F1 | Pagelle GP Brasile – Verstappen protagonista, Albon e Sainz da sogno. Autodistruzione Ferrari

Le nostre valutazioni sull'ultimo Gran Premio del Brasile

Verstappen vince e sigilla il terzo posto nel mondiale, Vettel e Leclerc giocano a demolirsi
F1 | Pagelle GP Brasile – Verstappen protagonista, Albon e Sainz da sogno. Autodistruzione Ferrari

MAX VERSTAPPEN 10 E LODE – Spinge come un forsennato dal primo all’ultimo giro, piegando Lewis Hamilton nonostante l’undercut subito durante la prima sosta. Da non sottovalutare,, inoltre, che l’olandese si regala una gioia estremamente importante in ottica campionato, visto che il patatrac tra Charles Leclerc e Sebastian Vettel gli consegna su un piatto d’argento il terzo posto nella classifica piloti. Max punta alla vittoria, ovviamente, ma un podio mondiale è sempre un risultato da prendere con soddisfazione, soprattutto in ottica 2020. TORNANDO

PIERRE GASLY 10 – Che dire? Pierre si dimostra un talento di tutto rispetto, regalando alla Toro Rosso il terzo podio della sua storia (il secondo stagionale dopo quello di Daniil Kvyat in Germania.ndr). Il francese completa un week-end perfetto, privo di sbavature o errori. Una prestazione enorme, condita da uno spettacolare testa a testa con Lewis Hamilton sulla linea del traguardo. La retrocessione sembrava averlo distrutto, ma il francese è riuscito a rialzare la testa, confermandosi uno dei talenti più cristallini della griglia di partenza. Ben fatto Pierre! HIGHLANDER

HONDA 10 – Di solito non diamo voti ai motoristi, ma i giapponesi meritano questo riconoscimento. Il triennio con McLaren sembra ormai un lontano ricordo, visto che la power unit nipponica si dimostra veloce e anche affidabile (tralasciando qualche piccolo malanno accusato nel corso delle libere.ndr). Gli ingegneri hanno svolto un lavoro fantastico durante questo campionato, rispettando le attese e le promesse di inizio anno, e siamo certi che Red Bull sarà un competitor assolutamente pericoloso nel 2020. Mercedes e Ferrari sono avvisate. MINACCIA ZEN

CARLOS SAINZ 10 – Carrellata infinta di 10 in questo Gran Premio del Brasile. Storicamente siamo abbastanza cattivi con i voti, ma lo spagnolo merita il massimo del riconoscimento, visto che ha chiuso sul podio una domenica dove scattava in ultima posizione. La penalità a Lewis Hamilton gli ha permesso di guadagnare il terzo posto, ma l’alfiere della McLaren conclude comunque una domenica indimenticabile, sorpassando e rimontando dal fondo con ferocia e rapidità. Una prestazione sontuosa che offre alla McLaren un podio che mancava da Australia ’14. La speranza è adesso quella che a Woking si compia l’ultimo passo, così da regalare allo spagnolo una vettura in grado di giocarsela costantemente per i vertici della classifica. TORERO

KIMI RAIKKONEN E ANTONIO GIOVINAZZI 9 – Prestazione sontuosa di entrambi i piloti, con Kimi e Antonio capaci di regalare una doppia top five ad Alfa Romeo che mancava da diversi decenni. Un risultato straordinario che permette alla scuderia italo-elvetica di rialzare la testa dopo settimane estremamente difficili, soprattutto in termini di performance. Bravi! SONO TORNATI

DANIEL RICCIARDO 8.5 – Si tocca con Kevin Magnussen dopo qualche tornata di gara, aspetto che gli costa cinque secondi di penalità. Nonostante questo, però, l’australiano sfrutta alla grandissima il caos dei giri finali, risalendo fino alla sesta piazza. Un risultato importante che consente alla Renault di tenere il quinto posto nella classifica costruttori. Abu Dhabi, proprio in tal senso, sarà una gara da dentro o fuori, visto che il vantaggio nei confronti della Toro Rosso è davvero risicato. FURIA AUSTRALIANA

LEWIS HAMILTON 5 – La domenica dell’inglese è un misto di alti e bassi. Alla partenza brucia Vettel e per larghi tratti di gara riesce addirittura a tenere il passo di Max Verstappen. Durante l’ultimo stint, però, Mercedes decide di non effettuare il cambio gomme sotto il regime di safety car, aspetto che gli fa perdere non solo la posizione su Verstappen, ma anche un grosso vantaggio nei confronti degli inseguitori. Il contatto tra Vettel e Leclerc lo rimette fortunatamente in carreggiata, ma a quel punto distrugge tutto con una manovra abbastanza estrema nei confronti di Alex Albon. Peccato! PASTICCIONE

LANDO NORRIS 6 – Lando porta la McLaren in zona punti, centrando l’obiettivo iniziale della squadra, ma il podio di Sainz offusca chiaramente il suo ottimo risultato. IN OMBRA

SERGIO PEREZ 6.5 – Il messicano sta vivendo un momento assolutamente da sogno. Dopo un inizio di stagione ricco di alti e bassi, infatti, Checo sta inanellando una serie di risultati utili abbastanza importante, aspetto che ha rilanciato la Racing Point nella classifica costruttori. Interlagos, proprio in tal senso, gli regala un’altra top ten che da morale in vista del 2020. CONFERMA

DANIIL KVYAT 6 – Raggiunge la zona punti e per questo si merita la sufficienza, ma i riflettori sono ovviamente puntati sul suo compagno di scuderia. SOTTOTRACCIA

KEVIN MAGNUSSEN E ROMAIN GROSJEAN 5 – La qualifica sembrava aver messo in luce una Haas veloce, capace di giocarsela per la zona punti. In gara, però, la storia è stata parecchio diversa, visto che entrambi i piloti non sono riusciti a piazzarsi in top ten. Dispiace perché un buon risultato avrebbe permesso alla squadra di volare ad Abu Dhabi con uno spirito totalmente diverso. ILLUSI

ALEX ALBON 8.5 Che peccato Alex! Il thailandese, veloce per lunghi tratti di gara e protagonista di alcuni bei sorpassi (meravigliosa la manovra su Sebastian Vettel alla ripartenza.ndr), viene speronato sul finale da Lewis Hamilton, aspetto che non gli consente di conquistare un podio che sarebbe stato assolutamente meritato. In situazioni come queste è estremamente difficile guardare il bicchiere mezzo pieno, ma siamo certi che il giovane talento della Red Bull avrà la possibilità di riscattarsi già da Abu Dhabi. SFORTUNATO

SEBASTIAN VETTEL e CHARLES LECLERC 4 – Il contatto è l’esempio emblematico di cosa non devono fare due piloti della stessa scuderia. La chiusura di Vettel è assolutamente senza senso e le responsabilità più importanti vanno affidate sulle sue spalle, dato che il suo è un vero e proprio fallo di reazione (la manovra di Leclerc alla esse di Senna è stata corretta, pulita ma anche molto aggressiva.ndr). Allo stesso modo, però, non va giustificato l’atteggiamento del compagno di scuderia, visto che il monegasco non fa nulla per evitare lo scontro. L’impressione è quasi quella che il contatto sia stato cercato da entrambi. In ogni caso non invidiamo la posizione di Binotto, visto che il team principal avrà sulle spalle una grossa responsabilità, soprattutto in ottica 2020. POCO MATURI

VALTTERI BOTTAS 6 – Mercedes gli regala una strategia potenzialmente vincente, ma il motore della sua W10 decide di lasciarlo a piedi. Peccato. GIORNATA NO

GLI ALTRI: NICO HULKENBERG 5, LANCE STROLL 4.5, ROBERT KUBICA 6, GEORGE RUSSELL 6

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2 commenti
  1. Zac

    20 novembre 2019 at 12:35

    Il segreto del motore sta nel fondotinta.

  2. Zac

    21 novembre 2019 at 10:43

    All’uscita dell’ultima curva prima del rettilineo, l’olandese riesce a sorpassare quando la distanza da chi lo precede è il doppio rispetto a quella tra il finlandese e chi lo precede e lo precederà.
    Non mi sembra tutta farina del proprio sacco.

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