F1 | Schumacher: “Leclerc può vincere un titolo ma non con la Ferrari”

"Non è un Max Verstappen ma in McLaren potrebbe farcela", il commento del tedesco

F1 | Schumacher: “Leclerc può vincere un titolo ma non con la Ferrari”

Charles Leclerc potrebbe diventare campione del mondo di Formula 1 con la macchina giusta, ma difficilmente riuscirà a farlo restando alla Ferrari. È questa la posizione espressa dall’ex pilota di F1 Ralf Schumacher, intervenuto ai microfoni di Sky Deutschland, dove ha analizzato il valore del monegasco e le difficoltà strutturali della scuderia di Maranello.

Secondo Schumacher, il talento di Leclerc non è in discussione, ma il contesto in cui si trova limita fortemente le sue possibilità:

“In una McLaren, sicuramente, proprio come Norris l’anno scorso. Non c’è alcun dubbio su questo. È un Max Verstappen? No, non lo è”.

Nonostante il giudizio tecnico, Schumacher ha speso parole molto positive per il pilota Ferrari a livello umano e professionale:

“Credo che abbia il potenziale. Tra l’altro è anche una persona incredibilmente gentile e simpatica dal punto di vista caratteriale”.

Il problema, secondo l’ex pilota tedesco, non riguarda tanto Leclerc quanto l’ambiente Ferrari.

“Ferrari è Ferrari, e anche solo Fred Vasseur non sarà sufficiente. Quindi la domanda è: potrà mai diventare campione del mondo in questa squadra, in questa struttura?”.

Schumacher ha poi allargato il discorso anche a Max Verstappen, sostenendo che teoricamente il campione olandese potrebbe vincere anche con la Ferrari, ma solo grazie al suo livello fuori scala:

“Tutto è possibile. Molti piloti sognano disperatamente di andare in Ferrari, è un marchio molto speciale in Formula 1”.

Il tedesco ritiene che un eventuale approdo di Verstappen a Maranello non sarebbe affatto semplice.

“Penso che Max si trovi molto bene in ambiente Mercedes (facendo riferimento anche alle attività GT3 del pilota e alla collaborazione tecnica del marchio tedesco), anche con il progetto GT3 e le squadre che vi collaborano, così come con il motore Mercedes. Loro costruiscono sempre i migliori motori. Quindi faccio fatica a immaginarlo in Ferrari”.

Il punto centrale resta però l’incompatibilità tra il carattere del campione olandese e la struttura Ferrari.

“Max dovrebbe in qualche modo subordinarsi a questa struttura e lui non è fatto così”.

Un altro elemento che, secondo lui, complica ulteriormente lo scenario è la possibile perdita di figure chiave nel team Red Bull, come il suo ingegnere di pista Gianpiero Lambiase, accostato alla McLaren:

“È abituato a essere un leader del team. Ma se arriva da solo in una squadra che al momento non funziona bene, come pilota non riuscirebbe a gestirla”.

Schumacher ha poi fatto un paragone con la storia della Ferrari ai tempi di suo fratello Michael, sette volte campione del mondo:

“Allora mio fratello portò con sé un gruppo di persone che lavoravano insieme in modo brillante. Ma andarci da soli come pilota, non credo che sia sufficiente. Di conseguenza, secondo me, potrà andare solo alla Mercedes o alla McLaren”

Dopo la pausa si va in Canada: orari e curiosità

Dopo una breve pausa, la Formula 1 torna in pista per uno degli appuntamenti più iconici e imprevedibili del calendario: il Gran Premio del Canada. Sul tracciato semi-cittadino intitolato a Gilles Villeneuve, a Montreal, il Mondiale 2026 entra in una fase già delicata della stagione, con equilibri tecnici ancora in evoluzione e gerarchie che sembrano cambiare weekend dopo weekend.

Il weekend canadese sarà inoltre caratterizzato dal format Sprint, ormai sempre più centrale nel nuovo corso della Formula 1. Si partirà venerdì 22 maggio con la prima e unica sessione di prove libere alle 18:30 italiane, seguita in serata dalle Qualifiche Sprint alle 22:30. Sabato sarà il turno della Sprint Race alle 18:00 e delle qualifiche ufficiali alle 22:00, mentre domenica 24 maggio il via del Gran Premio è fissato per le 22:00 italiane.

Il circuito Gilles Villeneuve, lungo 4,361 chilometri e composto da 70 giri in gara, è storicamente uno dei tracciati più complicati da interpretare. Lunghi rettilinei, frenate violente e muri vicinissimi impongono compromessi estremi dal punto di vista aerodinamico e meccanico. La celebre “Wall of Champions”, all’uscita dell’ultima chicane, continua ancora oggi a rappresentare una delle curve simbolo dell’intero campionato.

L’attenzione del paddock sarà inevitabilmente rivolta a Kimi Antonelli, reduce da tre successi consecutivi che hanno definitivamente acceso la lotta mondiale. Il giovane talento Mercedes arriva in Canada con enorme fiducia, mentre il compagno di squadra George Russell sembra chiamato a reagire dopo alcune gare complicate sul piano interno al team.

Occhi puntati anche sulla Ferrari, che a Miami ha mostrato segnali incoraggianti soprattutto con Charles Leclerc, apparso più competitivo rispetto a Lewis Hamilton nella gestione del nuovo pacchetto tecnico. Il GP del Canada potrebbe rappresentare un banco di prova importante per capire se la Scuderia abbia davvero ridotto il gap nei confronti di Mercedes e McLaren.

Anche il tema regolamentare continua a tenere banco nel paddock. Le nuove monoposto 2026 stanno dividendo squadre e piloti, soprattutto per la gestione energetica e le difficoltà legate alle nuove power unit ibride. Proprio a Montreal, circuito severissimo sui consumi e sulla rigenerazione, emergeranno ancora di più i limiti e i punti di forza dei vari progetti tecnici.

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