Gran Premio d’Italia, Monza: Anteprima ed orari del weekend

Gran Premio d’Italia, Monza: Anteprima ed orari del weekend

L’Autodromo Nazionale di Monza, nel parco reale sito poco a nord di Milano, ospita il Gran Premio d’Italia, sessantaduesima edizione valida per il campionato di Formula 1, tredicesima prova del mondiale 2011.

La Formula 1 giunge a Monza dopo uno straordinario Gran Premio del Belgio. A trionfare sulle Ardenne è stato ancora una volta Sebastian Vettel, seguito dal compagno di team Webber, fresco di rinnovo contrattuale, con Button giunto terzo. La Red Bull ha fatto segnare la seconda doppietta della stagione, dopo quella della Turchia.

Il weekend belga ha mostrato ancora una volta una Red Bull in stato di grazia e un pilota, Vettel, in grado di fare il bello e il cattivo tempo. Se all’inizio della gara il team austriaco era parso in leggerissima difficoltà, con Ferrari e McLaren che riuscivano a tenere il passo, dopo le prime soste e all’atto di montare le gomme di mescola più dura, il team di Mateschitz ha messo la freccia e ha dato a tutti appuntamento al traguardo.

La Ferrari è apparsa ancora in enormi difficoltà con le gomme medie. Alonso sembrava saldo in terza posizione dietro i due della Red Bull, ma sul finale della gara è stato raggiunto e superato da Jenson Button molto più veloce di lui. Oltre all’ormai annoso problema della Ferrari di non riuscire a far lavorare bene le gomme più dure, un altro assillo del cavallino è Felipe Massa. A conti fatti il team di Maranello corre con un solo pilota, Alonso, mentre il brasiliano manca assolutamente di grinta e decisione.

Solo ad inizio gara, con qualche sorpasso, è parso di rivedere il Massa dei tempi migliori, ma appena giunto dietro a Rosberg, partito con uno scatto fulmineo e issatosi per breve tempo al comando, è lì rimasto per un’infinità di giri mentre tutti gli altri avevano agevolmente superato il tedesco e se n’erano andati.

Alla luce di tutto ciò ci continuiamo a domandare che senso ha avuto prolungare il contratto del brasiliano anche per la stagione 2012. Dispiace dirlo, ma Massa dopo il terribile incidente dell’Hungaroring del Luglio 2009 non è più lo stesso pilota, qualcosa si è rotto e, a costo di apparire cinici, i team di Formula 1 non sono istituti di beneficenza e non conoscono la parola ‘gratitudine’. Ci sono molti giovani promettenti che bussano alle porte di blasonati team, e sarebbe ora che anche la Ferrari inizi a guardarsi intorno.

Il weekend del Gran Premio del Belgio segnava i vent’anni dal debutto di Michael Schumacher nel circus iridato. Il campione di Kerpen è stato festeggiato da tutto il paddock che lo ha omaggiato con ricordi e regali. Tuttavia le cose per Michael parevano essersi messe male. In qualifica infatti, a causa di una distrazione dei meccanici, è saltata via una ruota alla Mercedes numero 7, e Schumacher è stato quindi costretto a schierarsi in ventiquattresima posizione sulla griglia di partenza. Il tedesco è però stato protagonista di una brillantissima gara che l’ha portato a passare sul traguardo in quinta posizione.

Nell’ultima settimana, molti sono stati gli argomenti che hanno tenuto banco tra gli appassionati e gli addetti ai lavori. La notizia più importante è la separazione tra Heidfeld e la Renault. Poco prima del Gran Premio del Belgio era giunta voce che il pilota tedesco era stato appiedato per almeno due gare a favore di Bruno Senna. Heidfeld aveva subito annunciato un’iniziativa legale a tutela dei suoi diritti. La svolta poche ore fa, con l’accordo tra Renault e pilota per una separazione consensuale.

Si è anche tornati a parlare del calendario per la stagione 2012. Fino all’ultimo ci sono state richieste di modifiche per meglio permettere ai team di gestire le trasferte. Infine è giunto, via fax, il voto dei membri del Consiglio Mondiale che hanno approvato definitivamente il calendario. 20 gare, il via il 18 Marzo in Australia, il termine il 25 Novembre in Brasile. Entra il Gran Premio degli Stati Uniti sul nuovo Circuit of the Americas nei pressi di Austin in Texas, esce il Gran Premio di Turchia. Confermatissimo l’appuntamento di Monza a metà Settembre. Rientra, dopo le rivolte politico-sociali che avevano fatto saltare la gara lo scorso Marzo, il Gran Premio del Bahrain.

Il Gran Premio d’Italia si disputa sul circuito di Monza, situato all’interno del Parco Reale, il più grande parco recintato di tutta Europa. Si tratta di un tracciato antichissimo, il più antico circuito permanente al mondo dopo il mitico ovale di Indanapolis negli Stati Uniti. La costruzione dell’impianto cominciò nel 1922 su iniziativa dell’Automobile Club di Milano per festeggiare i venticinque anni della sua fondazione. Ultimo vero ‘tempio della velocità’ dopo i radicali cambiamenti apportati al circuito di Hockenheim nel 2002, il tracciato brianzolo vanta la media oraria più alta della Formula 1 e segna anche la gara più breve, in termini di tempo impiegato. I 306 km della gara vengono infatti coperti in circa un’ora e un quarto.

Sono quindi ben novant’anni che esiste il Gran Premio d’Italia, che tuttavia non si svolse a Monza, ma per la prima volta nel 1921 a Brescia, sul tracciato stradale di Montichiari, ed anche in altre tre occasioni la gara non si disputò sul circuito monzese: nel 1937 fu trasferita sul tormentato tracciato di Livorno, nel vano tentativo di favorire le vetture italiane (Alfa e Maserati) in debito di potenza contro le avversarie tedesche dominanti (Mercedes, che vinse con Caracciola, e Auto Union).

Nel dopoguerra, infine, furono Milano e Torino a ospitare il Gran Premio d’Italia, rispettivamente nel ’47 e ’48, mentre dal 1949 si tornò stabilmente a Monza. Da allora il veloce tracciato brianzolo è stato sempre sede del GP nazionale a eccezione del 1980, quando si gareggiò a Imola.

Fino ai primi anni ’60 la pista veniva spesso utilizzata in concomitanza all’anello ovale sopraelevato, che non fu più usato dal 1961, anno in cui avvenne il tragico incidente di Von Trips, che provocò anche la morte di 14 spettatori. Ma l’incidente più grave avvenne nel 1928 quando il pilota Emilio Materassi finì in mezzo al pubblico rimanendo ucciso insieme a 30 spettatori.

Fino al 1971 la pista era sprovvista di chicane, introdotte l’anno successivo, e ciò provocava il determinante e velocissimo gioco delle scie tra le vetture, con medie orarie che già superavano i 240 all’ora. Le varianti, poi spesso modificate negli anni, hanno reso Monza un circuito in cui l’accelerazione gioca un ruolo fondamentale.

Per la sua collocazione nel calendario, Monza ha rappresentato spesso un punto di selezione e di svolta nelle vicende del campionato mondiale. Moltissime volte, anzi, il titolo si è deciso matematicamente qui, l’ultima volta fu nel 1979, quando la Ferrari ottenne una storica doppietta con Scheckter e Villeneuve, vincendo il titolo piloti col sudafricano, prima del ventennale digiuno rotto da Schumacher.

E proprio Schumacher detiene il record di vittorie al Gran Premio d’Italia, ben 5, tutte con la Ferrari. A quota 4 c’è Nelson Piquet, mentre 3 affermazioni a testa sono il bottino di campionissimi come Nuvolari, Ascari, Fangio, Moss, Peterson e Prost. Il brasiliano Ayrton Senna, dopo tre vittorie sfiorate e perse sempre per un soffio (dall’87 all’89), riuscì finalmente nel 1990 a sfatare il suo tabù monzese, ripetendosi poi due anni dopo, anche grazie ai guai delle fortissime Williams Renault.

Sono note le gioiose invasioni di pista del pubblico a fine gara, soprattutto se vince una Ferrari, una consuetudine definitivamente codificata nel 1970 quando trionfò il quasi esordiente Regazzoni, svizzero ma di lingua italiana che a Monza andava sempre fortissimo, tanto da ripetersi anche nel ’75, nel giorno del primo trionfo mondiale del suo compagno Lauda, che riportava il titolo mondiale a Maranello dopo 11 anni. E gli italiani? Sono ormai quarantacinque anni che un italiano non vince a Monza: Scarfiotti trionfò nel 1966 a bordo di una Ferrari. Un digiuno che sembra purtroppo destinato a durare ancora.

Nel 1988 resta indimenticabile la doppietta ferrarista di Berger e Alboreto a pochi giorni dalla morte del mitico fondatore della scuderia, Enzo Ferrari.

Purtroppo, come detto, sul circuito di Monza spesso sono avvenuti anche incidenti mortali: oltre a Von Trips e Materassi, ricordiamo la morte di Rindt nel ’70 che non impedì allo sfortunato austriaco di diventare campione del mondo (pur se postumo), e quella di Peterson nel ’78. Il compianto svedese andava fortissimo a Monza, dove con la Lotus battè in volata per due anni consecutivi un avversario come Fittipaldi (’73 e ’74) e dove nel ’76 con una inadeguata March (che non era altro che una F2 “trasformata” in F1) riuscì a battere tutti sull’asfalto viscido, nel giorno del clamoroso ritorno alle corse di Niki Lauda dopo soltanto 40 giorni dal suo tremendo incidente sul Nurburgring, e che riuscì ad arrivare 4° pur con le ferite ancora sanguinanti. Un momento che mediaticamente cambiò per sempre il volto della Formula 1.

Gli anni ’90 vedono il ritorno alla vittoria della Ferrari dopo otto anni. Nel 1996 il neo ferrarista Schumacher vince il Gran Premio appena reduce da un’altra vittoria ottenuta in Belgio durante il Gran Premio precedente. Schumacher si ripete nuovamente nel 1998 e nel 2000 durante un Gran Premio tradico che vede la morte di Paolo Gislimberti, un giovane volontario del servizio anti incendio rimasto ferito a seguito della carambola verificatasi durante il primo giro alla Variante della Roggia.

I primi anni 2000 sono bottino della Ferrari con le affermazioni di Barrichello (2002 e 2004) e Schumacher (2000, 2003, 2006). Il Gran Premio d’Italia ha visto anche la prima vittoria in Formula 1 del colombiano Montoya nell’edizione 2001 svoltasi in un clima di lutto per i tragici attentati di New York e Washington dell’11 Settembre. Da ricordare anche l’edizione 2008, svoltasi completamente sotto la pioggia che vide la prima pole e la prima vittoria di Sebastian Vettel. Lo scorso anno si impose Fernando Alonso che diede il via alla sua rimonta iridata e che l’ha portato a giocarsi il titolo all’ultima gara.

Come da tradizione, il Gran Premio d’Italia segna la fine della stagione europea cominciata a Maggio, al termine della gara monzese la Formula 1 si avvierà alle tappe asiatiche di Singapore, Giappone, Corea, India e Abu Dhabi, col gran finale in sud America in Brasile.

La situazione di entrambe le classifiche iridate lascia poco spazio ai pronostici. Sebastian Vettel guida il mondiale con 92 punti di vantaggio sul compagno di squadra Webber, e con 102 punti sul ferrarista Alonso. In classifica costruttori la Red Bull ha 131 punti sulla McLaren con ancora 301 punti da assegnare.

Solo per rendere meglio l’idea, Vettel potrebbe saltare i prossimi Gran Premi d’Italia, Singapore e Giappone ed accontentarsi di un sesto posto in Corea e continuerebbe comunque a guidare la classifica. Un dominio netto e indiscutibile. Tuttavia andando ad analizzare nel dettaglio la stagione fin’ora disputata subito salta all’occhio come quello di quest’anno più che un dominio Red Bull sia un dominio Vettel! Ci si accorge infatti di come l’australiano abbia più o meno gli stessi punti dello scorso anno, mentre è Vettel ad averne molti di più rispetto al 2010. Questo non fa altro che confermare l’ottimo stato di forma del pilota tedesco e la grande maturazione raggiunta dopo la conquista del mondiale lo scorso anno.

E l’impressione è che, a meno di radicali modifiche ai regolamenti, l’accoppiata Vettel-Red Bull continuerà a segnare gli anni futuri.

Una piccola nota, in chiusura, per chi seguirà il weekend del Gran Premio d’Italia attraverso la televisione. La RAI ha comunicato che anche quest’anno trasmetterà sul canale Rai Sport 1 anche le tre sessioni di prove libere.

Domenico Della Valle – Francesco Ferrandino

INFO
Lunghezza del circuito: 5,793 km
Giri da percorrere: 53
Distanza totale: 306,720 km
Numero di curve: 11
Senso di marcia: orario
Mescole Pirelli: soffici/medie
Apertura farfalla: 70% della percorrenza

RECORD
Giro prova: 1:20.089 – R Barrichello – Ferrari – 2004
Giro gara: 1:21.046 – R Barrichello – Ferrari – 2004
Distanza: 1h14:19.838 – M Schumacher – Ferrari – 2003
Vittorie pilota: 5 – M Schumacher
Vittorie team: 18 – Ferrari
Pole pilota: 5 – J Fangio, A Senna
Pole team: 19 – Ferrari
Km in testa pilota: 1.386 – A Ascari
Km in testa team: 7.224 – Ferrari
Migliori giri pilota: 3 – P Hill, J Clark, C Regazzoni, A Senna, M Haikkinen, K Raikkonen
Migliori giri team: 19 – Ferrari
Podi pilota: 8 – M Schumacher
Podi team: 61 – Ferrari
———-

Albo d’oro
01. 1921* J Goux – Ballot
02. 1922* P Bordino – FIAT
03. 1923* C Salamano – FIAT
04. 1924* A Ascari – Alfa Romeo
05. 1925* G Brilli-Peri – Alfa Romeo
06. 1926* L Charavel – Bugatti
07. 1927* R Benoist – Delage
08. 1928* L Chiron – Bugatti
09. 1931* G Campari, T Nuvolari – Alfa Romeo
10. 1932* T Nuvolari – Alfa Romeo
11. 1933* L Fagioli – Alfa Romeo
12. 1934* L Fagioli, R Caracciola – Mercedes
13. 1935* H Stuck – Auto Union
14. 1936* B Rosemeyer – Auto Union
15. 1937* R Caracciola – Mercedes
16. 1938* T Nuvolari – Auto Union
17. 1947* C Trossi – Alfa Romeo
18. 1948* J Wimille – Alfa Romeo
19. 1949* A Ascari – Ferrari
20. 1950 N Farina – Alfa Romeo
21. 1951 A Ascari – Ferrari
22. 1952 A Ascari – Ferrari
23. 1953 J Fangio – Maserati
24. 1954 J Fangio – Mercedes
25. 1955 J Fangio – Mercedes
26. 1956 S Moss – Maserati
27. 1957 S Moss – Vanwall
28. 1958 T Brooks – Vanwall
29. 1959 S Moss – Cooper Climax
30. 1960 P Hill – Ferrari
31. 1961 P Hill – Ferrari
32. 1962 G Hill – BRM
33. 1963 J Clark – Lotus Climax
34. 1964 J Surtees – Ferrari
35. 1965 J Stewart – BRM
36. 1966 L Scarfiotti – Ferrari
37. 1967 J Surtees – Honda
38. 1968 D Hulme – McLaren Ford
39. 1969 J Stewart – Matra Ford
40. 1970 C Regazzoni – Ferrari
41. 1971 P Gethin – BRM
42. 1972 E Fittipaldi – Lotus Ford
43. 1973 R Peterson – Lotus Ford
44. 1974 R Peterson – Lotus Ford
45. 1975 C Regazzoni – Ferrari
46. 1976 R Peterson – March Ford
47. 1977 M Andretti – Lotus Ford
48. 1978 N Lauda – Brabham Alfa Romeo
49. 1979 J Scheckter – Ferrari
50. 1980 N Piquet – Brabham Ford
51. 1981 A Prost – Renault
52. 1982 R Arnoux – Renault
53. 1983 N Piquet – Brabham BMW
54. 1984 N Lauda – McLaren TAG
55. 1985 A Prost – McLaren TAG
56. 1986 N Piquet – Williams Honda
57. 1987 N Piquet – Williams Honda
58. 1988 G Berger – Ferrari
59. 1989 A Prost – McLaren Honda
60. 1990 A Senna – McLaren Honda
61. 1991 N Mansell – Williams Renault
62. 1992 A Senna – McLaren Honda
63. 1993 D Hill – Williams Renault
64. 1994 D Hill – Williams Renault
65. 1995 J Herbert – Benetton Renault
66. 1996 M Schumacher – Ferrari
67. 1997 D Coulthard – McLaren Mercedes
68. 1998 M Schumacher – Ferrari
69. 1999 H Frentzen – Jordan Mugen Honda
70. 2000 M Schumacher – Ferrari
71. 2001 J Montoya – Williams BMW
72. 2002 R Barrichello – Ferrari
73. 2003 M Schumacher – Ferrari
74. 2004 R Barrichello – Ferrari
75. 2005 J Montoya – McLaren Mercedes
76. 2006 M Schumacher – Ferrari
77. 2007 F Alonso – McLaren Mercedes
78. 2008 S Vettel – Toro Rosso Ferrari
79. 2009 R Barrichello – Brawn GP Mercedes
80. 2010 F Alonso – Ferrari

*Edizioni non valide per il Campionato del Mondo di Formula 1
———

Gli orari del Gran Premio d’Italia

Venerdì 9 Settembre
10:00-11:30 Prove Libere 1 – Rai Sport 1
14:00-15:30 Prove Libere 2 – Rai Sport 1

Sabato 10 Settembre
11:00-12:00 Prove Libere 3 – Rai Sport 1
14:00-15:00 Qualifiche – Rai Due

Domenica 11 Settembre
14:00 Gara – Rai Uno

Leggi altri articoli in Gran Premi

Lascia un commento

20 commenti
  1. Kimi F1

    4 settembre 2011 at 11:54

    Peccato che Monza da quando hanno congelato i motori ha perso tanto del suo fascino ed è diventata una gara qualunque

    • Paolo93

      4 settembre 2011 at 12:14

      Non esageriamo a dire che è diventata una gara qualunque, perchè, è vero che hanno perso almeno 20 km/h, però si raggiunge comunque la velocità più alta di tutto il mondiale, e poi Monza è Monza, ha sempre più fascino delle altre.

      • Top Fuel

        4 settembre 2011 at 19:57

        Monza è Monza e non si discute.

    • michele

      8 settembre 2011 at 13:22

      Vorrei vedere un motore fumare, … a Monza.
      Sarebbe a dire che qualcuno ha cercato di andare oltre, di fare un motore al limite.
      Ma hanno castrato anche i motori!!!!
      E’ come quando devi andare con una donna e qualcuno ti dice….vacci,… ma … con calma, …se proprio devi.
      Oppure se qualcuno ti dice se devi proprio volare.., vola basso.
      Ha un senso questa cosa???

  2. Rezz

    4 settembre 2011 at 13:57

    Direi che il fatto che Massa abbia corso in Ferrari nel 2011 dimostri che la parola “gratitudine” esiste in F1, così come il fatto che lo abbiano riconfermato per il 2012 dimostra che esiste anche la parola “masochismo”! 🙂

  3. Maxfunkel

    4 settembre 2011 at 18:56

    Monza è sempre stato il TEMPIO della velocità, dove i migliori motiristi sfoderavano le “armi segrete” con supermotori spremuti al limite e benzine da qualifica per arrivare a velocità stratosferiche sul rettilineo dei box… chi ha visto in azione come me i 12 cilindri ad inizio anni ’90 con il loro suono acutissimo ma armonioso o i 10 cilindri dei primi anni 2000 non può che rmpiangere quell’epoca che fu soppiantata da un periodo di congelamento veramente IGNOBILE. Adesso si cerca la prestazione lavorando sull’aerodinamica spendendo cifre folli al confronto delle quali i vecchi budget dei motoristi erano bazzecole… complimenti!

    • JDM

      4 settembre 2011 at 19:24

      Permettimi di aggiungere al tuo commento che spendendo queste cifre per la parte aerodinamica, le varie auto prodotte in serie non ne traggono alcun beneficio, cosa che invece sarebbe possibile con uno sviluppo dei motori (efficenza, consumi, potenza ecc ecc..)

      • Ale

        4 settembre 2011 at 23:13

        sante parole

  4. Ciccio

    5 settembre 2011 at 09:43

    Ragazzi! Qualcuno per caso saprebbe dirmi il posto migliore per il prato??? E soprattutto a che ora andare! È la prima volta per me…

    • y3ll0w

      5 settembre 2011 at 10:27

      possibilmente lontano da occhi indiscreti, meglio se dietro un cespuglio. Andateci di sera, al tramonto: è più romantico. Non aver paura ciccio, il tuo ragazzo sarà delicato con te.
      XD

      • Ciccio

        5 settembre 2011 at 23:28

        Ahahaa

    • Alex87

      5 settembre 2011 at 17:56

      Parabolica interna, c’è anche il maxi-schermo davanti 😉

      • Alex87

        5 settembre 2011 at 17:57

        Ti consiglio di essere lì in autodromo per l’inizio delle gare di contorno, se no si riempie troppo…fidati, ci vado tutti gl anni, abitando a pochi metri dal parco 😉

    • Ciccio

      5 settembre 2011 at 23:29

      Oltre alla parabolica interna?

      • Alex87

        7 settembre 2011 at 11:23

        Dipende da che biglietto hai…se hai il prato, ti conviene la parabolica interna, se no la prima variante e l’Ascari sono i punti più emozionanti…

  5. Beppe (tifoso RedBull)

    5 settembre 2011 at 12:19

    Anche Monza come il resto dei circuiti, ha perso il suo fascino, rovinata dalla nuova chicane e dall’assurda seconda di Lesmo.
    Un tempo la seconda di Lesmo permetteva di riconoscere i piloti di qualità, oggi è quasi tutto appiattito.

    Beppe

  6. TALLONSO

    5 settembre 2011 at 13:30

    Speriamo in una buona prestazione della Ferrari questa domenca… visto la scarsa prestazione a spa… voi che ne dite???

  7. Elena (Mclaren)

    5 settembre 2011 at 13:58

    …dico che ci sono andata l’anno scorso e quest’anno mi scoccerà guardarla dalla tv..io ero alla prima variante (variante alta velocità)..e mi sono divertita un sacco..;-)
    c’ero già stata nel 2002 con il mio babbo, sempre in quella tribuna, dopo aver vinto due biglietti con un concorso della gazzetta dello sport (che non fa più purtroppo. Era per i veri appassionati di F1 perkè bisognava rispondere a delle domande)..

  8. TIFOSO ALONSO E RAIKKONEN

    5 settembre 2011 at 19:40

    vai nando fai tris a monza dopo 2007 e 2010 …

  9. Alexmah

    8 settembre 2011 at 18:33

    Pronostico una vittoria di Di Grassi con la toyota del 2009

You must be logged in to post a comment Login

Articoli correlati