F1 GP Miami | Ferrari adesso insegue Mercedes e Red Bull: quando sarà il turno della SF-26?
A turno, tutti vanno davanti: l'ADUO può rimescolare ancora le carte in tavola?
Il sabato del Gran Premio di Miami di Formula 1 ha messo in luce, in modo quasi spietato, l’attuale stato di salute della Ferrari. La SF-26 si conferma una monoposto di eccellente fattura per quanto riguarda il telaio e l’aerodinamica, capace di stare costantemente “lì lì” per giocarsi la pole position durante le sessioni di libere e le prime fasi della qualifica. Nel momento decisivo della Q3, però, quando i motoristi rivali estraggono il massimo potenziale dalle unità di potenza, la vettura del Cavallino sembra fermarsi rispetto alla concorrenza.
È evidente che i propulsori Mercedes godano attualmente di una superiorità tecnica marcata, ma il dato più critico emerge dal confronto con la Red Bull. Il team di Milton Keynes, che ha avviato il proprio reparto motori solo pochi anni fa, sembra essere riuscito nell’impresa di costruire una power unit già più performante di quella di Maranello. Questa disparità costringe la Ferrari ad attendere con estrema impazienza il via libera della FIA per l’ADUO, una specifica regolamentare concessa dalla Federazione per permettere lo sviluppo e l’aggiornamento delle unità di potenza durante la stagione.
Questo sistema è fondamentale per consentire ai motoristi, come la Ferrari, di introdurre miglioramenti tecnici volti a colmare il distacco prestazionale e favorire la convergenza dei valori in campo tra i diversi costruttori. In tal senso, la Red Bull potrebbe addirittura non averne bisogno per mantenere uno status di leader assieme a Mercedes, e con una RB22 che pare migliorare grazie agli aggiornamenti.
La cronaca della sessione: il blackout del Q3
Nonostante temperature più elevate rispetto alla Sprint Qualifying del venerdì, la qualifica pomeridiana era iniziata sotto buoni auspici. Sia Charles Leclerc che Lewis Hamilton hanno superato la Q1 utilizzando un solo set di gomme Soft, accedendo con relativa facilità alla fase finale. Nel primo tentativo della Q3, Leclerc aveva fatto segnare un incoraggiante 1:28.143, piazzandosi provvisoriamente in seconda posizione, mentre Hamilton occupava il quinto posto in 1:28.376.
Nell’assalto finale, la progressione attesa non è arrivata. Leclerc non è riuscito a migliorare il proprio tempo, un po’ come tutti, venendo scalzato dalla seconda posizione da un Max Verstappen capace di alzare il livello proprio nell’ultimo giro. Anche Hamilton, pur limando il crono a 1:28.319, ha perso una posizione terminando sesto. Il verdetto della pista dice che la SF-26 è un’ottima macchina e gli aggiornamenti portati in Florida funzionano, ma manca ancora quel quid motoristico necessario a Leclerc per trasformare i suoi lampi di classe in pole position.
GP Miami, le opinioni Ferrari
Per Leclerc il terzo posto è una buona base di partenza, trattandosi del suo miglior risultato stagionale in qualifica. Il pilota monegasco ha sottolineato come il lavoro complessivo sulla vettura sia migliorato e come il pacchetto aerodinamico introdotto a Miami abbia dato benefici tangibili, sebbene non ancora sufficienti per conquistare la vetta. Il mancato miglioramento nel secondo tentativo della Q3 è stato influenzato anche dal vento variabile, un fattore che ha condizionato la maggior parte dei piloti in griglia.
Dal canto suo, Lewis Hamilton ha evidenziato i passi avanti compiuti rispetto alle sessioni precedenti, merito di profondi cambiamenti all’assetto decisi prima della qualifica. Il pilota britannico si è detto soddisfatto del feeling in abitacolo, specialmente in una Q2 molto competitiva, pur ammettendo di non aver estratto il massimo potenziale in Q3.
Frederic Vasseur ha invece posto l’accento sulla complessità del nuovo regolamento, osservando come la gestione dell’energia e delle gomme mantenga tutti i team in una fase di apprendimento continuo. Il team principal ha ribadito la necessità di restare costanti e di accumulare punti mentre la comprensione del pacchetto avanza passo dopo passo. Vasseur ha inoltre accennato alla questione dei motori, suggerendo che le differenze nelle prestazioni dipendano non solo dalla potenza pura, ma anche dalle strategie di erogazione e dalla gestione energetica, auspicando una convergenza delle prestazioni grazie ai futuri sviluppi e all’intervento della FIA tramite l’ADUO.
Verso un Gran Premio bagnato
Il Gran Premio di Miami, che si disputerà sulla distanza di 57 giri, si preannuncia estremamente incerto. Le previsioni meteo indicano un’elevata probabilità di pioggia, uno scenario che potrebbe rimescolare le carte e annullare parte del vantaggio motoristico di Mercedes e Red Bull. In condizioni di asfalto bagnato, la solidità del telaio Ferrari e la capacità degli ingegneri di interpretare dati in rapida evoluzione saranno cruciali.
In chiusura, Frederic Vasseur ha voluto dedicare un ricordo speciale ad Alex Zanardi, scomparso nelle ultime ore, definendolo un esempio di resilienza e positività. Al saluto del manager francese, ovviamente, ci uniamo, in un grande abbraccio per Zanna e la sua famiglia.
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