Formula 1 | GP Canada, la McLaren completa il primo step di aggiornamenti sulla MCL40
La squadra di Woking porta nuovi componenti per fondo, telaio, alettoni anteriori e posteriori, carrozzeria, halo e roll-bar
La Formula 1 si sposta in Nord America per il quinto appuntamento del mondiale 2026, approdando sul leggendario tracciato dedicato a Gilles Villeneuve. Per la McLaren, il Gran Premio del Canada rappresenta un passaggio fondamentale di questa prima parte di stagione. Dopo l’ottima prova di forza mostrata a Miami, dove il team ha saputo concretizzare una doppietta nella Sprint e un doppio podio nella gara principale, la scuderia di Woking punta ora a consolidare il proprio ruolo di sfidante numero uno.
L’appuntamento canadese non è una gara come le altre, sia per il valore storico del circuito sia per la complessità del format. Si tratterà infatti del terzo weekend Sprint dell’anno, una configurazione che riduce drasticamente il tempo dedicato alla messa a punto e che premia la capacità di adattamento immediato di piloti e ingegneri. Con la MCL40 che ha già dimostrato di essere una vettura equilibrata, l’obiettivo dichiarato è quello di non sprecare lo slancio accumulato in Florida.
Analisi tecnica: la seconda fase evolutiva della MCL40
Il tracciato di Montréal, lungo 4,361 km, è un banco di prova severo. Caratterizzato da violente staccate seguite da brusche accelerazioni, richiede un’efficienza aerodinamica di alto livello e una gestione energetica elevata, come confermato dai tecnici del team. Per rispondere a queste esigenze, la McLaren ha programmato per questo fine settimana il secondo step del proprio piano di sviluppo stagionale.

Se Miami era stata la prima tappa della crescita tecnica, il Canada vedrà il debutto di una serie di componenti strutturali profondamente rivisti. Gli interventi dei progettisti hanno riguardato aree nevralgiche della vettura: il fondo, componente fondamentale per la generazione di carico con i regolamenti attuali, ma anche il telaio, le ali (anteriore e posteriore) e la carrozzeria. Non sono stati trascurati nemmeno elementi legati alla sicurezza e all’integrità strutturale, come l’halo e il roll-bar, a testimonianza di una revisione che tocca quasi ogni aspetto della MCL40.
Questa evoluzione è necessaria per contrastare la concorrenza in un weekend che offre solo 60 minuti di prove libere (FP1) prima di tuffarsi nelle Qualifiche Sprint. La scelta delle mescole Pirelli, che per questo evento ha assegnato la gamma più morbida (C3 Hard, C4 Medium e C5 Soft), aggiunge un ulteriore elemento di sfida nel controllo del degrado termico durante i 70 giri previsti per la domenica.
L’eredità di Woking sull’isola di Notre-Dame
Il legame tra la McLaren e il Canada è radicato nel tempo e nella gloria. Con 13 vittorie e 11 pole position conquistate su questo suolo, la scuderia britannica vanta un palmarès che pochi altri possono eguagliare. Lo stesso Gilles Villeneuve, a cui il circuito è intitolato, mosse i suoi primi passi nella massima serie proprio al volante di una McLaren nel 1977.
Guardando alle statistiche, balzano alla mente edizioni leggendarie. Impossibile dimenticare la maratona sotto la pioggia del 2011, vinta da Jenson Button in un finale rocambolesco con Sebastian Vettel, o l’ultimo successo datato 2012 con Lewis Hamilton. Nell’immaginario collettivo del team, è l’edizione del 2007 a occupare un posto speciale: fu il giorno in cui il mondo della Formula 1 comprese definitivamente la portata del talento di un giovane debuttante inglese.
Il ricordo del 2007: la prima volta di Lewis Hamilton
Quella domenica del 2007 rimarrà scolpita nella storia per il caos e la tensione che dominarono la gara. Hamilton arrivava a Montréal dopo cinque podi consecutivi, un inizio di carriera folgorante che lo vedeva in testa al mondiale a pari merito con il compagno Fernando Alonso. Dopo aver conquistato la pole position, Lewis si trovò a gestire una corsa che definire lineare sarebbe un eufemismo.

Lewis Hamilton festeggia la vittoria nel GP del Canada 2007 – XPB Images
Nonostante il comando mantenuto, il suo vantaggio venne annullato per ben quattro volte dall’ingresso della Safety Car. La pista divenne teatro di incidenti spettacolari e momenti di alta tensione, come il gravissimo schianto di Robert Kubica, che lasciò i box in un silenzio irreale prima delle rassicurazioni sulle sue condizioni. Hamilton non perse mai la bussola, gestendo ogni ripartenza con la freddezza di un veterano e tagliando il traguardo con quattro secondi di margine, prendendosi la leadership solitaria del campionato.
A ricordare l’atmosfera di quei giorni è Paul James, oggi Direttore dei test delle vetture precedenti, ma all’epoca figura chiave nel garage di Hamilton: “Ricopro ancora oggi con orgoglio il ricordo di quel Gran Premio, vissuto nel ruolo di capo meccanico sulla vettura di Lewis. Lavorare con lui significava gestire una pressione enorme, perché il suo talento era evidente fin dal primo istante in cui si è seduto nell’abitacolo. Eravamo reduci da un podio ottenuto già alla gara d’esordio stagionale e, di conseguenza, in seno alla squadra c’era la ferma convinzione che la prima vittoria fosse ormai solo una questione di tempo”.
“Lewis si presentò a Montréal in una condizione fisica e mentale strabiliante, mostrandosi velocissimo sin dalle prime libere e mantenendo una costanza di rendimento incredibile per tutto l’arco del fine settimana. Sabato si prese la pole e domenica completò l’opera con una gara magistrale, superando indenne ogni imprevisto e ogni neutralizzazione. Quel successo fu un traguardo immenso per tutti noi, un momento che conserviamo ancora con una gioia profonda e indimenticabile”.
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