F1 | FIA verso la svolta: Ben Sulayem vuole eliminare il limite dei mandati

La proposta sarà votata nella prossima Assemblea Generale

F1 | FIA verso la svolta: Ben Sulayem vuole eliminare il limite dei mandati

La Federazione Internazionale dell’ Automobile  si prepara a discutere una delle modifiche più rilevanti del proprio assetto istituzionale degli ultimi anni. Secondo quanto riportato dalla BBC, il presidente Mohammed Ben Sulayem avrebbe proposto l’abolizione del limite dei tre mandati presidenziali, attualmente fissato a un massimo di 12 anni complessivi alla guida dell’organizzazione.

La proposta sarà esaminata e votata nel corso della prossima Assemblea Generale della FIA. Al momento, l’esito appare orientato verso l’approvazione, con un consenso interno che non sembra mettere in discussione il passaggio della riforma.

Fine del limite dei mandati e nuova struttura delle regole elettorali

Il limite dei tre mandati era stato introdotto durante la presidenza di Jean Todt con l’obiettivo di garantire maggiore alternanza ai vertici della Federazione e ridurre il rischio di concentrazione del potere. La proposta attuale rappresenterebbe quindi un cambio di direzione netto, aprendo alla possibilità di una permanenza potenzialmente illimitata alla guida della FIA.

Secondo fonti interne, la riforma non sarebbe un intervento isolato ma si inserirebbe in un pacchetto più ampio di modifiche agli statuti e alle regole elettorali. Tra i cambiamenti previsti figura l’introduzione del requisito di una “sufficiente esperienza” all’interno della FIA per potersi candidare alla presidenza. Una formulazione che, secondo diversi osservatori, potrebbe lasciare ampi margini di interpretazione e incidere in modo significativo sulla platea dei possibili sfidanti.

Un’ulteriore modifica riguarda i tempi della procedura elettorale: il termine per la presentazione della lista dei vicepresidenti verrebbe infatti esteso da 49 a 100 giorni prima delle elezioni. Un cambiamento che, sul piano pratico, renderebbe più complessa la costruzione di candidature alternative, richiedendo una pianificazione molto più anticipata e strutturata.

Nel complesso, queste modifiche ridisegnerebbero l’architettura delle competizioni interne alla FIA, con possibili effetti di consolidamento delle posizioni di vertice.

Dibattito su governance e trasparenza

Il tema della riforma si inserisce in un contesto più ampio di discussione sulla governance delle principali istituzioni sportive internazionali. Da un lato, la proposta viene letta come un tentativo di rafforzare la continuità amministrativa, con riferimenti a modelli di leadership di lungo periodo come quello di Roger Goodell nella NFL (National Football League), spesso citato come esempio di stabilità gestionale.

Dall’altro lato, il confronto con altre realtà come il Comitato Olimpico Internazionale (CIO), guidato da Thomas Bach, evidenzia una filosofia opposta: in questo caso i limiti di mandato sono stati mantenuti proprio per favorire il ricambio e la rotazione delle leadership.

Il dibattito si concentra quindi su un equilibrio delicato tra efficienza decisionale e apertura democratica. La questione non riguarda soltanto la durata delle cariche, ma anche la reale contendibilità dei processi elettorali e la capacità del sistema di garantire pluralismo interno.

Non mancano infatti le critiche. L’ex commissario FIA Tim Mayer ha definito la possibile abolizione dei limiti di mandato un arretramento sul piano della trasparenza e dei contrappesi istituzionali. Secondo Mayer, la combinazione tra eliminazione dei vincoli temporali e irrigidimento dei requisiti di candidatura rischia di ridurre ulteriormente gli spazi di competizione interna.

Anche Laura Villars (la pilota che ha ricevuto la candidatura per concorrere alla presidenza, ndr), ha contestato il sistema elettorale della Federazione, arrivando a presentare un ricorso legale in Francia contro la FIA. Le sue critiche si inseriscono in un quadro di crescente attenzione sulle regole che disciplinano l’accesso alle candidature e sulla reale possibilità di sfidare l’attuale leadership.

In questo scenario, la votazione dell’Assemblea Generale assume un valore strategico: non solo per il futuro della presidenza di Mohammed Ben Sulayem, ma anche per l’orientamento complessivo della governance della FIA nei prossimi anni. Un passaggio che potrebbe ridefinire in modo significativo gli equilibri interni della Federazione e il modello di gestione del motorsport internazionale.

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