Stroll: “Le Formula 3 molto più divertenti delle F1 2026, siamo lontani anni luce”

"Un peccato: chiunque senta un motore V8 o V10 lo collega all'essenza della Formula 1", ha detto il canadese

Stroll: “Le Formula 3 molto più divertenti delle F1 2026, siamo lontani anni luce”

Il ritorno nel paddock di Miami, dopo la lunga e insolita pausa primaverile dovuta alla cancellazione dei Gran Premi in Bahrain e Arabia Saudita, ha portato con sé un clima di forte insofferenza tra i protagonisti del mondiale. Se le prime tre gare della stagione avevano già evidenziato diverse criticità strutturali legate al nuovo regolamento tecnico, le dichiarazioni rilasciate da Lance Stroll alla vigilia del weekend in Florida hanno ancora una volta squarciato il velo di diplomazia che spesso avvolge il Circus.

Il pilota canadese dell’Aston Martin non si è limitato a una critica superficiale, ma ha messo a confronto l’attuale massima categoria con le serie minori e con il passato glorioso della Formula 1, arrivando a definire l’esperienza odierna come poco divertente. Il fulcro del dibattito risiede nella complessa gestione delle power unit 2026, caratterizzate da una ripartizione della potenza paritaria tra il motore endotermico e la componente elettrica. Questa configurazione sta costringendo i piloti a uno stile di guida innaturale, basato più sulla conservazione dell’energia che sull’attacco puro.

Stroll: “Siamo anni luce dalla vera Formula 1”

Stroll ha approfittato del tempo libero concesso dalla pausa forzata del calendario per riflettere sullo stato dell’arte della categoria, arrivando a conclusioni piuttosto amare. Secondo il canadese, la necessità di gestire costantemente la ricarica delle batterie e i flussi energetici sta snaturando il concetto stesso di velocità pura che dovrebbe rappresentare la Formula 1.

“Tutta questa dinamica legata alla parzializzazione dell’acceleratore e alle varie procedure sta letteralmente rovinando sia la competizione in gara che i giri secchi in qualifica. La mia speranza è che si possa tornare a una guida più naturale, dove non siamo costretti a riflettere continuamente su come gestire la monoposto, sul quando alzare il piede per poi ripartire o su quanta pressione esercitare sul pedale per risparmiare energia”.

“A mio avviso, siamo ancora molto distanti dal concetto di vera monoposto di Formula 1, ovvero un mezzo che possa essere spinto al massimo senza dover badare costantemente alle batterie o ad altri parametri simili. Siamo anni luce lontani dal livello in cui dovremmo trovarci. Durante la sosta ho avuto del tempo libero e mi è capitato di guardare vecchi Gran Premi, comprese le edizioni storiche di Monaco. Ascoltare il rombo di quelle Ferrari dei primi anni 2000 è stato incredibile: erano macchine agili, piccole e bellissime”.

Il paradosso della Formula 3

Uno degli aspetti più sorprendenti dello sfogo di Stroll riguarda il suo test con vetture di categorie inferiori. Durante le settimane lontano dai circuiti iridati, il pilota ha avuto modo di rimettersi al volante di una monoposto di Formula 3, traendone sensazioni che oggi sembrano mancare nella classe regina. Il confronto tra il peso contenuto delle vetture addestrative e le pesanti monoposto attuali, che sfiorano gli 800 chilogrammi, è impietoso.

Le attuali vetture 2026, pur avendo introdotto l’aerodinamica attiva con le modalità “X-mode” e “Z-mode” per tentare di compensare la resistenza all’avanzamento, risultano agli occhi dei piloti come mezzi goffi e eccessivamente vincolati dall’elettronica.

“Guidare una Formula 1 oggi non è poi così entusiasmante. Durante l’interruzione del campionato ho avuto modo di testare altre vetture, comprese delle monoposto di Formula 3, e devo dire che l’esperienza è stata mille volte superiore e più divertente. In quel caso, con il piede destro hai il controllo totale: quello che chiedi al motore è esattamente ciò che ottieni. Anche il fattore peso gioca un ruolo cruciale: trovarsi tra i 550 e i 650 chili è decisamente più piacevole che gestire un mezzo che ne pesa oltre 750 o 800. Sono questi i dettagli che rendono un’auto gratificante da pilotare, senza dimenticare l’importanza del rumore”.

Un coro di proteste nel paddock

Stroll non è l’unico a soffrire questa nuova era tecnologica. Le sue parole si aggiungono a un coro già nutrito di piloti insoddisfatti. Max Verstappen è stato il primo a denunciare una Formula 1 che sembra aver smarrito la propria anima, seguito a ruota da Sergio Pérez e dal campione del mondo in carica Lando Norris, oltre che da Carlos Sainz. Il problema principale resta il clipping, ovvero il momento in cui la batteria si esaurisce a metà rettilineo, lasciando il pilota senza il supporto dei 350 kW garantiti dall’MGU-K.

L’estetica e l’impatto emotivo giocano un ruolo altrettanto fondamentale nelle critiche del pilota Aston Martin. Il ricordo dei motori V10 e V8, con la loro intensità sonora e la loro reattività immediata, è un fantasma che continua ad aleggiare sopra le silenziose e complesse vetture ibride di oggi.

“Ho passato del tempo a osservare i filmati delle vetture dei primi anni 2000, dell’epoca dei motori V8 e V10, notando quanto fossero diverse rispetto a quelle attuali. Mi sono comparsi diversi video sullo smartphone e mi sono fermato a guardarli con attenzione. Basta ascoltare il suono attuale e confrontarlo con il carattere di quelle auto per capire quanto allora tutto sembrasse più intenso ed emozionante”.

“È un peccato che sia così, ma mi auguro davvero che in futuro si possa ritrovare quella stessa direzione. Chiunque senta il rombo di un propulsore V8 o V10 riconosce immediatamente l’essenza della Formula 1. Oggi, invece, ci troviamo con una potenza che cala drasticamente in ingresso curva, scalate di marcia anonime e un inserimento che manca totalmente di carattere e di sonorità”.

Il weekend di Miami si preannuncia dunque teso. Se da un lato la FIA sta provando a correre ai ripari introducendo piccoli correttivi ai protocolli (come i nuovi sistemi anti-stallo in partenza), dall’altro il malcontento continuo dei piloti conferma sempre di più che il problema sia ben più radicato nell’architettura stessa del regolamento 2026. La speranza del paddock e dei veri appassionati di questo meraviglioso sport è che la Federazione ascolti queste lamentele per evitare che la massima categoria perda definitivamente quel fascino che l’ha resa celebre nel mondo.

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