Formula 1 | Pirelli in Giappone con Red Bull e Racing Bulls per test sul bagnato

Lawson e Hadjar in pista a Suzuka con le due squadre della famiglia Red Bull

Formula 1 | Pirelli in Giappone con Red Bull e Racing Bulls per test sul bagnato

Mentre il Circus della Formula 1 va in vacanza (quantomeno su pista) dopo un Gran Premio del Giappone che ha lasciato in dote pesanti interrogativi sulla sicurezza e sulla gestione regolamentare, l’attività in pista a Suzuka non si è fermata del tutto. Pirelli, il fornitore unico di pneumatici, è rimasto sul tracciato nipponico per una due giorni di test fondamentali, mirati a deliberare le nuove soluzioni per le coperture da bagnato. Il tempismo della sessione si è rivelato paradossalmente perfetto: le previsioni meteorologiche del martedì, che annunciavano piogge persistenti, hanno permesso ai tecnici della Bicocca di adattare immediatamente il piano di lavoro, trasformando la giornata in un laboratorio a cielo aperto per le mescole Intermedie e Full Wet.

A supportare il lavoro della casa milanese sono rimasti in Giappone i due team di casa Red Bull: la scuderia madre di Milton Keynes e la Racing Bulls. La scelta dei piloti è ricaduta sui giovani titolari, con Isack Hadjar impegnato sulla Red Bull e Liam Lawson al volante della Racing Bulls. Entrambi si sono trovati ad affrontare uno dei circuiti più severi dell’intero calendario mondiale in condizioni di aderenza precaria, un contesto ideale per mettere alla frusta l’integrità strutturale e la capacità di drenaggio dei nuovi prototipi.

La sfida tecnologica tra Full Wet e Intermedie

La mattinata è iniziata sotto un cielo plumbeo, con l’asfalto di Suzuka ancora saturo per le precipitazioni torrenziali avvenute durante la notte. Questa situazione ha permesso ad Hadjar e Lawson di concentrarsi esclusivamente sulle soluzioni Full Wet. Pirelli ha portato in pista non solo le mescole standard, ma anche alcuni prototipi caratterizzati da disegni del battistrada sperimentali, differenti da quelli attualmente omologati per la stagione in corso. Questi “screening run” sono serviti per valutare la capacità della gomma di espellere l’acqua a velocità elevate, riducendo il rischio di aquaplaning in tratti critici come la curva 130R o la sequenza di “S” del primo settore.

Con il passare delle ore, la pista ha iniziato a mostrare una traiettoria parzialmente asciutta, permettendo ai team di passare al test delle coperture Intermedie. La variabilità del clima giapponese ha giocato un ruolo da protagonista: un improvviso temporale pomeridiano ha costretto i commissari a interrompere anticipatamente la sessione, ricordando a tutti quanto la gestione del bagnato rimanga una delle variabili più complesse e pericolose di questo sport. Nonostante lo stop forzato, il volume di dati raccolto è stato significativo. Isack Hadjar ha completato 69 giri, percorrendo complessivamente 401 chilometri, mentre Liam Lawson ha messo a referto 65 tornate per un totale di 377 chilometri.

I numeri della giornata e il cambio della guardia

Dal punto di vista cronometrico, Hadjar ha fermato il cronometro sull’1:45.510, mentre Lawson ha siglato un miglior tempo di 1:48.025. Entrambe le prestazioni sono state ottenute nella finestra pomeridiana con gomme Intermedie, prima che il meteo peggiorasse nuovamente. Le temperature sono rimaste piuttosto basse, con una media di 19°C per quanto riguarda l’asfalto e 17°C per l’aria, fattori che hanno messo ulteriormente alla prova la capacità di riscaldamento delle coperture (il cosiddetto warm-up).

La sessione di test proseguirà oggi con un leggero cambio di line-up. Se Isack Hadjar rimarrà al volante della Red Bull per completare il programma di lavoro sulle mescole da asciutto (previsto un miglioramento del meteo), in casa Racing Bulls sarà il momento del giovane Arvid Lindblad.

In questa prima fase del mondiale si è parlato davvero poco di gomme, questo perché le nuove power unit e uno scempio di regolamento tecnico hanno messo a nudo tutte le problematiche di questa nuova Formula 1 che, diciamocelo, non piace proprio a nessuno, se non a Toto Wolff e a qualche ingegnere sparso qua e là per il paddock. In gara soprattutto le valutazioni sul degrado degli pneumatici vengono ampiamente sostituite dai cali di potenza improvvisi delle power unit e dalle velocità che vanno a ridursi in pieno rettilineo.

La Formula 1 e la FIA avranno un tavolo di confronto il prossimo 9 aprile a Londra, perché quello che abbiamo visto in queste prime tre gare non può in alcun modo essere considerato positivo, per tantissimi motivi e per buona pace di chi dice che queste regole siano da puro racing. Nel frattempo, in Giappone, si lavora ancora sugli pneumatici del 2027, sperando che possano essere montati su vetture che siano degne di rappresentare questo sport sempre più bistrattato.

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