F1 | Vasseur sul 2020: “Per la prima volta ho visto collaborazione da parte di tutti”

"Scuderie, FIA e FOM hanno lavorato duramente per disputare il mondiale", ha aggiunto

F1 | Vasseur sul 2020: “Per la prima volta ho visto collaborazione da parte di tutti”

La stagione 2020 di Formula 1 è stata oltremodo particolare. La pandemia causata dal Coronavirus ha stravolto i piani del Circus, che si è ritrovato a Melbourne a marzo senza sapere come andare avanti dopo la cancellazione del Gran Premio d’Australia. I mesi che hanno preceduto l’avvio del mondiale il 5 luglio a Zeltweg sono stati frenetici: bisognava innanzitutto riorganizzare un calendario degno di questo sport. I team hanno rinunciato al diritto di veto in merito alle modifiche del calendario, la FIA ha spinto come non mai per cercare di trovare una soluzione e la FOM si è resa disponibile, insieme a Liberty Media, per organizzare il campionato appena finito.

E’ stato firmato il nuovo Patto della Concordia (non senza polemiche, ndr) e si è arrivati anche all’approvazione del budget cap, oltre al rinvio al 2022 del nuovo regolamento tecnico, così da abbattere i costi e permettere ai team di costruire vetture non troppo dissimili da quelle viste nel 2020. Non si poteva non correre, perché molte squadre sarebbero state travolte dalla crisi economica, così come molti organizzatori, e si è arrivati a un’unione di intenti, merce rara in Formula 1, come sottolineato da Frederic Vasseur, team principal dell’Alfa Romeo.

“E’ stata una sensazione strana – ammette Vasseur a GPFans Global – perché a marzo avevo il timore di non poter correre affatto nel 2020, con la consapevolezza di avere una stagione completamente cancellata. Sono contento di come il mondo della Formula 1, in particolare la FIA nella persona di Jean Todt si sia mosso insieme a FOM e team per trovare un accordo. Tutti hanno collaborato per trovare una soluzione, credo sia stata la prima volta. Siamo riusciti a stipulare il Patto della Concordia e approvato il budget cap. Quando siamo tornati alla realtà il 5 luglio eravamo consapevoli di dover disputare 17 gare in cinque mesi, una prova veramente difficile”.

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