F1 GP Miami | Norris secondo: “Con una sosta anticipata avrei potuto vincere”

"Oggi non eravamo più veloci di Kimi", ha detto il campione in carica

F1 GP Miami | Norris secondo: “Con una sosta anticipata avrei potuto vincere”

Il Gran Premio di Miami di Formula 1 si è concluso con un bilancio estremamente positivo per la McLaren, che esce dalla Florida come la scuderia più efficace del fine settimana. Grazie a una progressione costante nelle prestazioni, il team di Woking ha ottenuto un doppio podio, che si somma alla doppietta ottenuta nella Sprint del sabato. In totale, la squadra ha raccolto 48 punti, consolidando la propria posizione nella lotta per il campionato mondiale.

Sul tracciato statunitense, storicamente favorevole alle caratteristiche della vettura britannica, Lando Norris ha messo in mostra una guida solida. Il campione del mondo in carica, scattato dalla quarta piazza, è riuscito a guadagnare due posizioni, chiudendo al secondo posto dopo un duello ravvicinato con Kimi Antonelli. La sfida tra la MCL40 e la Mercedes ha evidenziato i passi avanti compiuti dai tecnici papaya, permettendo a Norris di incassare complessivamente 26 punti nel corso dell’intero weekend.

La rimonta di Piastri e l’evoluzione tecnica della MCL40

A completare la festa McLaren è stato Oscar Piastri, protagonista di una prova di grande tenacia. Nonostante una piazzola di partenza meno favorevole, il pilota australiano è stato capace di risalire il gruppo guadagnando quattro posizioni. Il momento decisivo della sua gara è arrivato proprio all’ultimo giro, quando è riuscito a superare la Ferrari di Charles Leclerc conquistando il terzo gradino del podio, il suo secondo in questa stagione.

Il risultato di Miami non è frutto del caso, ma dell’introduzione della prima fase di un corposo pacchetto di sviluppi sulla MCL40. Le novità hanno risposto positivamente in tutte le sessioni, confermando che l’ottimizzazione del telaio e dello sfruttamento della power unit sta seguendo la direzione corretta. Il team resta comunque: in un campionato dove quattro scuderie lottano in pochi millesimi, ogni piccolo errore di esecuzione può costare caro. Per questo motivo, la squadra lavorerà intensamente in fabbrica durante la prossima settimana, in attesa della tappa di Montreal, dove sono previsti ulteriori aggiornamenti.

Le dichiarazioni di Lando Norris

Al termine della gara, Lando Norris ha analizzato il suo 45.o podio in carriera con un misto di soddisfazione e rigore metodico, soffermandosi sulla gestione della strategia e sul confronto diretto con la Mercedes di Antonelli: “Posso valutare questo risultato da due punti di vista differenti. Da un lato, sono estremamente felice della posizione in cui ci troviamo, ovvero lottare concretamente per la vittoria, aver ottenuto una pole e aver vinto la Sprint; considerando tutto questo, è stato un fine settimana decisamente solido. Sento di aver guidato molto bene durante l’intero weekend e ci sono molti aspetti positivi da portarsi a casa”.

“Come abbiamo visto, siamo migliorati in modo incredibile: lottare per il primo posto oggi è un traguardo notevole se pensiamo al nostro ritmo nelle ultime gare, dove, pur combattendo per il podio, non avevamo una velocità paragonabile a questa. Vedere che tutto il duro lavoro del team ha dato frutti immediati mi rende molto orgoglioso. D’altra parte, però, bisogna sempre chiedersi se abbiamo ottenuto il massimo oggi, e su questo punto nutro qualche dubbio. Credo ci fosse la possibilità di lottare meglio, evitando di farci beffare dall’undercut”.

“Anche se Kimi mi ha superato in pista perché aveva le gomme più calde in uscita dalla curva 2, non saremmo mai dovuti finire in quella situazione specifica. Non affermo che avremmo vinto comunque, perché Kimi ha guidato in modo eccellente e il suo passo a fine stint era davvero impressionante, ma se avessimo anticipato la sosta avremmo almeno avuto una chance di giocarcela, cosa che oggi non ci siamo concessi. Per questo motivo provo un pizzico di delusione”.

Interrogato sulla superiorità della Mercedes di Antonelli, Norris ha aggiunto ulteriori dettagli tecnici sul comportamento della sua vettura nei diversi settori del circuito: “Non credo che oggi fossimo più veloci di lui. Parliamo di margini minimi, ma il suo ritmo alla fine dello stint con le medie era molto più consistente del mio, ed è stato sorprendente vedere quanto fossero competitivi nella parte finale della prima frazione di gara. Penso che entrambi abbiamo spinto al limite in ogni giro, ma lui riusciva a restare più vicino quando mi inseguiva di quanto non riuscissi a fare io quando mi trovavo alle sue spalle”.

“Uno dei problemi principali è legato ai nostri punti di forza e di debolezza attuali: soffriamo ancora troppo nelle curve a media velocità, come la sequenza 4, 5 e 6, che è proprio il tratto che immette sul rettilineo più lungo. È lì che potresti forzare l’avversario a difendersi o tentare una manovra, ma essendo troppo deboli nei tratti veloci diventa complicato iniziare un attacco o indurre l’altro all’errore. Ci manca ancora qualcosa, forse appena un decimo, che può sembrare poco ma in giornate come questa fa tutta la differenza del mondo. Dobbiamo continuare a spingere se vogliamo davvero tornare a vincere con costanza”.

Norris ha poi chiarito la situazione riguardante un presunto problema tecnico alla sua ala posteriore, segnalato via radio dal suo ingegnere di pista Will Joseph durante il Gran Premio: “Non saprei dire con precisione cosa sia successo, devo ancora confrontarmi con i tecnici per capire cosa abbiano rilevato. Mi hanno semplicemente comunicato che c’erano dei problemi e che avrei dovuto rallentare leggermente il ritmo. In realtà ho faticato con il bilanciamento del retrotreno per tutta la durata della corsa, quindi non so quale parte specifica abbia dato problemi o se la situazione sia peggiorata col passare dei giri. Devo ancora approfondire la questione con la squadra”.

Guardando al futuro e al prossimo appuntamento in Canada, il pilota britannico mantiene un approccio realista, nonostante l’ottimismo derivante dai nuovi componenti introdotti a Miami: “Sarebbe sciocco non sentirsi fiduciosi dopo un salto di qualità simile. Sappiamo però che Miami è una pista che si adatta bene alle nostre caratteristiche. Io tendo sempre a vedere il bicchiere mezzo vuoto: questo tracciato ci favorisce, mentre in passato la Mercedes qui non era stata così brillante, eppure oggi erano velocissimi”.

“Montreal, invece, è un circuito dove la Mercedes è stata probabilmente la migliore negli ultimi cinque o sei anni, quindi dovremo attendere. Porteremo altri aggiornamenti, ma in Formula 1 è fin troppo facile trarre conclusioni affrettate dopo una singola gara. Bisogna valutare il pacchetto su diversi circuiti, dai cittadini a quelli più veloci, con temperature calde o fredde. Non ha senso correre troppo con la fantasia; sono fiero del team per questo weekend, ma voglio assicurarmi che continuino a lavorare sodo perché abbiamo ancora bisogno di migliorare”.

Infine, Norris ha espresso la sua opinione sull’impatto dei nuovi regolamenti FIA 2026 e sulla gestione dell’energia elettrica durante le sessioni di guida: “Credo che la FIA abbia gestito bene la situazione, è un piccolo passo nella direzione giusta, ma non siamo ancora al livello che la Formula 1 dovrebbe avere. Come abbiamo detto anche durante le qualifiche di ieri, se provi a spingere al massimo ovunque come si faceva negli anni passati, vieni penalizzato. Non puoi più guidare ‘flat out’ in ogni settore. Non si tratta più solo di quanto presto riesci ad aprire il gas, perché oggi ricevi penalità energetiche per questo genere di cose, il che non dovrebbe accadere. Onestamente non credo sia un problema risolvibile facilmente; l’unica soluzione sarebbe eliminare la batteria. Spero che tra qualche anno si possa andare in quella direzione”.

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