Senna vs Prost: Monaco ’88

Un weekend perfetto per il Brasiliano, fino all'inspiegaile errore al Portier

Senna vs Prost: Monaco ’88

“Ayrton Senna goes out of the leads of the Monaco Grand Prix” [Murray Walker]

Le telecamere inquadrano il pilota della McLaren, alquanto nervoso, scendere dalla macchina . Senna si allontana dalla vettura continuando a guardare un punto fisso del tracciato, forse proprio quello che l’ha appena tradito. Si toglie i guanti, si slaccia il casco, e solo a questo punto tutto il mondo può osservare la sua rabbia mista a delusione. È scuro in volto, e continua a fissare le macchine che scorrono in quel punto.

Ma perché quell’incidente? Mancavano 12 giri alla fine e Senna aveva 55 secondi di vantaggio sul suo compagno di squadra, e avversario numero 1, Alain Prost. Il francese stesso non ha tuttora altre spiegazioni se non: “non voleva limitarsi a battermi, lui voleva umiliarmi.”

Monaco, la sua casa, il suo regno, la pista dove era diventato un eroe nel 1984. Lo aveva tradito. Quel weekend fu un punto di svolta nella carriera di Ayrton. Ecco la sua descrizione delle qualifiche che anticiparono la gara:

“A Monaco avevamo le gomme da gara non le gomme da qualifica, cosi la pressione durava giro dopo giro. Non uno solo. Ero arrivato ad un punto dove ero due secondi al giro più veloce del mio compagno di squadra che stava usando la stessa macchina, stesso motore, esattamente la stessa. Ma improvvisamente mi resi conto che stavo andando troppo veloce. Che non c’era più margine, in niente, che non stavo più guidando consciamente la mia monoposto, e che ero finito in un’altra dimensione. Quando ho sentito quello dentro di me, ho alzato il piede. Ad un certo punto il circuito non era più il circuito ma solo un tunnel. Ho detto a me stesso: oggi è un giorno speciale. Non uscire più in pista. Sei vulnerabile”.

La gara fu praticamente un monologo del Brasiliano. Quando Prost riuscì a liberarsi di Berger che gli aveva fatto da tappo per 53 giri aveva un ritardo di 50 secondi dal compagno di squadra. Un abisso incolmabile. Prost cercò almeno di ottenere il giro più veloce, e per circa 10 giri vi fu una battaglia tra i primi due a suon di giri più veloci. Alla fine fu Senna a prevalere, e quando capì che Prost era rassegnato al secondo posto si mise a girare ben 4/5 secondi più lento del suo miglior giro, come d’altro canto aveva cominciato a fare anche il Francese.

“Avevo corso quella che considero la mia gara perfetta. Sia in termini di qualifica, prestazioni in gara e set up della macchina. Prima dell’incidente, avevo avuto una prima distrazione al Casino, dove la macchina aveva saltato una marcia quando mi sono distratto un attimo. Avevo ripreso il ritmo giusto, ma poi la cosa e’ successa di nuovo.”[Ayrton Senna]

Ayrton sbaglia, si rilassa troppo presto e si lascia sfuggire una facile vittoria. La sua faccia, una volta uscito dalla monoposto dice solo una cosa: perché? Com’è potuto accadere che un campione come me sbagliasse così? Non ci sono spiegazioni. Rimane per qualche minuto ad osservare malinconicamente, con sguardo rassegnato quella curva. Poi sparisce nel nulla.

Cinque ore dopo (cinque ore di puro panico per la Mclaren), quando Jo Ramirez riuscì a parlare con lui, si trovava nel suo appartamento di Monaco, e stava ancora riflettendo sull’accaduto, e si disperava. La sera stessa Ron Dennis, al Galà della McLaren, vista la reazione del suo pilota dopo l’accaduto, volle solamente stare vicino a lui per rincuorarlo.

Alcuni tecnici che lavoravano allora alla Mclaren sostengono ancora al giorno d’oggi che Senna avesse una piccola foratura in uno degli pneumatici posteriori, e che si fosse intestardito a continuare con quelle gomme piuttosto che cambiarle. Alcuni sostengono invece di avere sentito Ayrton dire che Dio gli era apparso in quella curva, ma sono fonti non certificare,e quindi questa affermazione potrebbe essere falsa. Quello che possiamo affermare con certezza è che Senna in quell’occasione ricevette una dura lezione di vita. E da quel giorno la sua visione del suo lavoro cambiò molto. Ayrton aveva raggiunto i suoi limiti, e come diceva un grande delle corse, “per conoscere i tuoi limiti devi prima superarli”, e li superò, andando a finire contro il muro.

Alla fine lui disse che l’incidente l’aveva aiutato: l’aveva reso più forte e gli aveva insegnato a mantenere sempre alta la concentrazione.

Senna VS Prost

Matteo Bramati.

Leggi altri articoli in Amarcord

Lascia un commento

7 commenti
  1. Marcoct212v

    3 Agosto 2013 at 15:33

    La storia della foratura mi sembra la più credibile

  2. Franz Iacobelli

    3 Agosto 2013 at 15:40

    Io non credo che si trattasse nè di forature nè di visioni mistiche, forse a un certo punto ha semplicemente fatto un errore causato dalla situazione psicologica del momento. Non saprei dire se si era rilassato un pò perchè sentiva la vittoria in tasca o perché, al contrario, voleva andare ancora più forte. Sicuramente fu un grave errore che gli costò molto, 9 punti persi e regalati a Prost (coi punteggi attuali Alain avrebbe poi vinto il mondiale), ma sicuramente da allora imparò molto e credo che non si aun caso se nelle 8 gare successive ottenne 6 vittorie e 2 secondi posti, per poi vincere il titolo con la magistrale vittoria di Suzuka. Peccato solo per Monza, ma per quella bisogna ringraziare Jean Louis Schlesser, una specie di Grosjean dell’epoca

    • mario

      3 Agosto 2013 at 19:25

      Scusa ma non condivido la tua idea quando paragoni Schlesser a Grosjean.Schlesser ha vinto nei prototipi e nelle gare tipo Dakar ma in F1 era un autentico fermo non certo un Grosjean.Schlesser passeggiava per la pista in un’epoca dove doppiare un avversario era un compito non facile.E poi gia’ che parliamo di misticismo,quella gara di Monza, a pochi giorni dalla scomparsa del drake ebbe una fine che ci fece dire:e’ giusto che sia finita cosi’…

  3. mario

    3 Agosto 2013 at 19:27

    Una cosa e’ certa:dopo quell’uscita al Portier Senna cambio’ e di molto.a parte le due gare di Suzuka fu molto piu riflessivo mantenendo comunque intatto il suo grande agonismo

  4. Max Bassanet

    3 Agosto 2013 at 22:15

    che poi nel 91 in japan fece la bastardata colossale su prost ma nessuno è perfetto hahaah

    • SuperKIMI2007

      3 Agosto 2013 at 23:21

      ciuccione la fece nel 90 e prost se la meritava visto quella che gli aveva fatto l’anno prima .

  5. A.SENNA94 TIFOSO FERRARI

    4 Agosto 2013 at 12:53

    quoto prost se le meritata

You must be logged in to post a comment Login

Articoli correlati