F1 GP Miami | Antonelli: prima fila insperata, ma la Mercedes ha problemi di affidabilità
"Ringrazio il team per il duro lavoro svolto così da permettermi di prendere parte alle qualifiche", ha detto Kimi
Dopo una pausa di quattro settimane che ha tenuto il Circus lontano dalle piste, la Formula 1 è tornata protagonista sotto il sole della Florida per il quarto appuntamento del mondiale 2026. L’attesa per il Gran Premio di Miami era alta, non solo per il lungo stop primaverile, ma anche per la necessità di vedere all’opera le vetture dopo i recenti aggiustamenti ai regolamenti. Per agevolare l’adattamento dei team a queste novità, la direzione gara ha concesso 30 minuti extra durante la sessione di prove libere del venerdì, portando il totale a 90 minuti di attività prima di tuffarsi nel clima delle qualifiche Sprint.
In questo contesto di incertezza e ripartenza, la figura centrale è stata indubbiamente quella di Kimi Antonelli. Il giovane talento italiano della Mercedes ha vissuto una giornata dalle due facce, passando dalla frustrazione per un guasto tecnico all’esaltazione di una prima fila conquistata con i denti. La sua prestazione ha ridato ossigeno a un box Mercedes che, nelle prime ore della giornata, sembrava destinato a un weekend di sofferenza estrema.
Il venerdì di Antonelli: il blackout nelle libere
La mattinata di Kimi è iniziata nel peggiore dei modi. Durante le uniche prove libere a disposizione, un problema alla componente elettrica della sua W17 lo ha costretto ai box per gran parte del tempo. L’impossibilità di completare anche un solo giro cronometrato con gli pneumatici a mescola Soft ha privato il pilota bolognese di dati fondamentali per capire il comportamento della vettura al limite.
Senza riferimenti sulla gomma rossa, Antonelli si è presentato alla Sprint Qualifying come un salto nel buio. La situazione tecnica della Mercedes non è apparsa comunque rosea: né lui né il compagno di squadra George Russell sembravano aver trovato il giusto feeling con il bilanciamento della monoposto, apparsa nervosa nei tratti più lenti e sottosterzante nelle curve veloci che caratterizzano il primo settore del tracciato statunitense.
Non bisogna certamente sottovalutare l’affidabilità della W17, ancora una volta messa a dura prova, con il pacco batterie che anche questa volta pare abbia dato noie alla monoposto di Kimi. Il motore sembra essere ancora il migliore, ma continua ad avere enormi difficoltà per quel che riguarda la resistenza, un fattore che può essere chiave nel prosieguo del campionato.
SQ3: la metamorfosi con le Soft
Nonostante le premesse scoraggianti e una fase iniziale della qualifica condotta con una certa apprensione, Antonelli ha mostrato ancora una volta la sua maturità. Se con le gomme Medium il distacco dai battistrada appariva consistente, il passaggio alla mescola Soft nella fase finale della SQ3 ha rimescolato le carte in tavola.
Mentre molti avversari faticavano a gestire il surriscaldamento superficiale dei battistrada causato dalle temperature elevate dell’asfalto di Miami, Kimi è riuscito a infilare un giro quasi perfetto. La sua W17 è sembrata improvvisamente rigenerata, permettendogli di strappare un incredibile secondo tempo cronometrato. Si tratta di un risultato che va oltre le aspettative del team, specialmente dopo che la mattinata aveva lasciato presagire una qualifica anonima nelle retrovie.
Le difficoltà di George Russell
Dall’altra parte del box, la giornata è stata decisamente più grigia. George Russell non è riuscito a compiere lo stesso balzo prestazionale del compagno di squadra, chiudendo la sessione in sesta posizione. Il pilota inglese ha sofferto vistosamente per il surriscaldamento degli pneumatici, un problema che ha afflitto la Mercedes sin dalle prime gare di questo 2026. La difficoltà nel trovare una finestra operativa stabile per le coperture ha impedito a Russell di lottare per le prime due file, lasciandolo in una posizione di centro classifica per la gara Sprint di domani, che si disputerà sulla distanza di 19 giri.
Il sesto posto di Russell evidenzia come la W17 sia ancora una vettura capricciosa, capace di guizzi nelle mani di Antonelli ma ancora lontana dalla costanza necessaria per dominare il gruppo. La sfida per gli ingegneri di Brackley sarà ora quella di analizzare i dati raccolti per tentare di fornire a entrambi i piloti una macchina più bilanciata in vista della gara principale.
Le dichiarazioni di Kimi Antonelli
Al termine delle qualifiche, l’atmosfera in casa Mercedes era piuttosto sollevata, quantomeno nel lato box del bolognese. Le parole sottolineano complessità di questa nuova era della Formula 1, dove ogni dettaglio tecnico può stravolgere i valori in campo. Kimi Antonelli ha commentato così la sua scalata verso la seconda posizione.
“La qualifica si è rivelata decisamente turbolenta e ho dovuto faticare più del previsto, soprattutto con le gomme medie, che non mi hanno permesso di chiudere un giro pulito. Al contrario, una volta montate le mescole più morbide, la monoposto ha cambiato carattere e sono riuscito finalmente a guidare come volevo. Sono convinto che, se avessi avuto l’occasione di testare le Soft già durante le sessioni di prova, avremmo potuto limare ancora qualcosa, ma considerando le difficoltà iniziali, questo secondo posto è un traguardo di tutto rispetto. Voglio ringraziare la squadra per l’incredibile sforzo fatto per rimettermi in pista. Per la gara di domani resto fiducioso: studieremo ogni dato per presentarci al meglio ed essere competitivi fin dallo spegnimento dei semafori”.
“Sapevamo fin dall’inizio che questo weekend sarebbe stato una vera e propria prova di forza, considerando i pesanti aggiornamenti portati dai nostri rivali per colmare il divario prestazionale. Nonostante le premesse, ritengo che abbiamo reagito con grande carattere a una giornata storta, agguantando una preziosissima seconda piazza per la gara Sprint. Se con le gomme a mescola media ho faticato a trovare il ritmo corretto, il passaggio alle Soft ha trasformato il feedback della macchina, dandomi la carica necessaria per il resto del fine settimana. Adesso però non dobbiamo abbassare la guardia: servirà un lavoro metodico per estrarre tutto il potenziale velocistico residuo. La Sprint di domani sarà fondamentale non solo per i punti, ma per comprendere i nostri limiti sulla distanza, dati che saranno vitali per orientare le scelte in vista del Gran Premio domenicale”.
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