F1 GP Barcellona | Antonelli: “Non mi piace il paragone con Senna, non lo trovo corretto”

"Lui ha scritto la storia di questo sport, io non ho fatto nulla". E poi: "ADUO alla Mercedes? Sarei sorpreso", ha detto Kimi

F1 GP Barcellona | Antonelli: “Non mi piace il paragone con Senna, non lo trovo corretto”

da Barcellona, Spagna

Durante la conferenza stampa del giovedì dedicata ai media al Montmelo, Kimi Antonelli ha fatto il punto della situazione sul potenziale della Mercedes in vista del Gran Premio di Barcellona. La scuderia di Brackley utilizzerà il fine settimana catalano come una vera e propria verifica per valutare le novità introdotte nell’appuntamento di Montreal. Nelle corse precedenti, le temperature rigide registrate in Canada e le caratteristiche geometriche anomale del tracciato cittadino di Monaco hanno impedito agli ingegneri di raccogliere dati indicativi sui guadagni cronometrici espressi dal nuovo pacchetto.

Il tracciato catalano, oltre ad essere molto conosciuto dai piloti essendo frequentemente utilizzato per i test, è caratterizzato da un disegno convenzionale e da curve ad alta energia, fornirà riscontri precisi sui valori di forza espressi dalla monoposto. Il leader del campionato del mondo ha evidenziato come la concorrenza rimanga estremamente ravvicinata, segnalando la competitività della Red Bull sul fronte della trazione, le evoluzioni portate dalla Ferrari per la tappa spagnola e la solidità della McLaren nelle condizioni di asfalto caldo ad alto degrado degli pneumatici.

“A Barcellona vivremo un fine settimana cruciale perché potremo finalmente valutare l’efficacia degli aggiornamenti introdotti in Canada – ha detto Kimi. Tra il freddo di Montreal e le caratteristiche uniche di Monaco non siamo riusciti a esprimere il reale potenziale del pacchetto e a quantificarne il guadagno cronometrico. Questo è un circuito convenzionale che fornirà risposte chiare. I nostri rivali restano vicini: la Red Bull si è dimostrata competitiva nell’ultimo appuntamento, la Ferrari ha portato novità tecniche e la McLaren sarà molto temibile date le temperature elevate e l’alto degrado degli pneumatici, condizioni simili a quelle di Miami dove erano andati fortissimo. Non sarà una gara semplice, ma siamo pronti”.

L’evoluzione di Kimi: dall’apprendistato alla lotta per il titolo

Il passaggio dalla stagione d’esordio al ruolo di pretendente al titolo iridato ha comportato un radicale mutamento nella gestione metodologica del fine settimana di gara da parte di Kimi. L’accumulo di esperienza sui circuiti del calendario mondiale permette oggi ad Antonelli di comprendere in anticipo l’evoluzione termica dell’asfalto e di pianificare i carichi di lavoro psicofisici, riducendo lo stato di tensione registrato nella passata stagione agonistica. Questa consapevolezza ha rafforzato l’intesa con lo staff tecnico della Mercedes.

“Rispetto al mio debutto sono cambiate molte dinamiche e l’anno di esperienza accumulato sta facendo un’enorme differenza. Disputare un weekend sapendo già come evolve la pista e come è strutturato l’evento ti permette di gestire al meglio le energie psicofisiche. Ti rendi conto del tuo potenziale e il legame con la squadra si rafforza. Non penso alla classifica del campionato; sono consapevole della grande opportunità che ho davanti e voglio sfruttarla al massimo, ma non intendo gareggiare con questo pensiero fisso. Mi concentro sul lavoro metodologico, sulla velocità pura e sul godermi la guida, poi vedremo i conti alla fine dell’anno”.

Il superamento dei dubbi e la progressione dalla Formula 2

Un elemento centrale nell’analisi della maturazione di Antonelli risiede nel confronto con le difficoltà affrontate durante la passata stagione, in particolare nel corso della sessione estiva europea del campionato. Il superamento di quella fase critica ne ha accelerato la crescita personale, eliminando le incertezze sulle proprie capacità di guida. La rapidità della sua transizione dai successi in Formula 2 al vertice della Formula 1 rappresenta un percorso inedito rispetto alle pianificazioni tradizionali della categoria, supportato dall’efficienza prestazionale espressa dalla vettura tedesca fin dalle prime tappe del 2026.

“Oggi non ho più i dubbi che mi tormentavano la scorsa stagione, specialmente durante la difficile campagna europea. Quella fase complicata mi ha permesso di maturare molto come uomo e come pilota, aiutandomi a conoscermi a fondo, quindi sono grato che sia avvenuta. Attualmente non metto in discussione le mie capacità, anche se restano interrogativi a cui dare risposta col tempo: devo scoprire quanto posso spingermi oltre nel breve periodo, quali sono i miei reali margini di crescita e quanto sia profondo il mio potenziale complessivo”.

“Due anni fa, quando correvo in Formula 2, non avrei mai immaginato di trovarmi in testa al mondiale di Formula 1. Se me lo avessero prospettato all’inizio di questa stagione avrei firmato immediatamente. Nelle formule propedeutiche l’unico obiettivo era raggiungere la massima categoria, poi i risultati cambiano le tue prospettive e i tuoi traguardi. Se mi avessero predetto questo scenario due anni fa gli avrei dato del pazzo, ma sono felice della posizione in cui mi trovo e del lavoro eccezionale del team, che ci ha fornito una monoposto straordinaria con cui lottare per le vittorie. Dobbiamo restare calmi, con i piedi per terra, senza farci distrarre e pensando solo a concretizzare il risultato in ogni singola corsa”.

Il sistema ADUO e lo sviluppo a lungo termine della Power Unit

La conferenza ha toccato il tema delle verifiche tecniche condotte dalla FIA sulle motorizzazioni tramite il protocollo ADUO. La prospettiva che la Mercedes possa beneficiare di concessioni o modifiche strutturali nell’ambito del bilanciamento dei propulsori ha colto di sorpresa lo stesso Antonelli, convinto della solidità espressa finora dall’unità termica di Brackley. Il pilota ha spiegato che lo sfruttamento di eventuali vantaggi regolamentari richiederà flussi di lavoro prolungati, escludendo incrementi di potenza immediati a causa dei tempi industriali richiesti dalla riprogettazione delle componenti interne delle unità motrici.

“Sono rimasto sorpreso da questa situazione perché ritengo che la nostra power unit sia già estremamente competitiva, ma ci saranno sicuramente delle motivazioni tecniche valide alla base della decisione della FIA, di cui non conosco i dettagli commerciali o politici. Adesso la squadra dovrà concentrarsi sulla ricerca di ulteriore prestazione dall’unità termica. Si tratta di un processo a lungo termine poiché lo sviluppo dei motori richiede scadenze prolungate, ma sono certo che gli ingegneri esprimeranno il massimo sforzo per estrarre ogni cavallo extra sfruttando questa opportunità, dopo l’ottimo lavoro già svolto finora”.

Kimi ha anche respinto in modo netto i paragoni apparsi sui media che lo accostano alla figura di Ayrton Senna. Antonelli reputa tali valutazioni premature e ingiuste nei confronti del tre volte campione del mondo brasiliano, sottolineando l’ampio divario tecnico che ancora lo separa dalle figure storiche della Formula 1.

“Non ero a conoscenza di questi video e non apprezzo affatto il paragone con Ayrton Senna – ribadisce il bolognese. Non reputo corretto accostarmi a un pilota che ha scritto la storia di questo sport, mentre io non ho ancora dimostrato nulla e sono lontanissimo dal suo livello. Ayrton resta il mio idolo assoluto e una fonte d’ispirazione costante, ma accostare il mio nome al suo in questa fase iniziale della mia carriera, dove ho ancora tutto da imparare e da migliorare, non è giusto nei suoi confronti”.

In chiusura, il leader del mondiale ha descritto la natura del rapporto stabilito con i campioni della categoria, tra cui Max Verstappen e Lewis Hamilton, evidenziandone la disponibilità e il supporto fin dal suo esordio nel paddock. Le interazioni non comprendono suggerimenti strategici su come affrontare il compagno di squadra George Russell, data la persistente rivalità sportiva che divide i concorrenti sulla griglia di partenza del mondiale 2026.

“Non abbiamo mai affrontato specificamente il discorso su come battere George. L’ultimo consiglio che mi ha dato Max, scherzando prima che accusasse un problema alla sua power unit, era di attendere un secondo dopo lo spegnimento dei semafori rossi. Sia lui che Lewis si stanno dimostrando estremamente gentili e di supporto nei miei confronti fin dal mio ingresso nella categoria. È fantastico ricevere la loro considerazione, ma restiamo comunque rivali in pista e nessuno vuole svelare troppi segreti di guida. Il rapporto con loro resta comunque ottimo”.

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