Montezemolo: “Dobbiamo lavorare per la Ferrari e per i suoi tifosi”

"Alonso deve ricordarsi che si vince e si perde tutti insieme"

Montezemolo: “Dobbiamo lavorare per la Ferrari e per i suoi tifosi”

La Ferrari e i suoi tifosi: le priorità sono ben chiare per Luca di Montezemolo, ribadite con forza in un’intervista concessa al Corriere della Sera, di cui pubblichiamo ampi stralci. Non soltanto Ferrari, però, nelle parole di Montezemolo: l’intervista con Daniele Dallera, il responsabile delle pagine sportive del quotidiano milanese, è anche l’occasione per fare il punto sul momento che sta vivendo la Formula 1 nel suo complesso.

“Mai dimenticarsi di loro, dei nostri tifosi, meritano rispetto, quindi soddisfazioni. Dobbiamo lavorare per la Ferrari e per loro” – dice il Presidente – “Dev’essere chiaro che a me interessa la Ferrari. Di piloti ne abbiamo avuti tanti, alcuni grandi, grandissimi, ma i piloti passano mentre la Ferrari resta”.

Montezemolo è molto chiaro quando si parla del momento attuale della squadra, reduce da una deludente prestazione come quella dell’Hungaroring, e della frustrazione di Alonso per una stagione che si fa sempre più complicata: “Fernando è un grande pilota, lo capisco, è un po’ come me: lui vuole vincere. Deve solo ricordarsi che si vince e si perde tutti insieme e la Ferrari da parte sua deve dargli una monoposto in grado di partire dalle prime due file … A me non sta bene vedere una macchina non competitiva. Per questo sono intervenuto, anche se non mi piace mai prevaricare sui miei uomini. Però, dovevo farlo. Ma come?, eravamo partiti così bene, avevamo iniziato il Mondiale con una macchina molto competitiva, giudicata forse la migliore. Ma è accaduto qualcosa, invece di fare dei passi avanti siamo andati indietro. Quindi l’atteggiamento giusto, che pretendo d’ora in poi, è il seguente: capire gli errori, risolverli, dopo questa attenta analisi sviluppare la macchina nella direzione giusta. Giù a testa bassa in questo girone di ritorno, definisco così questa seconda fase che inizierà dopo la pausa, pausa che non mi piace ma di cui dobbiamo prendere atto”.

Le difficoltà del momento non fanno però perdere le speranze nella rimonta che, secondo Montezemolo, si fondano su due ragioni: “Primo: il nostro DNA, quello della Ferrari e il mio, ha una caratteristica, quella di non arrendersi mai. Dovremo riprendere quel cammino interrotto a Barcellona. Possiamo farcela. Secondo: Spa e Monza sono due circuiti che potrebbero assecondare le caratteristiche della nostra macchina. Sì, ci sono le condizioni per dare un forte segnale di ripresa e poi mi aspetto risultati dai tecnici che devono dimostrare il loro valore. Poi non dimentichiamoci per favore che lo scorso anno all’ultima gara Alonso per alcuni giri era virtualmente campione del mondo guidando una Ferrari, non certo un’altra macchina, a conferma che questa squadra sa essere competitiva”.

Montezemolo è tornato anche sul discorso Alonso e ha affrontato quello relativo a Massa: “Fernando ha dato molto in questi anni, ripeto, la sua delusione, nata soprattutto dopo Silverstone, dove tutti noi pensavamo di essere più competitivi, è comprensibile. Ma certi atteggiamenti, alcune parole, certi sfoghi, non mi sono piaciuti. E l’ho detto … Ho ricordato a tutti, piloti compresi, che la Ferrari viene prima di tutto, la priorità è la squadra. Un po’ una mossa da padre di famiglia che ha ricordato il rispetto di certe regole della famiglia: la prego di sottolineare il concetto, il valore di famiglia…. Felipe è un pilota veloce e un ottimo ragazzo. Ma con lui nei giorni scorsi siamo stati chiari: sia noi che lui abbiamo bisogno di risultati e punti. Poi ad un certo momento ci guarderemo negli occhi e decideremo cosa fare.”

Non poteva mancare anche un passaggio sul capo della squadra, Domenicali: “Stefano è nato con noi e con noi è cresciuto sotto ogni aspetto manageriale. Ma da uomo di sport sa che ha bisogno di risultati. Comunque, quando si parla di Domenicali, regna sovrana una verità: sotto la sua gestione abbiamo vinto un titolo Mondiale costruttori e siamo arrivati vicinissimi a tre titoli piloti. Di questi almeno due avremmo potuto tranquillamente conquistarli e il giudizio della gente su Domenicali adesso sarebbe ben diverso. Una cosa gli ricordo spesso: deve tirare fuori il massimo da ogni uomo della sua organizzazione, non accontentarsi mai e se necessario prendere anche decisioni drastiche e dolorose”.

Chiuso il capitolo rosso, Montezemolo passa in rassegna gli altri temi, ad iniziare da quello relativo al rivale più forte di questi ultimi anni, la Red Bull: “Sono abbastanza vecchio di F1, la vivo dagli anni ’70 per non dover invidiare niente a nessuno. Con i regolamenti attuali che privilegiano l’aerodinamica la Red Bull è stata brava avendo un grande progettista, Adrian Newey, a sfruttare al meglio tutti gli aspetti regolamentari. Apro una parentesi: aspetti regolamentari per me sbagliati, quindi da cambiare. Per fortuna per il futuro le modifiche auspicate ci saranno. Noi non facciamo bibite, e lo dico con tutto il rispetto immaginabile per chi fa bibite, non siamo sponsor, ma progettiamo e produciamo macchine di altissimo livello. Rimarremo in F1 fino a quando la considererò un centro di ricerca avanzata, di altissima tecnologia, funzionale a una grande azienda come la Ferrari, conosciuta e apprezzata in tutto il mondo. La F1 deve anche essere uno sport pulito senza trucchi come quelli che abbiamo sopportato in questi anni. Dalla prossima stagione sarà una F1 completamente diversa, finalmente meno dipendente dall’aerodinamica. Io faccio macchine, non aerei. Avremo finalmente dei test e non delle buffonate come quelle andate in scena quest’anno con una squadra che ha fatto test illegali e non ne ha pagato le giuste conseguenze: qui mi sarei aspettato più chiarezza e coraggio da parte della Federazione. D’altra parte i benefici ottenuti dalla squadra che ha fatto i test segreti e vietati sono sotto gli occhi di tutti: prima non aveva vinto un solo gran premio, dopo i test ha collezionato tre vittorie su cinque gare. Sono questi gli episodi, gravi, che tolgono credibilità alla F1 e che alterano il campionato”.

A proposito della gestione del futuro della massima competizione automobilistica, Montezemolo ha ribadito posizioni note: “Pima o poi arriva sempre il passaggio generazionale. Non siamo lontani dal dopo Ecclestone per ragioni anagrafiche. E del resto non ne voglio parlare. Dovremo programmare un nuovo ciclo, in grado di affrontare le urgenze e le necessità di una nuova F1. Ritengo che si possa affidare la gestione di questo sport, che non è solo uno show, ricordiamocelo tutti, ad un gruppo di uomini aperti al nuovo, che sappiano sì di corse, ma anche di marketing, di comunicazione, attenti e sensibili alle esigenze degli appassionati, quelli che vengono ai circuiti e quindi pagano il biglietto e quelli che stanno davanti alla tv, capaci di coinvolgere gli sponsor e non allontanarli. Attenzione però, non voglio avere discussioni con Ecclestone, le ho avute anche in un recente passato, perché era stato troppo loquace sulla Ferrari mentre è stato sorprendentemente silenzioso nel caso dei test illegali che ha coinvolto la Mercedes. Conosco pregi e difetti di Bernie, ma sia ben chiara una cosa: quello che ha fatto Ecclestone per la F1 non lo farà nessun altro”.

Un passaggio è stato dedicato ad una persona ben conosciuta a Maranello come l’attuale presidente della FIA Jean Todt: “Da noi a capo della squadra corse ha lavorato non bene, ma benissimo. In Federazione fa un altro mestiere. Non è facile, ha ereditato da Max Mosley un’istituzione divisa, piena di tensioni. Il suo è un mandato politico, ha bisogno di quel consenso che gli permetta di mettere e fare chiarezza, anche regolamentare, in un mondo così complesso come la F1”.

Non poteva mancare un accenno anche alle gomme e al ruolo sempre più importante che recitano: “E’ vero dipendiamo un po’ troppo dalle gomme però intanto si deve riconoscere alla Pirelli un grande coraggio e capacità e come italiani dobbiamo sentirci orgogliosi dell’impegno di una nostra grande azienda in F1. Nessuna polemica, ma ho solo precisato che non ritengo giusto cambiare a metà stagione la tipologia delle gomme per monoposto progettate e sviluppate con pneumatici diversi, questo è un altro elemento che contribuisce ad alterare i valori. E non sia mai che per la prossima stagione, già avviata negli studi e nella preparazione, ci siano ulteriori cambiamenti. Occorre chiarezza”.

La chiusura dell’intervista è dedicata al campione del mondo in carica Sebastian Vettel e alla possibilità di vederlo un giorno alla Ferrari: “Prima o poi ogni pilota manda dei messaggi alla Ferrari, un sogno da realizzare per ogni campione. Lo fece anche Ayrton Senna. Però, io ho tanti problemi, ma non certo quello del pilota del futuro. Fernando Alonso è un grandissimo, l’ho già detto. L’ha dimostrato e lo dimostrerà ancora. Da subito”.

Ferrari

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24 commenti
  1. ing. Cosimo

    4 Agosto 2013 at 14:55

    *** La F1 deve anche essere uno sport pulito senza trucchi come quelli che abbiamo sopportato in questi anni. Dalla prossima stagione sarà una F1 completamente diversa, finalmente meno dipendente dall’aerodinamica. Io faccio macchine, non aerei. Avremo finalmente dei test e non delle buffonate come quelle andate in scena quest’anno con una squadra che ha fatto test illegali e non ne ha pagato le giuste conseguenze: qui mi sarei aspettato più chiarezza e coraggio da parte della Federazione. D’altra parte i benefici ottenuti dalla squadra che ha fatto i test segreti e vietati sono sotto gli occhi di tutti: prima non aveva vinto un solo gran premio, dopo i test ha collezionato tre vittorie su cinque gare. Sono questi gli episodi, gravi, che tolgono credibilità alla F1 e che alterano il campionato.***

    bene c’è qualcuno che la pensa come me, bravo luca ti stringerei la mano per queste parola, ma non perchè presidente ferrari ma per queste dichiarazioni che ho sempre professato con chiunque parli di formula 1 con me.

    • Potter

      4 Agosto 2013 at 22:47

      patetico,la mercedes ha pagato non facendo i test dei giovani piloti,a voi ferraristi vi brucia,perchè in mercedes stanno migliorando con lo sviluppo,mentre in ferrari sono rimasti all’età della pietra…… ridicoli.

      • Max Bassanet

        5 Agosto 2013 at 08:35

        cosa ha pagato !!! ma va cagher !

      • max79

        5 Agosto 2013 at 09:47

        Ma falla finita per favore!
        Una macchina che bruciava gomme come cotolette fino al gp di Spagna, stranamente inizia a vincere e a tratti dominando?
        Piantiamola lì con ste balle dei costi e fate fare i test in libertà ai team.
        Poi vediamo quali sono i reali valori in campo!

  2. max79

    4 Agosto 2013 at 14:59

    Così si fa Luca!
    Era ora di suonarla sta sveglia!
    Se anche quest’anno manchiamo il titolo piloti sarà tempo di dare un gran bel colpo di spugna.
    Quest’anno la faccenda è aggravata dal fatto di essere partiti con una macchina competitiva e di esserci arenati poi strada facendo. Evidente quindi che nel reaparto progettazione e sviluppo qualcosa non va davvero e se domenicali non è in grado di lasciare a casa qualcuno, beh allora ci devi pensare tu a partire da lui appunto!
    Per il titolo costruttori, è evidente che Massa debba lasciare il posto ad Hulkenberg o a Bianchi il prossimo anno, onde evitare di ridurci a commentare le solite cose.

  3. ing. Cosimo

    4 Agosto 2013 at 15:02

    ***Conosco pregi e difetti di Bernie, ma sia ben chiara una cosa: quello che ha fatto Ecclestone per la F1 non lo farà nessun altro.***

    In completo disaccordo, Ecclestone si è prodigato si a rendere grande questo sport, ha contribuito enormemente a sacrificare quel manto sacro, e noi appassionati sfegatati ci prostravamo letteralmente. Sbavavo quando c’era la lotta ad ottenere le maggiori prestazioni senza tutte le limitazioni di oggi.

    • ing. Cosimo

      4 Agosto 2013 at 15:05

      per non parlare degli improbabili circuiti cittadini o semivuoti costruiti in giro per il mondo, quando esordì il gp gli spalti vuoti erano uno spettacolo macrabro…

      • ing. Cosimo

        4 Agosto 2013 at 15:06

        errata corrige: quando esordì il gp di korea

  4. ing. Cosimo

    4 Agosto 2013 at 15:15

    *** si deve riconoscere alla Pirelli un grande coraggio e capacità e come italiani dobbiamo sentirci orgogliosi dell’impegno di una “nostra” grande azienda in F1 ***

    come come come? pirelli italiana? ha più stabilimenti all’estero che non in italia, tò la mappa:

    http://www.pirelli.com/corporate/it/investors/pirelli_at_glance/presenza_produttiva/default.html

    • Max Bassanet

      4 Agosto 2013 at 18:20

      La sede è in Italia, è nata in Italia. poche ciance.

      • ing. Cosimo

        5 Agosto 2013 at 15:35

        anche parmalat e cirio sono nate in italia, ma non sono più italiane…

        una cosa diventa made in italy quando viene costruita in italia, attualmente la produzione è per la maggiorparte all’estero.

        poche ciance un par di ciufoli!

      • Max Bassanet

        5 Agosto 2013 at 20:23

        una ditta se ha sede in Italia è italiana in tutti i sensi !!! se poi per te non deve essere italiana per altri motivi fatene una ragione.

  5. mauroo

    4 Agosto 2013 at 15:37

    caro montezzemolo lo ricordi ancora a briatore , scusate alonso, si vince e si perde tutti assieme .
    un certo tedesco dopo aver perso per una rottura meccanica , quello che poteva essere il suo ottavo titolo mondiale, la prima cosa che fece fu di andare a ringraziare tutti i meccanici.
    rifletti caro alonso ………

    • Max Bassanet

      5 Agosto 2013 at 08:39

      me lo ricordo, ha fatto un grande gesto.
      Addirittura ogni natale Schumacher faceva regalini ai suoi meccanici.

    • Filippo

      5 Agosto 2013 at 19:01

      Senza nulla togliere al rapporto di Schumacher con la propria squadra (improntato su ben altri princìpi rispetto a quello di Schumacher con gli avversari…), vorrei soltanto precisare che i meccanici che andò a ringraziare uno ad uno erano gli stessi che da 5 anni gli mettevano per le mani una Ferrari imbattibile e facevano pit-stop al fulmicotone.

      Non per dire ma, guardando lo stesso episodio sotto un punto di vista un po’ più obiettivo, bisogna ammettere che avrebbe avuto veramente un bel coraggio a lamentarsi di qualcosa…

      • Marcocelli

        5 Agosto 2013 at 23:06

        Schumacher è stato sempre e solo un ipocrita opportunista!!

        Andò a salutarli perchè aveva scelto di abbandonare la baracca che gli aveva fatto vincere 5 mondiali andando a spasso!!!

      • blupoint

        6 Agosto 2013 at 04:40

        non ho parole di quello che ha scritto marcocelli…!

  6. mauroo

    4 Agosto 2013 at 15:38

    lo stile e la classe ti fanno difetto……

  7. mauroo

    5 Agosto 2013 at 08:57

    stile e classe riferiti a briatore opsss di nuovo ad alonso

  8. Raphael

    5 Agosto 2013 at 16:02

    “Rimarremo in F1 fino a quando la considererò un centro di ricerca avanzata, di altissima tecnologia, funzionale a una grande azienda come la Ferrari…”
    Che ci fate allora ancora in F1?

    Il prossimo anno non sarà più una formula aerodinamica? Why? Andatevene! Basta con queste interviste per dare la caramella agli appassionati veri di automobilismo vero, lo abbiamo capito che anche voi fate parte della commedia, del circus, dello show, abbiate almeno la decenza di stare zitti.

  9. Max1979

    6 Agosto 2013 at 10:18

    questa frase “si vince e si perde tutti insieme” l’avrò sentita migliaia di volte e mi è venuta abbondantemente a noia.
    Sono totalmente dalla parte di Alonso, anzi fossi in lui mi sentirei preso in giro di fronte a questa retorica da 4 soldi. Sono anni si “perde tutti insieme”, senza mai “vincere tutti insieme”. Quindi, caro Montezemolo, sta frasetta che senso ha?

    • Filippo

      6 Agosto 2013 at 11:27

      Come sempre mi trovo d’accordo con Max79.

      Se in questi 4 anni Alonso avesse vinto i due Mondiali che ha sfiorato, la sua uscita sarebbe stata altamente inopportuna.

      Ma di fronte ai trattori usciti da Maranello dal 2010 in avanti, uno sfogo (che poi è di questo che si tratta) come quello del post Ungheria, è il minimo che la Ferrari si potesse aspettare.

  10. maddalena

    6 Agosto 2013 at 13:02

    ….”Avremo finalmente dei test e non delle buffonate come quelle andate in scena quest’anno con una squadra che ha fatto test illegali e non ne ha pagato le giuste conseguenze …..D’altra parte i benefici ottenuti dalla squadra che ha fatto i test segreti e vietati sono sotto gli occhi di tutti: prima non aveva vinto un solo gran premio, dopo i test ha collezionato tre vittorie su cinque gare….”

    Caro Montezemolo,
    tu sai perfettamente che nessuna scuderia da una settimana all’altra può cambiare tanto la macchina, nè a seguito di test legali o non legali, nè per intuizioni geniali dei propri tecnici.

    Quindi la Mercedes, scuderia che neanche nomini ma che definisci “quella squadra”, ecc, non ha vinto Montecarlo e nemmeno gli altri GP che ha vinto per effetto dei test “illegali e segreti”.

    Allora tutti quelli che hanno provato a Silverstone dovrebbero immediatamente aver migliorato le macchine … guarda a caso la Ferrari è peggiorata anzichè migliorare dopo i test di Silverstone, con macchina 2013 e, per chi ha voluto, con i pitoli ufficiali.

    Se questi test sono stati tanto importanti e oggetto di tanta polemica, perchè voi avete deciso che invece a voi non sarebbero serviti?

    Le vostre polemiche mi sembrano sterili.

    Secondo me, la Mercedes ha lavorato con metodo, con serenità e con le persone al posto giusto: e i risultati vengono così.

    Vi auguro che Allison possa mettervi sulla buona strada, anche se il rischio è esattamente l’opposto e cioè che riusciate invece a rovinare lui, che dicono essere una gran brava persona.

    Saluti Montezemolo

    • ale

      6 Agosto 2013 at 14:17

      Cara Maddalena….onestamente la F1 mi ha davvero stufato…soprattutto ripensando a quando provai per la prima volta una F3 (una volta sola nella mia vita), senza pensare alla prima gara in Go Kart 125 (nel 1992)…adrenalina pura…ma anche tanta tecnica schietta, soprattutto di guida….in anni recenti ho conosciuto Kubica in Toscana dove si allenava spesso sui Go Kart, ho parlato con lui prima dell’incidente e ricordo bene che mi disse di essere impressionato da un pilota in particolare (non tanto per i risultati) ovvero da Hamilton, ammetteva che insieme a Raikkonen li avrebbe sfidati con diversi pensieri…ma si sentiva che parlava di differenze di abilità (anche di concentrazione) tra i piloti e che non accennava ai setup della macchina…o alle differenze tra le macchine….aerodinamica ecc…

      poi si vede un pilota come Massa che “ruba” il posto a piloti come Valsecchi o altri Italiani con le palle e il manico…e questo fa parecchio male…non si sente più la necessità di guardare il Gp di Monaco perchè Ayrton aveva quel qualcosa in più, ma siamo attirati dal lusso e dal business che gira intorno al CIRCO (non circus)

      si chiama commercio, business, ricchezza, convenienza, bellezza, lusso, soldi, politica… godersi la vita, fare ancora più soldi….ma l’abilità dei piloti è adesso in secondo piano (apparte Hamilton che spacca pure sto concetto attualmente)

      e il fautore e gestore di tutto questo è una persona che vuole questo ed è riuscito in vari modi a imporlo a tutti… facendo arricchire ancora di più chi già lo era in precedenza

      tutto qui, con qualcosa in più…Hamilton (speriamo che continui a fare ancora meglio)

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