Formula 1 | Le scelte di Pirelli per Monte Carlo e Barcellona

Mescole più morbide per la Spagna, tutto invariato sul Principato

Formula 1 | Le scelte di Pirelli per Monte Carlo e Barcellona

Il calendario della Formula 1 2026 entra in una fase densa di appuntamenti, portando il Circus dalle sponde del fiume San Lorenzo alle iconiche strade del Principato, fino ai curvoni veloci della Catalogna. In questo scenario, Pirelli ha ufficializzato le scelte relative alle mescole che i team avranno a disposizione per i due Gran Premi successivi al Canada. Le decisioni del fornitore unico riflettono la necessità di bilanciare le prestazioni delle nuove monoposto con le caratteristiche uniche di asfalti molto diversi tra loro, con l’obiettivo dichiarato di favorire la varietà strategica e lo spettacolo in pista.

Il Principato di Monaco: dove il degrado è quasi nullo

Subito dopo la parentesi canadese, la Formula 1 tornerà nel cuore del Mediterraneo per il Gran Premio di Monaco. Il tracciato cittadino di Monte Carlo rappresenta, da sempre, l’eccezione tecnica del mondiale: è la pista con la velocità media più bassa dell’anno e le sollecitazioni laterali sugli pneumatici sono ridotte ai minimi termini.

Anche per Monaco, Pirelli ha selezionato il pacchetto C3, C4 e C5. La scelta della mescola più tenera (Soft) è d’obbligo, poiché il grip meccanico è l’unico fattore che permette di abbassare i tempi su un asfalto stradale liscio e privo di rugosità. Il degrado è quasi inesistente, il che rende la strategia di gara solitamente incentrata su un unico cambio gomme, volto più a coprire la posizione in pista che a compensare l’usura. In un contesto dove superare è praticamente impossibile, la precisione millimetrica dei piloti nel non colpire le barriere sarà supportata da una gomma capace di entrare in temperatura quasi istantaneamente, fondamentale soprattutto dopo le fasi di Safety Car.

Barcellona: una scelta aggressiva per la Catalogna

Dalle strade strette di Monaco si passerà poi alla severità del circuito di Barcellona. Qui, Pirelli ha deciso di cambiare approccio rispetto al passato, optando per una selezione di uno step più morbida rispetto al 2025. Per il weekend spagnolo saranno infatti impiegate la C2 (Hard), la C3 (Medium) e la C4 (Soft).

Questa decisione è motivata dalla natura del tracciato catalano, che presenta curvoni ad alta velocità e percorrenze prolungate che caricano gli pneumatici con enormi energie laterali. Storicamente, Barcellona è una pista “da due soste” a causa dell’alto degrado termico favorito dalle temperature spesso elevate dell’asfalto. Portando mescole più tenere, Pirelli mira a indurre i team verso strategie più variegate, costringendoli a gestire con cura la vita utile della gomma per non incappare in crolli prestazionali improvvisi nella seconda parte degli stint.

Il debutto della Sprint a Montréal: gestione termica e asfalto rinnovato

Il Gran Premio del Canada 2026 segna un punto di svolta per il circuito Gilles Villeneuve: per la prima volta, infatti, il format della gara Sprint farà il suo esordio a Montréal. Questa novità, unita a un anticipo della gara in calendario rispetto alla tradizione, pone i tecnici Pirelli e le squadre di fronte a variabili termiche inedite. Con temperature potenzialmente più rigide, la gestione del calore all’interno degli pneumatici diventerà l’incognita principale del weekend.

Per la sfida canadese, Pirelli ha confermato il tris di mescole più morbide della sua gamma: la C3 come Hard, la C4 come Medium e la C5 come Soft. La scelta della C5 è fondamentale per affrontare un asfalto che è stato rifatto completamente nel 2024 e che si presenta estremamente liscio e con un basso livello di abrasività. Poiché il tracciato viene utilizzato raramente durante l’anno, i piloti dovranno fare i conti con una pista “green” all’inizio del venerdì, soggetta a un’evoluzione rapidissima sessione dopo sessione.

Un fattore critico monitorato con attenzione riguarda il graining. Nelle edizioni passate, questo fenomeno ha tormentato le squadre fino alla domenica, ma le nuove strutture degli pneumatici 2026 dovrebbero mitigarne l’impatto. Se le condizioni della pista miglioreranno velocemente, il graining potrebbe sparire già dopo le prove libere, permettendo ai team di puntare su strategie più aggressive. Per la Gara Sprint di sabato si prevede un utilizzo massiccio della mescola morbida, mentre per il Gran Premio di domenica la tendenza dovrebbe essere quella della sosta singola, privilegiando la consistenza della Hard e della Medium.

Statistiche e primati del Gran Premio del Canada

Mentre le squadre si preparano alla trasferta, i numeri del GP del Canada sottolineano l’importanza storica di questo evento. Quella del 2026 sarà la 55ª edizione della gara nazionale, la 45ª disputata sul circuito semi-permanente dell’isola di Notre-Dame. In precedenza, la corsa era stata ospitata dai circuiti di Mont-Tremblant e Mosport Park.

Nell’albo d’oro, due nomi dominano la scena: Michael Schumacher e Lewis Hamilton, entrambi capaci di imporsi per sette volte sul suolo canadese. I due campioni condividono anche il record di pole position (6). Tra i costruttori, la McLaren detiene il primato di successi con 13 vittorie, seguita dalla Ferrari con 12.

Il Canada detiene inoltre il record per il Gran Premio più lungo mai disputato nella storia della Formula 1. L’edizione del 2011, caratterizzata da una pioggia monsonica che portò a una lunghissima interruzione, si concluse con la vittoria di Jenson Button dopo 4 ore, 4 minuti e 39 secondi. Un primato che, con le attuali limitazioni regolamentari sulla durata massima degli eventi, difficilmente potrà essere superato.

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