ancora…
Il rinnovo "a vita" è un atto di fiducia incondizionata da parte dell'asso monegasco
Charles Leclerc ha rinnovato il suo accordo con la Scuderia Ferrari, con un contratto di durata pluriennale. Si scrive così ufficialmente, ma di fatto si può leggere quasi come prolungamento a vita, con Leclerc pronto a diventare il pilota con più stagioni al volante della Rossa (per ora il record appartiene a Michael Schumacher con 11 stagioni, Charles è a quota 8).
Il rinnovo, ufficializzato un po’ a sorpresa alla vigilia del GP di casa del monegasco, ha un significato che va oltre i freddi numeri; Leclerc sposa la causa di Maranello al di là dei risultati, smentendo con parole d’amore – “Non potrei essere più felice di continuare questo percorso con Scuderia Ferrari HP. Per me è sempre stata molto più di una semplice squadra. È il team che ho amato e di cui ho sognato di far parte fin da bambino e, dopo tutti questi anni, è diventato una seconda famiglia” – tutti i dubbi su un certo malumore per gli anni passati a lottare controvento con vetture modeste. La Ferrari è ancora lontana dall’essere un team vincente, ma Charles ha fatto la sua scelta, decidendo di diventare uomo simbolo e bandiera del mito.
Le malelingue sostengono che in realtà il rinnovo fosse una scelta obbligata, considerato un mercato piloti sostanzialmente fermo con tutti i migliori sedili occupati. Dove sarebbe potuto andare Leclerc, per provare a vincere? Non in Mercedes, che ha trovato in Antonelli il (forse) prodigio del prossimo decennio, non in Red Bull, dove Verstappen è più che un mero pilota, è simbolo e catalizzatore di sforzi e attenzioni. In McLaren? In Aston Martin, sperando in Newey? E quindi la Ferrari sarebbe rimasta la migliore comfort zone possibile, così come alla Rossa sarebbe ovviamente convenuto blindare un pilota così talentuoso e forte.
Ma un argomento così cinico si smonta in un batter d’occhio. In un mondo di squali come la F1 si può davvero credere che un Charles libero sul mercato non avrebbe fatto gola a nessuno? Che nessun team avrebbe fatto carte false per ricoprirlo d’oro e assicurarsi le prestazioni di un novello Gilles, per generosità, velocità, abnegazione? Pensiamo davvero che le pole e le prime file con monoposto non certo indimenticabili le abbiamo viste solo noi? Non scherziamo. Era molto più alto il rischio che Maranello perdesse un fenomeno così, piuttosto che blindarlo a vita.
La sensazione, a dire il vero, è che Leclerc abbia voluto con convinzione legarsi a vita al Cavallino rampante, da vero condottiero, da vero trascinatore. Senza fare troppi calcoli, ma fidandosi del suo istinto, nonostante finora la Scuderia lo abbia sempre deluso. Ma questo ragazzo, entrato già nel cuore dei tifosi, non ha ancora rinunciato al suo sogno, alla sua missione, quella di vincere con la Ferrari. E’ una scelta di carriera da non sottovalutare, fatta nel pieno della maturità agonistica e con risultati (8 vittorie in sette stagioni concluse) obiettivamente al di sotto delle aspettative e delle premesse, e non certo per colpa sua.
Charles ha deciso di correre il rischio di non vincere nulla in carriera, pur di coltivare il sogno di vincere con la Ferrari. Solo per questo va rispettato, e questa sua fiducia cieca nella Rossa, quasi un atto di fede irrazionale, dovrebbe rappresentare una motivazione in più per l’intera squadra. Un anno ad essere carente è l’aerodinamica, un altro è il motore, un altro ancora la meccanica. Metteteli, prima o poi, tutti i pezzi al loro posto. Lo merita il fuoriclasse di Monaco, lo merita la Ferrari.
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