F1 | Modifiche procedure di partenza, Vasseur non ci sta: “Un’ingiustizia verso la Ferrari”

"Senza i cinque secondi ulteriori, molte vetture sarebbero ancora ferme nella griglia di partenza in Cina", ha detto Fred

F1 | Modifiche procedure di partenza, Vasseur non ci sta: “Un’ingiustizia verso la Ferrari”

Il passaggio ai nuovi regolamenti ha introdotto sfide ingegneristiche senza precedenti in Formula 1, specialmente per quanto riguarda la gestione dellepower unit. In un contesto dove ogni dettaglio può spostare gli equilibri, la Ferrari si trova oggi al centro di un dibattito tecnico e politico che riguarda uno dei momenti più delicati di un Gran Premio: la partenza. Il team principal del Cavallino, Fred Vasseur, non ha nascosto il proprio disappunto per come la FIA abbia gestito l’evoluzione delle norme sui flussi di potenza, erodendo quello che era un vantaggio competitivo costruito con lungimiranza progettuale.

Il cuore della questione risiede nella rimozione dell’MGU-H, il componente che nei motori della precedente generazione eliminava il turbo-lag utilizzando l’energia elettrica. Senza questo supporto, far entrare in pressione il turbocompressore allo spegnimento dei semafori è diventato un esercizio di estrema complessità. La Ferrari, anticipando il problema, ha optato per una soluzione specifica: un turbo di dimensioni ridotte. Una scelta che privilegia la reattività e l’accelerazione immediata a scapito di una maggiore potenza di picco durante il giro.

Una scelta di compromesso “tradita” dai fatti

La decisione di Maranello non è stata casuale, ma figlia di un confronto preventivo con la FIA. Quando la Ferrari espresse dubbi sui rischi di stallo in partenza, la risposta degli organi federali fu perentoria: i team dovevano adattare i progetti alle regole esistenti. Accettando questa sfida, gli uomini di Vasseur hanno deliberatamente sacrificato decimi di prestazione pura per garantire partenze sicure ed efficaci.

In merito a questa filosofia progettuale, Fred Vasseur ha spiegato il suo punto di vista a The Race: “Il momento dello stacco della frizione rappresenta, senza alcun dubbio, la fase più critica dell’intera corsa. Ci siamo trovati davanti a un bivio: puntare a estrarre un decimo supplementare nel tempo sul giro oppure rischiare di scivolare indietro di cinque piazze allo spegnimento dei semafori? Se si pone questo quesito a un gruppo di ingegneri, la loro risposta sarà univoca: la priorità assoluta deve essere quella di garantire una partenza efficace”.

Quando gli altri team si sono resi conto delle enormi difficoltà nel gestire i turbo più grandi in fase di avvio, è infatti scattata una controffensiva politica basata sulla sicurezza. La FIA è intervenuta introducendo una nuova procedura di pre-partenza, caratterizzata dalla ormai nota luce blu, che concede più tempo per la messa in pressione dei sistemi. Questa modifica ha di fatto salvato chi aveva puntato su soluzioni più estreme, livellando le prestazioni e penalizzando la Ferrari.

La critica di Vasseur: sicurezza o strategia politica?

Nonostante Charles Leclerc e Lewis Hamilton continuino a mostrare ottimi spunti al via, il margine di superiorità della Rossa è stato drasticamente ridotto dagli interventi regolamentari in itinere. Vasseur contesta non tanto la finalità, quanto il metodo e la tempistica di una decisione che ha cambiato le carte in tavola a motori già deliberati.

“Se provassimo a ipotizzare uno scenario privo della nuova luce blu, sono convinto che diverse monoposto sarebbero rimaste piantate sulla griglia di partenza anche durante la gara di Shanghai. È chiaro che la FIA ha il diritto e il dovere di sollevare questioni legate alla sicurezza, e io non posso far altro che prenderne atto. Reputo che quanto accaduto sia piuttosto ingiusto nei nostri confronti”.

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“Un anno fa avevamo sottoposto la questione agli organi competenti, ricevendo come risposta che le vetture andavano costruite seguendo le norme, e non viceversa. Trovo che quell’approccio fosse corretto. Vedere invece una parte consistente della griglia lamentarsi di presunti pericoli estremi per ottenere un cambio regolamentare mi lascia l’amaro in bocca. Sotto il profilo politico si è trattato di una manovra indubbiamente intelligente, ma fatico a definirla un’operazione del tutto leale”.

Le tensioni hanno raggiunto il picco quando George Russell, in veste di rappresentante della GPDA, ha accusato la Ferrari di egoismo per aver cercato di bloccare le modifiche alle procedure. Vasseur, pur evitando lo scontro frontale, ha chiarito che la Scuderia ha subito la decisione della FIA, che ha usato la clausola di sicurezza per scavalcare il parere dei team.

“Si trattava di una questione di incolumità, dunque non era necessaria la mia approvazione per procedere. È stata una scelta autonoma della Federazione basata su motivazioni di sicurezza, e loro hanno il potere di decidere anche se l’intera griglia dovesse esprimersi in modo contrario. Quella intrapresa da noi era stata una decisione ponderata: abbiamo investito nello sviluppo di un’unità motrice seguendo criteri ben precisi, solo per vedere le regole venire stravolte quasi al fotofinish. Lo trovo un provvedimento difficile da digerire. Capisco la necessità di proteggere i piloti, ma se qualcuno riteneva che la propria vettura non fosse sicura al via, l’unica alternativa corretta sarebbe stata farla partire dalla corsia dei box”.

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