F1 | Hinchcliffe accusa Ferrari: “A Miami, violata regola numero 1 dell’ingegneria”

"Portare troppi aggiornamenti rende complicato il lavoro di ingegneri e piloti"

F1 | Hinchcliffe accusa Ferrari: “A Miami, violata regola numero 1 dell’ingegneria”

Il weekend del GP di Miami continua a far discutere in casa Ferrari. Dopo un fine settimana complicato per la Scuderia, concluso con il sesto posto di Lewis Hamilton e l’ottava posizione di Charles Leclerc, sono arrivate critiche pesanti anche dagli addetti ai lavori, soprattutto per la gestione degli aggiornamenti introdotti sulla SF-26.

A puntare il dito è stato l’ex pilota IndyCar, James Hinchcliffe, secondo il quale, Ferrari avrebbe commesso un errore strategico portando in Florida un pacchetto composto da ben 11 novità tecniche. Un numero enorme di aggiornamenti che, secondo il canadese, avrebbe reso estremamente difficile capire il reale comportamento della monoposto durante il weekend Sprint.

Le aspettative, alla vigilia, erano alte. La Ferrari si presentava a Miami con l’obiettivo di ridurre il gap da Mercedes e confermare i segnali incoraggianti mostrati nelle gare precedenti. Il team di Maranello aveva inoltre introdotto più aggiornamenti di qualsiasi altra squadra del paddock, nella speranza di avvicinarsi ulteriormente alla vetta.

La gara, però, ha raccontato un’altra storia. Hamilton ha compromesso la propria gara dopo un contatto nelle prime fasi con Franco Colapinto, mentre Leclerc, dopo aver perso il podio a favore di Oscar Piastri, è finito in testacoda nel finale, ricevendo anche una penalità di 20 secondi. Il monegasco, nel post gara, ha inoltre parlato di un forte degrado gomme e di un evidente calo di prestazione nel corso del Gran Premio.

Per Hinchcliffe, i problemi Ferrari derivano soprattutto dall’enorme quantità di aggiornamenti portati in Florida, contrapponendo invece un approccio più conservativo e silenzioso adottato dal team principal McLaren, Andrea Stella, che ha portato il team a ottenere una doppietta nella Sprint e un doppio podio nel Gran Premio.

Hinchcliffe: “Così si complica il lavoro di ingegneri e piloti”

Parlando al podcast F1 Nation, Hinchcliffe ha spiegato che Ferrari ha introdotto troppi cambiamenti sulla SF-26 a Miami, rendendo difficile capire quali componenti abbiano funzionato e quali no:

“Questa è la regola numero uno dell’ingegneria: fare un cambiamento alla volta, così da poter isolare ciò che effettivamente migliora o peggiora. Non hanno quella libertà, con nessun test e una sola sessione di prove libere. Stai montando 11 o 12 componenti differenti e questo rende il lavoro degli ingegneri davvero difficile. Rende molto complicato anche il lavoro dei piloti nel capire cosa stia aiutando, cosa stia cambiando e cosa stia penalizzando la vettura. Tutte queste cose lavorano insieme: nulla su una Formula 1 funziona in isolamento. È una sfida enorme portare una lista di aggiornamenti così ampia. Quindi, che abbiano davvero massimizzato il potenziale della vettura nel weekend non è certo. Penso però che abbiano fatto un ottimo lavoro nel massimizzare la macchina che avevano in gara, almeno fino al testacoda finale”.

Hinchliffe loda Stella: “McLaren va seguita per il modo di lavorare”

L’ex pilota canadese ha poi indicato la McLaren come esempio da seguire nella gestione degli aggiornamenti portati a Miami. Il team di Woking ha introdotto il secondo pacchetto più corposo del weekend: sette novità, lo stesso numero della Red Bull  ma, secondo il canadese, è stato in grado di sfruttarlo molto meglio rispetto alla Ferrari, riducendo sensibilmente il gap dalla Mercedes grazie a un fine settimana da 48 punti complessivi.

“È una di quelle cose ‘silenziose’ che puoi immaginare orchestrate da Andrea Stella. È uno di quei personaggi che direbbe: ‘Sì, avremmo potuto avere tutto pronto, ma possiamo ritardare alcuni componenti e concederci ancora un paio di giorni per svilupparli meglio'”.

Hinchcliffe ha poi spiegato quanto, in Formula 1, anche pochi giorni aggiuntivi possano fare la differenza nello sviluppo aerodinamico:

“Ogni ingegnere ti dirà che ogni giorno extra a disposizione prima della produzione può portare un po’ più di prestazione. E l’effetto successivo è che puoi fare un lavoro migliore nell’isolare ciò che sta realmente funzionando bene”.

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