F1 | Baku, un podio sospeso tra riscatti e conferme

Perez, Vettel e Gasly: una Top 3 anomala che ha saputo emozionare

F1 | Baku, un podio sospeso tra riscatti e conferme

Anche in questa occasione l’appuntamento di Baku, tornato in calendario dopo il forfait dello scorso anno causato dalla pandemia, non ha deluso le attese con un GP d’Azerbaijan che nel finale si è ravvivato con emozioni e colpi di scena in successione. Dalla roulette azera sono usciti l’11, il 5 e il 10 corrispondenti ai numeri del vincitore Sergio Perez, di Sebastian Vettel e di Pierre Gasly con questi ultimi due che hanno completato la Top 3 giungendo rispettivamente secondo e terzo. Un podio anomalo, e assolutamente inaspettavo visti i risultati emersi nel sabato di qualifiche, che rappresenta certamente un condensato di riscatti e conferme.

PEREZ. Quando il messicano ha firmato per la Red Bull lo scorso dicembre in molti, compreso l’autore di questo pezzo, hanno pensato come Milton Keynes avesse fatto il definito salto di qualità per quel che riguarda la propria line up: mettere accanto ad un assoluto fenomeno come Max Verstappen, un pilota dotato di gran manico che avrebbe dovuto sfruttare le occasioni avute. Ecco perché la coppia Red Bull può essere considerata la migliore in griglia. Proprio una di queste chance è stata massimizzata a Baku, dove Checo è riuscito a conquistare una vittoria assolutamente non banale (e non scontata, come d’altronde quella centrata a Sakhir) che lancia la Red Bull nel Mondiale costruttori. La Red Bull ha così la possibilità, dopo vari anni, di correre con due punte e la battaglia ad armi pari con la Mercedes non è più un’utopia. Anzi è una realtà sempre più solida e consolidata, grazie anche ad un “secondo” come Perez riuscito a sterzare dopo un inizio altalenante. Una figura del genere mancava a Milton Keynes dai tempi di Daniel Ricciardo.

VETTEL. Dopo un 2020 vissuto da separato in casa in Ferrari, a cui si è sommata la scarsa competitività della SF1000, il tedesco aveva bisogno di trovare nuovi stimoli con un progetto importante come quello dell’Aston Martin. Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo… un mare di difficoltà che ha visto suo malgrado protagonista il quattro volte campione del mondo nelle prime gare di questa stagione. La svolta è concisa con la gara di Montecarlo dove, su una pista dove il talento del pilota prevale sul mezzo meccanico, l’ex Ferrari è riuscito a conquistare un grande quinto posto. Seguito dallo straordinario podio di domenica, sempre su un cittadino seppure anomalo, ottenuto in rimonta (Vettel partiva undicesimo), dove Seb ha sottolineato ancora una volta la sua incredibile lettura di gara – leggasi gestione gomme – con uno primo stint eccezionale. Come fanno i veri campioni, anche Vettel ha risposto in pista a tutti coloro che lo davano per finito. Mai infatti celebrare prematuramente un funerale sportivo! E ora per Vettel inizia una nuova stagione dove, avendo preso le “misure” alla monoposto, può far risalire in classifica l’Aston Martin.

GASLY. Nell’agosto del 2019, quando arrivò la retrocessione in Toro Rosso con la contemporanea promozione in Red Bull di Alexander Albon, sembrava che la carriera del francese potesse subire una brusca frenata. Non solo dal punto puramente sportivo ma anche, e soprattutto, mentale. Invece Gasly, tornato nell’ambiente familiare di Faenza, ha utilizzato questa situazione come trampolino di lancio dove ha trovato quelle motivazioni che gli stanno permettendo di fare la differenza. Se l’AlphaTauri è diventata una monoposto competitiva lo deve anche al talento del suo alfiere, riuscito tra l’altro a regalare lo scorso anno alla scuderia italiana la seconda storica vittoria sul tracciato di Monza. Il podio di Baku è giunto al termine di un weekend dove Gasly è stato praticamente perfetto, rimanendo sempre in scia alle prime posizioni. La continuità non è certo casuale, anzi è frutto del lavoro e della maturità raggiunta da questo ragazzo. I risultati finora conseguiti lo hanno riabilitato e non ci sarebbe da meravigliarsi se qualche top team pensasse proprio a lui per il prossimo mercato. Sarebbe una chiamata assolutamente meritata per un pilota che, all’ombra della ribalta mediatica, sta facendo bene. Molto bene.

Piero Ladisa


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