Formula 1 | Toto Wolff rinuncia ad Alpine: la Mercedes si ritira dai negoziati
Otro Capital valuta la propria quota di minoranza molto più dei 500 milioni di euro previsti dalla Stella a Tre Punte
La Mercedes ha ritirato l’offerta ufficiale per l’acquisizione di una quota azionaria del team Alpine. La casa automobilistica tedesca puntava a rilevare il 24% delle quote attualmente di proprietà del consorzio statunitense Otro Capital. Secondo quanto riferito dalla BBC, l’operazione si è interrotta a causa di una netta divergenza sulla valutazione economica della scuderia di Enstone. La società di investimento americana, che include tra i propri azionisti diversi atleti professionisti di rilievo, ha giudicato insufficiente la proposta economica presentata dai vertici di Stoccarda.
I termini finanziari evidenziano un distacco incolmabile tra le parti. I negoziatori di Mercedes hanno stimato il valore complessivo di Alpine in un massimo di 2 miliardi di dollari, quantificando l’offerta per il 24% della scuderia a circa 500 milioni di dollari. Al contrario, Otro Capital valuta la propria quota di minoranza 720 milioni di dollari, fissando il valore complessivo del team a quasi 3 miliardi di dollari. Per il fondo americano si tratterebbe di triplicare l’investimento iniziale, considerando che la quota era stata acquistata nel 2023 per 240 milioni di dollari. La delegazione tedesca ha considerato sproporzionate le richieste economiche, scegliendo di abbandonare i colloqui senza presentare alcuna controfferta.
Il diritto di veto di Renault e i vincoli sulle quote
La gestione della compravendita rimane legata alle clausole contrattuali imposte dal Gruppo Renault, che detiene il 76% delle quote e il controllo totale della scuderia. La casa automobilistica francese possiede un diritto di veto assoluto sulla cessione delle quote di minoranza fino al mese di settembre. Renault ha già esercitato questa prerogativa per bloccare sul anche i tentativi di acquisto promossi da Christian Horner e dal suo gruppo di investitori partner.

Christian Horner – XPB Images
Nello scenario delle trattative è emerso anche il nome del costruttore cinese BYD, ipotizzando una possibile operazione finanziaria congiunta con lo stesso Horner. L’effettivo interesse del colosso automobilistico asiatico verso Alpine appare tuttavia improbabile. Per i cinesi non si tratta di una limitazione legata al prezzo delle azioni, ma della totale assenza di potere decisionale all’interno del team. Renault ha ribadito la volontà di mantenere la maggioranza assoluta della società, escludendo modifiche all’attuale assetto di controllo.
Alpine-Mercedes: le origini della trattativa nel mese di marzo
Per comprendere lo scenario attuale occorre analizzare la genesi di questa disputa finanziaria, sviluppatasi nel mese di marzo. In quel periodo, la quota del 24% in possesso di Otro Capital è diventata l’oggetto di una contesa commerciale tra Christian Horner e Toto Wolff. L’inserimento improvviso della Mercedes ha trasformato una trattativa di acquisto in un confronto politico ed economico, spostando dietro le scrivanie la storica rivalità sportiva tra i due manager del paddock.
La situazione di partenza è legata al cambiamento manageriale avvenuto nel luglio del 2025, quando Horner è stato sollevato dall’incarico di amministratore delegato e team principal della Red Bull dopo 20 anni di gestione. Da quel momento, il dirigente britannico ha cercato un’opportunità per rientrare in Formula 1 con un ruolo di proprietario e azionista, superando la veste di semplice dipendente. La quota di Otro Capital, fondo che include celebrità dello sport e del cinema come Ryan Reynolds, Patrick Mahomes e Travis Kelce, rappresentava l’opzione ideale per il suo ritorno, supportato anche dall’esperienza di Bernie Ecclestone.
La strategia della Mercedes
L’inserimento della Mercedes nella trattativa ha risposto a precise finalità di natura tecnica e politica. Il marchio di Stoccarda opera come fornitore ufficiale dei motori e delle trasmissioni per la scuderia francese. L’acquisto di una quota di minoranza avrebbe consolidato la posizione della casa tedesca come partner di riferimento, creando un legame industriale stretto tra le sedi di Brackley ed Enstone. Inoltre, l’iniziativa di Toto Wolff mirava a impedire al rivale Horner di stabilire una nuova base di potere politico all’interno di un team ufficiale.
Nonostante la pressione mediatica generata dai movimenti di Mercedes e Horner, la dirigenza della scuderia francese ha mantenuto la calma. Il management ha ricordato che la stabilità tecnica e sportiva non viene influenzata dalle manovre finanziarie sulle quote di minoranza, poiché il controllo strategico rimane vincolato al 76% in mano a Renault. L’obiettivo principale del team resta il recupero delle prestazioni in pista dopo le difficoltà delle scorse stagioni.

Flavio Briatore – XPB Images
I dettagli di questa complessa procedura erano già stati delineati alla fine di gennaio, in occasione della presentazione della vettura a Barcellona. Flavio Briatore, tornato a gestire le strategie operative del team, aveva confermato l’esistenza di numerosi contatti da parte di diversi soggetti economici interessati alle quote di Otro Capital. Il manager italiano aveva specificato che i dialoghi di Horner avvenivano esclusivamente su base privata con il fondo americano, senza il coinvolgimento diretto del consiglio di amministrazione di Alpine.
I passaggi normativi impongono una sequenza rigida: prima l’accordo economico tra Otro e l’acquirente, e successivamente il via libera vincolante o l’esercizio del diritto di prelazione da parte di Renault. Il ritiro definitivo della Mercedes riduce il numero dei pretendenti, lasciando la situazione azionaria legata alle scadenze contrattuali di settembre.
se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre notizie
Seguici qui









