F1 | Modifiche ai motori 2027, Cadillac e Honda favorevoli: Ferrari e Audi uniche contrarie
La FIA ha il quorum per cambiare il regolamento, ma sta lavorando per convincere Vasseur e Binotto. Sorride Verstappen
Il processo di definizione dei regolamenti tecnici per le power unit del 2027 ha registrato un cambiamento sostanziale. La FIA e la Formula 1 hanno ottenuto il voto favorevole di quattro costruttori, raggiungendo la maggioranza qualificata necessaria per modificare le regole già approvate. Honda e Cadillac si sono unite a Mercedes e Red Bull Ford, approvando il passaggio a una ripartizione della potenza fissata al 60% per la componente termica e al 40% per quella elettrica. Al momento, Ferrari e Audi rimangono le uniche due realtà contrarie all’applicazione immediata della norma, bloccando una transizione all’unanimità che la Federazione sta cercando di ottenere per evitare contestazioni pubbliche nei prossimi mesi.
L’origine della modifica risale all’8 maggio, giorno in cui la FIA ha presentato il piano per variare il bilanciamento energetico dei motori. Soltanto poco tempo fa, l’organo di governo aveva ufficializzato una ripartizione paritetica al 50/50, che era stata criticata da piloti e ingegneri. Il motivo principale dello scontento risiedeva nell’impossibilità di estrarre la massima prestazione dalla monoposto in ogni singolo giro, alterando uno dei principi cardine della categoria.
I limiti tecnici del formato 50/50 e l’intervento sull’hardware
Le simulazioni eseguite dai team avevano evidenziato problemi legati all’utilizzo dell’energia elettrica su tutto l’arco del circuito. La Formula 1 rischiava di dover gestire situazioni di superclipping, costringendo i piloti a un uso eccessivo della batteria e a lunghe fasi di lift and coast per evitare lo scaricamento completo nei rettilinei persino in qualifica. Dopo l’approvazione di alcune modifiche regolamentari urgenti introdotte per il Gran Premio di Miami, la FIA ha proposto la soluzione del 60/40 per ristabilire l’efficienza delle vetture.
Questo aggiornamento normativo comporta modifiche dirette alla configurazione hardware dei motori. I costruttori dovranno infatti ridisegnare la struttura interna dei telai per fare spazio a un serbatoio del carburante di dimensioni maggiori, necessario per alimentare la quota superiore del motore endotermico. La gestione dei pesi e degli ingombri rappresenta un problema ingegneristico complesso, che ha diviso i reparti corse in base allo stato di avanzamento dei rispettivi progetti.
Le ragioni del no di Ferrari e Audi e la mediazione della FIA
La resistenza di Ferrari e Audi all’introduzione della norma nel 2027 si basa su motivazioni differenti, legate a vincoli economici e tecnici:
Audi: Il costruttore tedesco si oppone per ragioni finanziarie. Una riprogettazione radicale del motore comporterebbe un aumento dei costi fissi, una variabile problematica per via del tetto di spesa regolamentare e per i tempi necessari a strutturare il debutto ufficiale nel campionato.
Ferrari: La scuderia italiana rifiuta la modifica immediata a causa di fattori legati al sistema ADUO. Sia Ferrari che Audi temono che la nuova distribuzione dell’energia alteri i parametri di sviluppo complessivi e i flussi di lavoro programmati nelle ultime stagioni.
Entrambe le aziende hanno comunque dato un assenso di massima all’introduzione del format 60/40 a partire dalla stagione 2028, chiedendo una moratoria di un anno. La FIA e la FOM, dopo le consultazioni svolte durante il fine settimana del Gran Premio del Canada, stanno lavorando per superare questo veto e uniformare le regole fin dal primo anno di applicazione, puntando a un regolamento stabile e definitivo valido fino al 2030.
La posizione di Honda e il fattore Verstappen
Il posizionamento di Honda e Cadillac ha rappresentato l’elemento decisivo per il raggiungimento della maggioranza di quattro voti. Se Mercedes e Red Bull Ford avevano espresso il loro accordo immediato, i due costruttori mantenevano riserve legate alla stabilità dei loro investimenti futuri. Il cambiamento di posizione della casa giapponese è avvenuto dopo una fase di neutralità e attesa.
Durante il weekend in Canada, la posizione ufficiale del costruttore giapponese è stata esposta da Koji Orihara, che ha riassunto l’approccio aziendale verso le decisioni della Federazione: “Noi ci limitiamo a rispettare le decisioni prese dalla FIA, perciò restiamo in attesa degli sviluppi”.
La risoluzione di questo stallo politico ha un impatto diretto sul mercato piloti, in particolare sul futuro a lungo termine di Max Verstappen. Il quattro volte campione del mondo olandese ha espresso contrarietà verso l’architettura 50/50, giudicando la centralità del software e della componente elettrica non in linea con la filosofia di guida che intende perseguire. Max ha chiarito sia in privato sia attraverso i media di non essere disposto a correre oltre il 2026 se il regolamento non fosse stato modificato in favore dell’endotermico.
La Red Bull ha sostenuto attivamente la transizione al 60/40 proprio per tutelare la permanenza del proprio pilota di riferimento. Per la governance della Formula 1, la stabilità del regolamento tecnico si incrocia con la necessità di non perdere la figura più rilevante della griglia attuale, rendendo la modifica del motore un tassello fondamentale per la continuità sportiva del campionato oltre il 2026.
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