Formula 1 | Williams spiega l’erogazione energetica per il Gran Premio del Canada
Paul Williams: "Questo circuito ci pone davanti a una richiesta energetica decisamente insolita e asimmetrica"
Il mondiale di Formula 1 approda in Canada per uno degli appuntamenti più attesi e tecnicamente complessi della stagione. Il circuito di Montreal, intitolato alla memoria di Gilles Villeneuve rappresenta un banco di prova cruciale non solo per i piloti, ma anche per gli ingegneri, chiamati a bilanciare le nuove esigenze regolamentari con le caratteristiche uniche di un tracciato semi-permanente. Quest’anno, l’introduzione della gara Sprint e le modifiche alla gestione energetica aggiungono ulteriori strati di complessità a un weekend che non ammette errori.
Paul Williams, ingegnere capo in pista proprio della Williams, ha tracciato un quadro dettagliato delle variabili che decideranno il risultato sull’isola di Notre-Dame. Dalla gestione della power unit alla stabilità meccanica, ogni dettaglio è stato analizzato per massimizzare le prestazioni della vettura in un contesto dove l’efficienza aerodinamica e la trazione sono i pilastri del successo.
La sfida della gara Sprint e il setup meccanico
Per la prima volta nella storia, Montreal ospiterà il format Sprint, la terza prova di questo tipo su sei previste nel calendario 2026. Questo cambiamento altera profondamente l’approccio delle squadre: con una sola sessione di prove libere a disposizione, la capacità di correlazione tra i dati simulati e la realtà della pista diventa il fattore discriminante. Non c’è spazio per lunghe sessioni di test; il setup deve essere quasi perfetto sin dal primo chilometro.

In merito alle peculiarità tecniche del tracciato, Paul Williams ha commentato: “Affrontare il tracciato di Montreal significa confrontarsi con una successione di allunghi dove l’efficienza della power unit e la penetrazione aerodinamica giocano un ruolo determinante, senza però poter trascurare la necessità di un carico totale elevato per gestire le ripartenze dalle curve lente”.
“Un altro aspetto fondamentale riguarda il comportamento dinamico della monoposto; le zone di frenata alle curve 8 e 10 presentano diverse asperità, mentre il passaggio sui cordoli alle curve 3 e 4 richiede una vettura estremamente stabile e composta, capace di garantire una trazione ottimale per scaricare a terra tutta la potenza nei rettilinei”.
Energia asimmetrica: i nuovi regolamenti 2026
Il layout di Montreal mette a dura prova i sistemi di recupero energetico delle vetture 2026. La distribuzione dell’energia lungo il giro non è uniforme, creando quella che gli ingegneri definiscono una sfida “asimmetrica”. La prima metà del tracciato richiede un dispendio contenuto, mentre la seconda parte, caratterizzata da rettilinei più lunghi, esige una scarica massiccia per mantenere le velocità di punta competitive.
A questo si aggiunge la recente modifica normativa riguardante la fase di qualifica. Il limite di raccolta energetica è stato ridotto da 8 MJ a 6 MJ, una variazione introdotta a ridosso dell’appuntamento di Miami che costringe i team a rivedere completamente la strategia di erogazione durante il giro secco.
Approfondendo questo punto, Paul Williams ha osservato: “La configurazione specifica di questo circuito ci pone davanti a una richiesta energetica decisamente insolita e asimmetrica, con consumi ridotti nel primo settore che aumentano vertiginosamente nella parte finale, costringendoci a un lavoro di calibrazione del tutto inedito per ottimizzare il sistema”.
“Inoltre, le ultime variazioni regolamentari hanno abbassato il limite di recupero energetico in qualifica a 6 MJ; questo cambiamento influenza direttamente il modo in cui distribuiamo la potenza sul giro, ma garantisce ai piloti la libertà di spingere al massimo senza doversi preoccupare eccessivamente di risparmiare energia nelle fasi cruciali”.
Pneumatici e gestione termica: l’incognita del clima
Uno dei temi ricorrenti in Canada è la difficoltà nel portare le gomme nella corretta finestra di utilizzo. L’asfalto di Montreal è liscio e trasmette poca energia laterale agli pneumatici, rendendo il warm-up una vera e propria sfida, specialmente in presenza di temperature ambientali rigide, tipiche della zona in questo periodo dell’anno.
Per il 2026, l’allocazione delle mescole è più conservativa rispetto al passato: non sarà presente la C6, spostando la scelta verso compound più duri. Questo aumenta il rischio di graining, soprattutto se la pista rimane “fredda” e non permette alle coperture medie e morbide di stabilizzarsi termicamente.

“Riuscire a centrare la corretta finestra termica degli pneumatici qui rappresenta una delle sfide più ardue dell’intera stagione – sottolinea Williams – a causa di un asfalto poco abrasivo e di un disegno del tracciato che genera bassi livelli di energia laterale. Le temperature fresche che prevediamo rendono complicato il riscaldamento dell’asse anteriore, il che influisce negativamente sul grip complessivo e sulla fiducia del pilota durante il giro secco”.
“Poiché disponiamo di mescole più dure rispetto alla passata stagione, dovremo prestare la massima attenzione per evitare la comparsa del graining; ma, se riusciremo a gestire correttamente questo fenomeno, il degrado sarà limitato principalmente dall’usura della posteriore sinistra piuttosto che da surriscaldamenti termici”.
Strategia: Sprint senza soste e Gran Premio a un unico stop
La pianificazione strategica per il weekend canadese deve tener conto della lunghezza ridotta del giro, che permette diversi approcci durante le qualifiche. È sulla gestione delle gare che si concentra l’attenzione degli strateghi. La gara Sprint, vista la sua brevità, dovrebbe essere completata senza passaggi ai box, con la mescola media leggermente favorita rispetto alla dura per la sua capacità di attivazione immediata.
Per il Gran Premio della domenica, la tendenza punta verso una strategia a sosta singola. I dati indicano che un passaggio dai box per montare le mescole dure dopo lo stint iniziale con le medie sia la via più veloce, mentre la doppia sosta sembra relegare le vetture a posizioni meno vantaggiose.
Sulla gestione tattica della gara, Paul Williams ha concluso: “In vista della nostra prima gara Sprint a Montreal, prevediamo che si tratterà di una corsa da portare a termine senza soste, dove la gomma media potrebbe offrire un piccolo vantaggio prestazionale rispetto alla dura. Per quanto riguarda invece il Gran Premio di domenica, la strategia più solida appare quella della sosta singola attraverso la sequenza medio-dura, poiché una tattica su due stop ci penalizzerebbe statisticamente di circa una posizione”.
“In questo scenario, la capacità di mantenere un passo gara costante sarà molto più redditizia rispetto alla pura performance del sabato. Non dobbiamo poi dimenticare le alte probabilità di intervento della Safety Car o della Virtual Safety Car; una neutralizzazione al momento giusto potrebbe favorire chi sceglie stint molto lunghi, mentre un ingresso tardivo della vettura di sicurezza rimescolerebbe le carte inducendo molti piloti a un pit stop aggiuntivo”.
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