F1 | Pagelle di fine stagione! I voti a tutti i protagonisti del 2019

F1 | Pagelle di fine stagione! I voti a tutti i protagonisti del 2019

MERCEDES 10 

Per la prima volta nell’era ibrida dà l’idea di lasciare qualcosa per strada. In termini di potenza, in qualche gara più in sordina. Un dominio che vacilla? Macché, sono quindici vittorie, nove doppiette e un bell’uno due in classifica Piloti.

Lewis Hamilton 10 Ormai più di una spanna sopra i comuni mortali. Quando deve vincere (e sono tante, 11), quando deve gestire, quando deve concedere al compagno di squadra. Un pilota formidabile e iconico, più vicino al trono sull’Olimpo della F1 che ai colleghi con cui divide la griglia.

Valtteri Bottas 7,5 Quattro vittorie e tanta tanta legna per la squadra. Non è un serio contendente al titolo, come qualcuno sperava, ma è il prototipo della spalla perfetta. Lo scudiero che serve per organizzare un team vincente.

 

FERRARI 6-

Le tre vittorie di fila e le nove pole position sono elementi che giocano a favore di una sufficienza stretta stretta. Ma la squadra tra problemi di affidabilità, errori su errori di strategia e una pessima gestione delle due capricciose primedonne alla guida, si dimostra acerba, tormentata e turbolenta. Talvolta sembra mancare di polso e freddezza. Non dà solide certezze, ma trasmette un senso di precarietà che poi si traduce in pista con figuracce (litigi tra piloti, team radio, errori assurdi come nelle qualifiche) e con occasioni sprecate.

Sebastian Vettel 6,5 La vittoria di Singapore è un urlo liberatorio che riabilita e rilancia, che ridesta da torpore e imprecisioni. E’ la parabola di un campione che ritrova – un po’ troppo tardi – il feeling con la monoposto e il giusto carattere. Eppure sono più ombre che luci, come tutto l’andamento generale di una scuderia altalenante.

Charles Leclerc 8 Cattivo, determinato, velocissimo, irriverente il giusto. Forse un po’ pretenzioso in alcune circostanze, con qualche capriccio da prima guida non giustificabile sulla carta. Ma Sciarl, ben consapevole del suo potenziale, si è voluto “prendere” la Ferrari già al primo anno, affrancandosi a suon di pole e prestazioni monstre dal ruolo inviso di seconda guida.

 

RED BULL 7

Tre vittorie al primo anno con il motore Honda sono un bottino consistente, per una squadra che non sembra avere più nelle corde il potenziale per il mondiale, ma che sa brillare in più circostanze e dare spettacolo.

Max Verstappen 9 Terzo nel mondiale davanti al duo ferrarista, consistente, maturato, vincente. Il migliore insieme a Hamilton, in più ha anche imparato ad essere team player e trascinatore. Resta la solita curiosità di vederlo con una monoposto da mondiale.

Alex Albon 7,5 Sorprende in Toro Rosso, riesce a non strafare ed esagerare in Red Bull, guadagnandosi il rinnovo da gregario di Max a suon di piazzamenti concreti ed utili per il team. Intelligente.

 

MCLAREN 8 

Sbarazzina, competitiva, interessante aerodinamicamente. Una piacevole sorpresa ed un ritorno in alto che serviva a loro e alla stessa F1.

Carlos Sainz 9 Perlopiù sottovalutato, ma è un gran corridore, consistente, veloce, poco incline all’errore e molto efficace. Qualità che lo portano molto in alto, al sesto posto finale in classifica Piloti e ad un meritato podio nel GP del Brasile. Contribuisce alla rinascita della McLaren e non era facile.

Lando Norris 8 Classe ’99, il più giovane della ciurma. Sprazzi di talento e grandi gare. Ha margini di crescita, ma un talento cristallino ed una propensione alla guida spettacolare che promette bene.

 

RENAULT 5

Un mezzo disastro, considerando le velleità da top team. Il quinto posto finale è un brodino che non scalda. Non sembra avere grandi ambizioni.

Daniel Ricciardo 7- Il chi gliel’ha fatto fare è all’ordine del giorno. Dopo un inizio difficile, probabilmente per il ridimensionamento, si rimbocca le maniche e tiene in piedi la baracca con buoni piazzamenti in zona punti, su tutti il quarto posto di Monza.

Nico Hulkenberg 5,5 Saluta mestamente la Formula 1 con qualche buon piazzamento, ma non brillando nella sua midfield come nel recente passato. La squadra non lo aiuta.

 

TORO ROSSO 8,5

Piccolo orgoglio italiano. La squadra faentina colleziona due podi e chiude al sesto posto Costruttori, suo miglior risultato di sempre alla pari del 2008. Presenza quasi fissa in zona punti e con una tale concorrenza non era facile.

Daniil Kvyat 7 I dieci piazzamenti a punti, le grandi gare a Montecarlo e Spa, il podio in Germania, confermano che le ombre del passato sono ormai lontane e che questo pilota è il ragazzo talentuoso che si affacciò anni fa alla F1. Ottima stagione ed è ancora giovane…

Pierre Gasly 7 A poco agio in Red Bull, spaesato e quasi irriconoscibile. La retrocessione in Toro Rosso è un toccasana, la prende bene, dimostrando umiltà e sostanza. Come una fenice che spicca il volo fino al secondo grandioso posto a Interlagos. Una bella storia.

 

RACING POINT 5,5

La nuova Force India non brilla come la vecchia Force India e purtroppo in più di una occasione gioca con una sola punta. Ma si sa, vuolsì così cola dove si puote…

Sergio Perez 7,5 Inizialmente meno brillante degli altri anni, ma le sue ultime sei gare sono un po’ il suo manifesto: solido, coriaceo, perfetto nella gestione degli pneumatici. Certezza.

Lance Stroll 4,5 Il confronto con Checo è imbarazzante.

 

ALFA ROMEO 5

Dall’Alfa Sauber ci aspettavamo tutti molto di più. Dopo un inizio incoraggiante si pianta a metà stagione e crolla nelle prestazioni. Ottava nel Costruttori come lo scorso anno, un po’ deludente.

Kimi Raikkonen 7,5 Fino all’estate massimizza in modo eccezionale il potenziale della monoposto con risultati importanti. Si perde un po’ insieme alla squadra in autunno, vedendo la zona punti solo in Brasile con un bellissimo quarto posto. Ma nel complesso è lui a salvare la stagione dell’Alfa. Prezioso. 

Antonio Giovinazzi 6 Dimostra di crescere a vista d’occhio durante l’anno, arrivando a battere spesso Kimi in qualifica e trovando dopo un po’ di tempo il bandolo di una matassa. Poteva fare meglio, ma al primo anno di F1 si guadagna pagnotta e riconferma. Ed è già qualcosa. Non sempre aiutato dalle strategie del muretto, brilla in Brasile in tandem con Kimi.

 

HAAS 4

Gran potenziale sprecato per la totale idiosincrasia con le gomme e per la scarsissima incisività dei piloti.

Kevin Magnussen 4,5 Il fantasma del corridore battagliero e arrembante degli ultimi due anni.

Romain Grosjean 3,5 Errori, incidenti ed incomprensioni con i colleghi. Stagione da dimenticare.

 

WILLIAMS 3

Mai avremmo pensato di vedere la Williams di Piquet, Mansell, Prost e Hill ridotta così male. Un pugno allo stomaco per chi è cresciuto a pane e F1. Squadra che del nobile team di Grove trascina solo stancamente il nome.

George Russell 7 Se la bravura di un pilota la si vede anche dalla capacità di tirare fuori qualcosa di buono da monoposto pessime allora il giovanissimo inglese ha talento da vendere.

Robert Kubica 6 Eroe a prescindere, per aver realizzato un sogno ed essersi preso la rivincita su un destino avverso ed infausto. Nonostante le obiettive difficoltà ed un confronto impietoso con Russell, è suo l’unico punticino del team. Chiude i conti con il passato a testa alta.

 

Antonino Rendina 


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