F1 | Verstappen prova l’impresa, a Sochi vince sempre la Mercedes

La sfida si infiamma su una pista che è territorio di caccia dei grigi

F1 | Verstappen prova l’impresa, a Sochi vince sempre la Mercedes

Come una sceneggiatura pensata da un autore di thriller, la F1 dopo lo sportivamente drammatico epilogo della sfida tra i due duellanti a Monza fa tappa a Sochi, in Russia, sulle sponde del Mar Nero, già di per se uno scenario degno di un film di James Bond.

E la tensione non può che crescere, la sfida si fa più intensa tra due caratteri forti che tra poco faranno fatica a incrociare persino gli sguardi. Da un lato ci sono Lewis Hamilton, e la Mercedes, con la loro esperienza, la malizia, la padronanza di situazioni e sfide già vissute. Dall’altro lato del ring ci sono Max Verstappen e la Red Bull, con il loro entusiasmo, la loro aggressività, la sfrontatezza propria di chi si è messo davanti ai migliori ed è bramoso di restarci.

In una sfida tecnica e umana che è sostanzialmente pari, perché Luigi e Max sono così diversi tra loro tanto da assomigliarsi, per quella capacità di astrarsi dal resto della griglia e dare vita ad una singolar tenzone dove esistono solo loro, al punto di marcarsi talmente stretti dal finire spesso letteralmente l’uno contro l’altro, a Sochi almeno sulla carta l’onere della prova è tutto in capo a Verstappen.

L’olandese – se vorrà continuare ad alimentare il suo sogno iridato – dovrà tentare una piccola impresa, ovvero espugnare quello che si presenta come un vero e proprio feudo della Mercedes e farlo scontando la penalità di tre posizioni sulla griglia di partenza. Dal 2014 al 2020, per sette edizioni di seguito, la città che affaccia sul Mar Nero ha sempre visto trionfare una Mercedes. Quattro i successi di Hamilton, due quelli di Bottas che sul circuito russo si esalta e uno quello di Rosberg.

La pista, francamente brutta e abbastanza insignificante nel suo dispiegarsi, è composta da lunghi rettilinei dove conta il motore spezzati da curve a novanta gradi dove invece serve la trazione. C’è anche un tratto guidato, ma è più soporifero che altro. Non è insomma un GP di per sé spettacolare, ma tecnicamente presenta le insidie tipiche delle piste di motore dove però conta essere competitivi anche nelle curve lente, un toccasana per la Mercedes dominatrice degli ultimi anni, e un bel banco di prova per l’attuale Red Bull.

Se la Red Bull confermasse di avere la miglior vettura in pista a Sochi colpirebbe dritta all’orgoglio, con un fendente netto e sanguinoso, una Mercedes che si vedrebbe sorpassata tecnicamente su quella che è una pista del tutto familiare e amica. Verstappen dovrà rimboccarsi le maniche per avere ragione di un Hamilton furibondo dopo Monza e di un Bottas magnifico interprete della pista slava, il tutto dovendo nella migliore dell’ipotesi vincere partendo dalla quarta piazzola. Se però dovesse riuscirci sposterebbe ancora di più l’inerzia del mondiale verso Milton Keynes con una dimostrazione di forza con pochi precedenti. Una sfida che rende affascinante un GP che solitamente non ci fa saltare sul divano.

Antonino Rendina


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