F1 GP Barcellona | Hamilton svela il segreto della prima fila: “Ho lasciato il circuito dopo le FP3”
"Non l'ho mai fatto, avevo bisogno di un reset", ha detto il campione britannico
da Barcellona, Spagna
La prima fila conquistata da Lewis Hamilton nelle qualifiche del Gran Premio di Barcellona rappresenta molto più di un semplice piazzamento sulla griglia di partenza. È il manifesto del durissimo lavoro svolto nel box Ferrari nell’arco di poche ore, capace di trasformare un fine settimana nato non benissimo nella migliore sessione di qualifica da quando il britannico veste la tuta rossa. Alle spalle della Mercedes di George Russell, ma davanti all’altra Freccia d’Argento di Kimi Antonelli, il sette volte campione del mondo ha saputo capitalizzare il potenziale della SF-26 nel momento che sembrava più critico, cancellando i dubbi che avevano appesantito le sue sessioni di prove libere.
Il cammino verso la prima fila catalana è stato tutt’altro che lineare. L’aver ceduto la propria monoposto al giovane Dino Beganovic durante la prima sessione di prove libere ha raddoppiato le difficoltà di adattamento di Hamilton su un tracciato esigente come quello del Montmeló. Il venerdì pomeriggio e la mattinata del sabato avevano infatti evidenziato un divario allarmante tra il campione inglese e il resto del gruppo, compreso il compagno di squadra Leclerc.
Hamilton ha ammesso apertamente la gravità della situazione vissuta prima della qualifica: “È stato un fine settimana molto complicato per me personalmente. Ho faticato davvero tanto a trovare il passo dopo aver saltato le FP1. Non mi ero mai trovato così in difficoltà; il divario rispetto a Charles e a tutti gli altri oscillava tra il mezzo secondo e gli otto decimi. In una sessione abbiamo registrato addirittura un secondo di distacco dalla prima fila”.
Hamilton: il duro lavoro al box Ferrari prima di FP3 e qualifiche
Per colmare un baratro prestazionale di queste proporzioni era imprescindibile un intervento radicale, capace di restituire al pilota la fiducia necessaria nei curvoni ad alta velocità del circuito spagnolo, in particolare nelle curve 3 e 9, dove la vettura palesava una marcata instabilità del retrotreno. La svolta è arrivata grazie a un insolito e profondo reset tra le FP3 e la Q1. Hamilton ha scelto di allontanarsi fisicamente dal box per ritrovare la lucidità: “Per la prima volta in assoluto, ho lasciato il circuito tra le FP3 e le qualifiche. Sono tornato nel mio motorhome e mi sono collegato telefonicamente con il mio ingegnere per fare un reset totale. Al mio rientro in pista ero di nuovo sul pezzo”.
L’eccezionale balzo in avanti compiuto in qualifica è anche il frutto del serrato programma di sviluppo tecnico varato dalla gestione sportiva di Maranello. Gli aggiornamenti portati in Spagna hanno risposto alle richieste dei piloti, permettendo alla Ferrari di accorciare le distanze dalla Mercedes in un momento importante della stagione: “Tutto questo è dovuto ai ragazzi in fabbrica che hanno lavorato duramente. In questa Formula 1 la competizione tra i team si gioca sulla velocità di introduzione degli sviluppi, e questo pacchetto ci ha aiutato a chiudere il gap. La SF-26 si è comportata alla grande in qualifica, anche se la Mercedes resta molto veloce e c’è ancora del lavoro da fare per superarla”.
Hamilton e i piccoli errori che gli sono costati la pole position
La caccia alla pole position è stata condizionata dalle concitate fasi della Q3, segnata dall’esposizione della bandiera rossa per l’incidente di Leclerc. Al momento dell’interruzione, Hamilton aveva già completato gran parte del primo settore, facendo segnare anche il migliore tempo provvisorio: un imprevisto che ha innescato un acceso dibattito radio all’interno del garage Ferrari in merito alla gestione degli pneumatici per l’ultimo tentativo. Il muretto proponeva di preservare il set di Soft nuove, ma Lewis ha preteso di scendere in pista con la gomma usata per avere un punto di riferimento termico, nonostante il degrado naturale tra un giro e l’altro costi tra i cinque e gli otto decimi di secondo.
Il compromesso ha pagato in termini di feeling, ma l’ultimo tentativo con la Soft nuova è stato a suo dire imperfetto. Hamilton ha individuato un errore in curva 1 che gli ha precluso la partenza al palo: “Quando sono arrivato alla prima curva per l’ultimo tentativo ho forzato troppo l’ingresso, accusando un massiccio sottosterzo che mi ha portato molto largo in uscita. Questo errore ha compromesso la velocità di percorrenza e la successiva curva 3, che i piloti Mercedes riescono a fare a tavoletta. Mi è costato tra il mezzo decimo e un decimo intero”.
In ottica gara, la prima fila riaccende le speranze di vedere la prima vittoria in rosso di Hamilton, sebbene l’analisi evidenzi come la Mercedes conservi ancora un marginale vantaggio in termini di efficienza della power unit e gestione dell’energia. “Domani la gara è aperta e ci proverò, siamo più vicini alla vetta che mai. Al momento ci manca ancora qualcosa in termini di potenza pura o di deployment dell’energia sui rettilinei. Inoltre, in trazione all’uscita di curva 4 perdo aderenza rispetto a loro, riuscendo a scaricare meglio i cavalli. Cerco sempre più carico aerodinamico al posteriore e i nostri avversari ne hanno uno solido da tempo. Sarà una battaglia di affinamento del bilanciamento, ma la squadra sta migliorando e daremo tutto”.
se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre notizie
Seguici qui









