Formula 1 | Gran Premio di Miami 2026, l’anteprima di Pirelli
La casa di pneumatici italiana porterà in Florida il tris più morbido della sua gamma
Dopo un’insolita e prolungata pausa primaverile, dovuta alla cancellazione dei round in Bahrain e Arabia Saudita a causa delle tensioni in Medio Oriente, la Formula 1 è pronta a riaccendere i motori. La cornice per questo secondo “debutto” stagionale è il Miami International Autodrome, il circuito cittadino che si snoda attorno all’iconico Hard Rock Stadium dei Miami Dolphins.
Il tracciato, lungo 5,412 chilometri, mette alla prova i piloti con un layout tecnico composto da 19 curve e tre lunghi rettilinei, da percorrere per 57 giri. Inaugurato nel 2022, il circuito sfrutta in parte la viabilità ordinaria e le aree di parcheggio dell’impianto sportivo, offrendo una sfida unica in termini di precisione e gestione degli spazi.
L’analisi tecnica di Pirelli: gomme e asfalto
Per la tappa in Florida, Pirelli ha confermato la scelta del tris di mescole più tenere della gamma: C3 (Hard), C4 (Medium) e C5 (Soft). Questa selezione è dettata dalla natura del manto stradale, rifatto nel 2023, che presenta una rugosità ridotta. Nonostante l’asfalto sia liscio e non stressi eccessivamente le carcasse, le alte temperature della Florida comporteranno una sfida significativa per quanto riguarda il degrado termico.

Un fattore determinante sarà l’evoluzione della pista: con il passare delle sessioni, l’aderenza aumenterà progressivamente, permettendo ai team di affinare i set-up. In termini di strategia, i dati storici suggeriscono una gara tendenzialmente a singola sosta, grazie a un degrado complessivo contenuto che consente di allungare gli stint. La natura cittadina del tracciato rende elevata la probabilità di Safety Car o neutralizzazioni, variabili che potrebbero rimescolare le carte in tavola.
Meteo e formato Sprint
Il weekend di Miami ospiterà nuovamente il formato Sprint. L’esperienza del 2025 ha evidenziato una caratteristica peculiare del tracciato: la capacità di asciugarsi in tempi estremamente rapidi. Durante la scorsa edizione, dopo forti rovesci pre-gara, i piloti sono stati in grado di passare dalle gomme intermedie alle slick nel giro di pochi passaggi durante la gara breve. Con un meteo sempre incerto in questa regione, la reattività dei muretti box sarà fondamentale.
Albo d’oro e statistiche: il duello Red Bull-McLaren
Miami è stata finora terra di conquista per Max Verstappen, vincitore di due delle quattro edizioni disputate. Nelle ultime due stagioni, però, si è vista l’ascesa della McLaren:
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2024: Prima vittoria in carriera per Lando Norris.
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2025: Successo di Oscar Piastri in una gara dominata da una strategia lineare.
Curiosamente, nonostante i successi in gara, nessun pilota della scuderia di Woking ha mai conquistato la pole position in Florida. Il primato del sabato è diviso tra Verstappen (2 pole), Charles Leclerc e Sergio Perez.
Il lavoro di sviluppo: un Aprile intenso per Pirelli
Mentre il calendario ufficiale osservava una sosta forzata, Pirelli e i team hanno sfruttato il mese di aprile per una massiccia campagna di test in Europa e Asia, focalizzata sulla delibera delle mescole per il biennio 2027-2028 e sullo sviluppo delle gomme da bagnato.
Suzuka: pioggia e giovani talenti
La sessione in Giappone è stata pesantemente condizionata dal maltempo. Red Bull e Racing Bulls hanno messo in pista i loro giovani piloti, Isack Hadjar e Arvid Lindblad, per testare le nuove soluzioni da bagnato.
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Hadjar ha completato 34 giri (1:33.846).
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Lindblad ha macinato ben 51 tornate, accumulando dati preziosi sulla capacità di drenaggio delle intermedie e delle Full Wet in condizioni di bassa temperatura (18°C).
Fiorano: la maratona di Lewis Hamilton

In Italia, la Ferrari ha ospitato una sessione cruciale dedicata esclusivamente alle condizioni di bagnato estremo. Lewis Hamilton ha completato una vera e propria maratona tecnologica, percorrendo 884 chilometri in due giorni. L’obiettivo dei tecnici milanesi a Fiorano, pista dotata di irrigazione artificiale, era affinare il “crossover” tra gomme Full Wet e Intermedie. Si è lavorato su nuovi battistrada evoluti per estendere la finestra di utilizzo della gomma da pioggia pesante, cercando di evitare che i piloti debbano rischiare l’aquaplaning passando troppo presto alle intermedie. Inoltre, i dati raccolti sono vitali per il progetto di eliminazione delle termocoperte, verificando se la gomma è in grado di generare calore autonomamente partendo da fredda.
Nürburgring: Antonelli e Norris all’opera
L’ultima tappa europea si è svolta sul leggendario Nürburgring, con temperature rigide (14°C aria, 26°C asfalto). Qui il lavoro si è diviso tra Mercedes e McLaren:
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Kimi Antonelli (Mercedes) ha percorso 109 giri, concentrandosi sulla mescola C4 per simulazioni di lunga distanza.
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Lando Norris (McLaren) ha completato 108 tornate, lavorando sulla C5 per valutare la sensibilità del compound morbido ai carichi aerodinamici.
In totale, nei due giorni in Germania, sono stati percorsi oltre 2.100 chilometri, fornendo a Pirelli una base dati solida per le strutture delle carcasse future.
Prospettive Future: da Miami a Montreal
Dopo la tappa in Florida, il Circus si sposterà a Montreal per il Gran Premio del Canada. Anche per il circuito intitolato a Gilles Villeneuve, Pirelli ha optato per le mescole Soft (C3, C4, C5).

La scelta è motivata dalla scarsa abrasività dell’asfalto cittadino canadese, dove è fondamentale avere il massimo grip meccanico nelle violente frenate che caratterizzano il tracciato. Rispetto al passato, quest’anno si torna a un set leggermente più rigido (lo scorso anno si era arrivati alla C6 sperimentale), con l’incognita di un meteo che, data l’anticipazione della data in calendario, potrebbe risultare particolarmente rigido.
Con la chiusura dei test a Magny-Cours prevista per metà maggio, la Formula 1 entra ufficialmente nella sua fase più calda, con la speranza che la stabilità tecnica e regolamentare permetta una lotta serrata e soprattutto dal’animo racing.
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