F1 | Pirelli, gli appunti di strategia sul GP di Abu Dhabi

Isola: "La gara ha rispecchiato l'andamento della stagione"

F1 | Pirelli, gli appunti di strategia sul GP di Abu Dhabi

F1 GP Abu Dhabi Pirelli – Max Verstappen ha chiuso come meglio non poteva la stagione migliore che un pilota abbia mai fatto nella storia della Formula 1. Quella di oggi è stata la diciannovesima vittoria dell’anno su 22 gare disputate mentre i successi nella carriera del tre volte campione del mondo sono ora 54 e lo pongono al terzo posto solitario nella classifica assoluta. Coi giri percorsi in testa sul circuito di Yas Marina, Verstappen ha superato quota mille giri al comando in una singola stagione (1003) sui 1325 completati, unico pilota sempre a pieni giri nei 22 Gran Premi.

Sulla griglia di partenza la stragrande maggioranza dei piloti ha scelto la Medium come mescola per il primo stint: soltanto Sainz, Bottas e Stroll, che partivano tutti nelle retrovie, hanno optato per la Hard. Al primo pit-stop lo spagnolo della Ferrari è rimasto sulla C3, mettendosi nella condizione di dover comunque effettuare due soste, anche se poi la seconda è stata ritardata il più possibile (giro 57).

Alla fine, soltanto tre piloti, Bottas, Ocon e Tsunoda, sono passati sotto la bandiera a scacchi dopo aver fatto un solo pit-stop: il finlandese ha diviso la sua corsa in due parti esattamene uguali, il giapponese si è fermato al giro 22 e poi ha percorso ben 36 giri con un set di Hard, il francese ha anticipato la prima sosta al giro 15, completando addirittura 43 giri con la C3. Tutti gli altri piloti hanno effettuato due soste.

Ennesimo premio per Max Verstappen in questa sua stagione straordinaria. Il pilota olandese ha ricevuto oggi il Pirelli Pole Position Award of the Year 2023 per aver ottenuto il maggior numero di pole position (12). A consegnare il premio – uno pneumatico Pirelli P Zero soft personalizzato – è stato Kalle Rovanperä, vincitore del titolo mondiale rally WRC nell’ultimo biennio.

Mario Isola, Direttore Motorsport di Pirelli

“È stata una gara che ha rispecchiato l’andamento di tutta la stagione: un pilota, Max Verstappen, che ha dominato e, alle sue spalle, una battaglia accesissima per ogni posizione, con i rapporti di forza che sono cambiati, anche in maniera significativa, da una gara all’altra. Com’era ampiamente previsto, la mescola C3 è stata di gran lunga la più utilizzata mentre la C5 è stata usata solamente da Sainz per un giro – nemmeno completato – nelle battute finali.

La differenza fra la strategia su una sosta singola e quella su due pit-stop era molto piccola nelle simulazioni della vigilia ma, alla fine, quasi tutti hanno optato per le due soste soprattutto per motivi tattici, visto che il degrado è stato relativamente limitato. Infatti, su un tracciato dove l’undercut è sempre stato molto efficace, è chiaro che quando un pilota ha aperto la serie dei pit-stop chi era in lotta con lui ha dovuto imitarlo per evitare di essere superato da chi poteva sfruttare la gomma nuova e la pista libera davanti a sé.

Ciò si è verificato sia nel gruppo di testa che nella seconda parte della classifica mentre pochi piloti hanno provato a sparigliare nella prima parte – chi puntando sulla sosta singola (Ocon, Tsunoda e Bottas), chi sperando in una neutralizzazione (Sainz), chi allungando il secondo stint cercando di sfruttare la differenza di grip fra gomma nuova e usata nella parte finale, in particolare Perez e Stroll. Verstappen, dall’alto della sua superiorità, ha reagito alle mosse degli avversari nel primo stint e poi ha aspettato che si fermassero i più immediati inseguitori per fare la sua seconda sosta in sicurezza. Il graining è stato un fattore soprattutto per chi ha trascorso molti giri nel traffico mentre lo è stato in maniera molto meno significativa per chi ha avuto la possibilità di girare con la pista libera, sia per quanto riguarda la Medium che la Hard”.

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