F1 | Toro Rosso, Gasly a punti: “Felice di come stanno andando le cose”

"La mia gara era compromessa ancor prima dell'incidente con Kimi", ha detto Kvyat

F1 | Toro Rosso, Gasly a punti: “Felice di come stanno andando le cose”

Sorride a metà la Toro Rosso dopo il Gran Premio di Singapore. Gasly è riuscito a conquistare l’ottava posizione, portando a casa punti preziosi per se stesso, ma soprattutto per il team, gestendo molto bene le sue gomme nel primo stint e restando addirittura in seconda posizione per alcuni giri dietro al leader Giovinazzi. Ha ingaggiato un’inaspettata battaglia con Vettel che stava per pregiudicare la gara di entrambi, ma fortunatamente tutto è andato per il verso giusto. Sfortunato invece Kvyat, quindicesimo al traguardo e pieno di problemi per tutta la durata della corsa, contatto con Raikkonen compreso.

“Questa gara mi è piaciuta tantissimo – ha detto Gasly. Le cose non sono andate proprio come speravamo con l’ingresso della prima Safety Car, ma l’ultima parte della gara è stata davvero entusiasmante. L’inizio per noi è stato abbastanza positivo, e anche se in quel momento non lo sapevo, abbiamo corso per la seconda posizione alcuni giri prima della sosta! Poi quando è uscita la SC abbiamo perso tre o quattro posizioni, è stato piuttosto irritante. Ho dato tutto quel che avevo per poter passare Kimi e poi ho ingaggiato delle battaglie con Kevin e Lance, quindi è bello aver conquistato dei punti. È stata una gara difficile, ma questo è un bel risultato per la squadra in ottica campionato, visto che è piuttosto combattuto. Sono davvero felice per come stanno andando le cose con il team: miglioriamo ogni weekend e dobbiamo continuare a spingere nella stessa direzione per le prossime gare”.

“Semplicemente, non era la mia giornata – ha ammesso Kvyat. Quando ti ritrovi ad affrontare gare come questa, puoi solo alzare la mano, prenderti la colpa e passare alla corsa successiva. Oggi potevo andare a punti, ma sfortunatamente non ci sono riuscito. Sono rimasto bloccato dietro dei piloti e non ho guidato al massimo delle mie potenzialità. Non cerco scuse, ma mi sono anche ritrovato a dover gestire gli specchietti stranamente appannati che non mi aiutavano a difendermi: ho solo dovuto dare più spazio a causa della mancanza di visibilità. Alla fine il contatto con Kimi ha danneggiato la mia auto, rendendo tutto ancora più complicato, ma la mia gara era già compromessa”.

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