F1 | L’orgoglio di Vettel: il suo “attacco” getta più di un’ombra sulla gestione Ferrari

Le parole di Vettel suonano come una condanna senza appello per la Ferrari (alla quale spetta il diritto di replica)

F1 | L’orgoglio di Vettel: il suo “attacco” getta più di un’ombra sulla gestione Ferrari

Lo sguardo cattivo, avvelenato, del campione ferito. Determinato e schietto come raramente lo si era visto, Sebastian Vettel è un fiume in piena che mette a nudo la Ferrari in mondovisione, inguaiando agli occhi degli appassionati un management quantomeno incoerente nei tempi e nei modi, perché alla fine i nodi vengono vengono al pettine e da separato in casa non c’è più necessità di essere oltremodo diplomatici.

Meno sorridente del solito, cattivo, critico e sincero, Sebastian non le manda a dire sotto nessun punto di vista. Mentre Leclerc prova ad indorare la pillola parlando del lavoro che la Rossa ha dovuto fare per rimediare ai difetti congeniti della monoposto, Sebastian già sul punto entra a gamba tesa: “I ragazzi in fabbrica hanno fatto il massimo per portare qualche pezzo nuovo qui, non ci sono riusciti e se ne parlerà in Ungheria”.

La Ferrari, semplicemente, non ce l’ha fatta a sviluppare la SF1000 in tempo. Senza troppi giri di parole. Dimentichiamoci anche del team player altruista che ha coperto le spalle a Charles Leclerc a Spa nel 2019, contribuendo alla vittoria del monegasco in Belgio.

Sebastian ha affermato in modo alquanto deciso che “Ognuno di noi corre per se stesso, qualora la situazione di classifica lo permettesse sarebbe normale per i piloti dello stesso team aiutarsi a vicenda, ma io non lascerò passare Charles né gli renderò la vita facile. In F1 corriamo per fare risultato”. 

Mi avete messo alla porta e vi aspettate faccia il paggetto? Manco per idea. Sebastian è un coacervo di rabbia e orgoglio pronto a spaccare tutto, con un palpabile rancore verso il team. La delusione per l’appiedamento da parte di Maranello è evidente, lo stesso pilota non riesce a nascondere la profonda amarezza, con parole che hanno già fatto il giro del mondo perché gettano ulteriori ombre sulla già discussa gestione Ferrari.

“Sono rimasto davvero sorpreso quando ho ricevuto la telefonata di Binotto e ho saputo che la Ferrari non aveva alcuna intenzione di continuare con me. Non abbiamo mai iniziato una vera e propria discussione per il rinnovo e non c’è mai stata nessuna offerta sul tavolo”.

Boom. Parole pesantissime, che smascherano definitivamente la Ferrari, stracciando il velo di Maya dell’ipocrisia e smentendo del tutto quella che era la versione “ufficiale”. Se vi ricordate lo scarno comunicato di Maranello parlava di squadra e pilota che avevano deciso di comune accordo di non continuare insieme. Dopo mesi nei quali Binotto aveva ripetuto che continuare con Vettel fosse la prima opzione della Ferrari, arrivando a far capire che il rinnovo fosse quasi scontato.

La Ferrari invece trattava con Sainz e aveva già deciso di scaricare il quattro volte campione del mondo. Vettel, probabilmente, avrà voluto mettere le cose in chiaro per non passare come il venale che aveva rifiutato un’offerta di rinnovo al ribasso in tempi comunque difficili. Offerta che, stando a sentire il pilota, non gli è mai invero pervenuta.

Ad uscirne malissimo è quindi la Ferrari. Il Cavallino aveva il diritto sacrosanto di scegliere ciò che riteneva meglio per se stessa, seguendo le proprie logiche aziendali. Carlos Sainz in questa ottica resta un’ottima scelta. Ma esistono modi e tempi adeguati, nonché una certa coerenza di fondo che non dovrebbe mai mancare.

Vettel è un campione incattivito e ferito nell’orgoglio, che correrà con il chiaro intento di far ricredere chi non gli ha rinnovato la fiducia. Non sarà tenero né con la squadra né con il coccolatissimo compagno di squadra. A Binotto (e agli altri troppo assenti vertici manageriali) spetta il diritto di replica (siamo curiosi), dopo che Sebastian ha fatto fare al management una pessima figura agli occhi di migliaia di appassionati.

Davvero non c’è stata mai trattativa per il rinnovo? E in questo caso perché mentire pubblicamente parlando di Vettel come prima opzione? Chi ci ha guadagnato da tutto questo? Non certo la Ferrari, alle cui ormai certe difficoltà tecniche si aggiungono una tensione interna e un rapporto complicato tra i piloti, fattori che non aiuteranno un team che intanto perde colpi anche a livello di immagine.

Antonino Rendina


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