F1 | Domenicali su Antonelli: “I paragoni con i grandi della Formula 1 sono irrispettosi”
"Se vincesse il campionato del mondo, ne sarei entusiasta", il commento del CEO della F1
L’Italia della velocità ha trovato un nuovo talento su cui sognare. Kimi Antonelli, a soli 19 anni, sta già facendo parlare il paddock grazie a un inizio di stagione 2026 estremamente convincente con la Mercedes. Prestazioni solide, maturità sorprendente e velocità immediata hanno inevitabilmente acceso l’entusiasmo dei tifosi italiani, che già intravedono in lui il possibile futuro campione capace di riportare il Tricolore ai vertici della Formula 1.
Mentre attorno al giovane pilota cresce l’attenzione mediatica, Stefano Domenicali ha voluto lanciare un messaggio molto chiaro: servono calma ed equilibrio. Intervistato dal giornalista Leo Turrini, il CEO della Formula 1 ha invitato tutti a non cadere nella tentazione di paragonare Antonelli ai più grandi campioni della storia. Secondo Domenicali, confronti troppo esagerati rischiano di diventare un peso difficile da gestire per un ragazzo che sta ancora costruendo la propria carriera nella massima categoria del motorsport.
“Kimi non dovrebbe essere paragonato a nessuno dei grandi del passato – ha dichiarato Domenicali -è ingiusto nei suoi confronti e irrispettoso verso le leggende del motorsport”.
Il dirigente italiano ha infatti ricordato di aver vissuto da vicino le carriere di alcuni dei più grandi piloti della storia della Formula 1, sottolineando come ciascuno di loro abbia lasciato un’eredità unica e irripetibile.
“Li ho conosciuti tutti, da Ayrton Senna a Michael Schumacher, da Kimi Raikkonen a Fernando Alonso, fino ad arrivare a Lewis Hamilton e Max Verstappen. Ognuno di loro ha lasciato un segno indelebile nella Formula 1″.
Nonostante l’invito alla prudenza, Domenicali non ha nascosto la grande considerazione che nutre per Antonelli. Anzi, il capo della Formula 1 ha spiegato di essere rimasto colpito soprattutto dalla capacità del pilota italiano di migliorare rapidamente e imparare dai propri errori, una caratteristica che spesso accomuna i grandi campioni.
“Oltre al suo istinto naturale per la velocità, ciò che mi colpisce di Antonelli è la rapidità con cui impara dai propri errori. Ed è giusto che tanti italiani lo paragonino a Jannik Sinner, riconoscendo le emozioni che riesce a suscitare”.
Il paragone con il Campione del tennis, nasce soprattutto dall’entusiasmo che il giovane pilota sta riuscendo a generare nel pubblico italiano. Proprio come il tennista altoatesino ha riportato l’Italia ai vertici del tennis mondiale, Antonelli sembra avere le qualità per diventare il nuovo simbolo dello sport motoristico italiano.
Domenicali, pur mantenendo il proprio ruolo istituzionale, ha poi lasciato emergere anche un lato più personale ed emotivo nel parlare del giovane talento bolognese. Alla domanda su cosa proverebbe nel vedere Antonelli campione del mondo, il dirigente non è riuscito a nascondere il proprio entusiasmo:
“Dato il mio ruolo, non posso dirlo. Ma lo dirò: se vincesse il campionato del mondo, ne sarei entusiasta. Parliamo lo stesso dialetto, potrebbe essere mio figlio”.
Durante l’intervista, si è parlato anche della Ferrari, squadra che Domenicali ha guidato in passato come team principal. Il dirigente ha ricordato alcuni dei momenti più difficili della propria esperienza a Maranello, in particolare i mondiali persi nel 2008, 2010 e 2012.
“Quando ero team principal a Maranello, abbiamo perso tre titoli piloti, nel 2008, 2010 e 2012, per una manciata di punti. Una volta fu scritto che, se li avessimo vinti, la mia storia e quella del Cavallino Rampante sarebbero cambiate, e forse è vero, ma non importa”.
Nonostante le difficoltà recenti, Domenicali continua comunque a credere nelle possibilità della Ferrari nella stagione 2026. Secondo lui, il campionato è ancora apertissimo e nulla è stato deciso:
“In questo momento, mi sembra che ci sia bisogno di continuità per raggiungere il loro obiettivo. Inoltre, sono personalmente convinto che questo campionato sia ancora aperto: la McLaren è tornata, e anche Verstappen.”
Infine, Domenicali ha sottolineato quanto una vittoria possa cambiare completamente la forza psicologica di una stagione:
“Se la Ferrari dovesse vincere una gara da qui alla fine di giugno, le prospettive cambierebbero: l’entusiasmo aiuta”.
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