F1 | Ferrari, Arrivabene: “L’ideale sarebbe una via di mezzo tra test in pista e l’uso dei simulatori”

Il team principal della Rossa parla del ritorno dei test in pista e dei valori in campo in F1

F1 | Ferrari, Arrivabene: “L’ideale sarebbe una via di mezzo tra test in pista e l’uso dei simulatori”

Per via dei nuovi regolamenti, sono sempre meno i giorni di test in cui team e piloti possono mettersi alla prova per provare nuove soluzioni e per affinare alcuni dettagli della vettura. Se 15 anni fa i test erano essenzialmente “liberi”, oggi siamo giunti al punto in cui prima della stagione le squadre hanno a disposizione solamente otto giorni per controllare tutti i sistemi, effettuare le prime rilevazioni aerodinamiche e per la raccolta dati, provare i primi set-up e far prendere confidenza al pilota con la nuova monoposto. E in situazioni particolarmente estreme come quella della passata stagione, quando venne a nevicare e si perse la giornata, il rischio di perdere ulteriori preziose ore di test è sempre dietro l’angolo.

Gran parte del lavoro è ormai svolta al simulatore, strumento costato milioni e milioni di euro che però non tutti i team ancora hanno. Dati, rilevazioni, confronti: il simulatore è diventato uno strumento sempre più importante, ma sono tante le squadre e i tifosi che vorrebbero vedere tornare i test liberi, o quantomeno più giornate di prove durante il corso della stagione. A pensarla così è anche Maurizio Arrivabene, il quale spera che in futuro si possa trovare un compromesso, anche per portare la Formula 1 più vicina ai fan: “Ricordo i tempi di Luca Badoer, girava più lui che Michael e Barrichello. Sarebbe uno spettacolo da offrire al pubblico, è un qualcosa di più reale in un mondo di simulazioni che oggi di reale ha poco” – ha detto il team principal della Ferrari in un’intervista rilasciata a Sky Sport -. “Il computer può avere assolutamente ragione, anche perché viviamo in un’era dominata dai computer. Secondo me una via di mezzo, non si può eliminare oggi i computer, è comunque un mezzo, ma non deve diventare il fine. Detto questo, una via di mezzo dove si utilizza quello che le nuove tecnologie possono offriti, vuoi nelle simulazioni e quant’altro, ma anche più test, per essere anche più vicini al pubblico, la gente, promuovere la Formula 1”.

Tra i temi più discussi c’è indubbiamente quello dei valori in campo e della disparità tra i team di alta e media fascia. Un distacco tra i top team e quelli della midfield che ha portato in molti a considerare la battaglia di centro gruppo come una “Formula 1.5” e Arrivabene ha espresso il proprio parere anche su questo argomento: “Oggi si parla di Gran Premi che non devono avere un risultato certo, ma il risultato certo non ce l’hai mai comunque. E comunque, secondo me, si avrà sempre i top team e ci saranno sempre altre squadre, che magari per quanto dicono loro stesse, non hanno né la forza e l’organizzazione per vincere un mondiale, ma partecipano e ce la mettano tutta. Così diventa una gara nella gara” – ha detto il manager bresciano -. “È la stessa cosa nel calcio, alla fine a giocarsi i trofei e i campionati sono sempre le squadre top, ma nessuno si lamenta. Il campionato ideale sarebbe quello che le squadre top, in ogni sport, se la giocassero fino all’ultima giornata. Ma dare a tutti le stesse chance, penso che dal punto di vista concettuale all’americana sia molto fair, ma poi bisogna vedere cosa sta dietro ogni squadra, un’organizzazione e degli interessi diversi. Noi produciamo automobili, è il nostro business e non possiamo rinunciare al DNA della Ferrari, tradiremmo noi stessi”.

Per concludere, Arrivabene ha anche parlato della monoposto 2019, un progetto già ben avviato che ormai da qualche settimana è già nella sua fase più delicata: “Qualche settimana fa abbiamo iniziato dei piccoli run con il nuovo motore, il primo telaio è già in produzione, la macchina è già progettata. Verso gennaio andremo al primo crash test. La macchina c’è già. Le simulazioni le facciamo in base quello che ti racconta il computer sulla macchina, però io dico sempre che il computer ci racconta delle cose, se ha ragione perfetto, ma il nostro esame è il tempo sul giro. Il tempo sul giro ti dice sempre la verità” ha poi concluso il team principal della Ferrari.

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2 commenti
  1. Zac

    21 dicembre 2018 at 22:46

    Cosa c’entra quello che vorrebbero vedere i tifosi con il business della Ferrari: niente.

  2. idrija

    25 dicembre 2018 at 12:36

    A gli tifosi non interesa una nascar o una Indy!!!

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