F1 | Gran Premio del Canada: l’analisi delle qualifiche

Dal capolavoro di Vettel all'eliminazione di Verstappen in Q2: i punti chiave del sabato di Montréal

F1 | Gran Premio del Canada: l’analisi delle qualifiche

Dopo l’exploit del Bahrain, la Ferrari riesce finalmente a tornare in pole position a Montréal, grazie alla straordinaria prestazione di Sebastian Vettel, autore di un giro mozzafiato negli ultimi secondi della Q3. Il tedesco del team di Maranello è riuscito a mettere insieme tre ottimi intertempi, sufficienti per conquistare la casella più ambita della griglia e per mettersi alle spalle il rivale più temibile, Lewis Hamilton. Il pilota inglese della Mercedes, infatti, nonostante un giro molto pulito e con pochissime sbavature, non è riuscito ad agguantare la pole position, rimanendo staccato di circa due decimi dal battistrada. In seconda fila partiranno Charles Leclerc, protagonista di un errore nel corso del suo ultimo tentativo, e uno strabiliante Daniel Ricciardo, protagonista di giornata insieme a Sebastian Vettel. L’australiano della Renault si è preso una bella rivincita nei confronti della sua ex squadra, la Red Bull, sfruttando le sfortune e gli errori altrui per mettersi alle spalle sia Pierre Gasly che Valtteri Bottas. Non è stata una giornata particolarmente entusiasmante per il finlandese della Mercedes, autore di una Q3 tutt’altro che positiva, dati i numerosi errori che non gli hanno permesso di andare oltre il sesto posto.

Giornata positiva per la McLaren, capace di andare in Q3 con entrambe le vetture: un risultato positivo su un circuito che, in teoria, dovrebbe ben adattarsi alle caratteristiche della MCL34. Il lato negativo della medaglia è la penalizzazione di tre posizioni in griglia rimediata da Carlos Sainz Jr. per aver ostacolato Alexander Albon nel corso delle qualifiche. Un peccato aver rovinato un risultato di squadra così positivo con una tale ingenuità. A chiudere la top ten la Haas di Kevin Magnussen, andato però a muro sul rettilineo di arrivo in Q2, con conseguenze piuttosto importanti per la sua vettura: come confermato dal team, infatti, il pilota danese sarà costretto a partire dalla pit lane a causa delle numerose riparazioni da apportare sulla sua VF19.

Tra i primi 10 non figura il nome di Max Verstappen, suo malgrado vittima dell’incidente che ha visto protagonista proprio Magnussen negli ultimi secondi della Q2. A causa della bandiera rossa esposta in seguito al contatto con il muretto, il pilota olandese della Red Bull non è riuscito a completare il suo giro veloce e ad ottenere un tempo valido per passare alla sessione successiva, rimanendo escluso già nella seconda fase della qualifica. Altre esclusioni eccellenti sono state quelle di Kimi Raikkonen e delle due Racing Point, fuori già in Q1. Vedere il finlandese e Sergio Perez eliminati così presto ha destato senza dubbio scalpore, anche se quello di Raikkonen con la pista canadese non è un rapporto che si potrebbe definire idilliaco, anzi.

Q1: Sofferenza Alfa Romeo e Racing Point

Se, come spesso accade, la battaglia per le prime posizioni non ci ha riservato grandi sorprese, con i top team pronti ad occupare le posizioni più rilevanti, la lotta per passare la tagliola del Q1 è stata piuttosto interessante, regalando anche diverse sorprese. Con ben 9 piloti racchiusi in meno di tre decimi, a conferma di una midfield molto compatta, bisognava mettere insieme un giro senza sbavature per evitare l’esclusione già nella prima fase della qualifica. Per la settima volta consecutiva, Lance Stroll non è riuscito a completare un giro valido per evitare l’eliminazione e sarà costretto, nel suo Gran Premio di casa, a partire dal fondo dello schieramento, davanti solamente alle due Williams. È ormai consuetudine vedere la squadra di Grove occupare gli ultimi due posti della griglia, ma c’è da sottolineare come si stia lavorando intensamente per cercare di ridurre il gap da chi precede, introducendo continui aggiornamenti volti al migliorare la vettura. È stata una giornata molto complicata per la Racing Point, la quale ha visto l’eliminazione non solo di Stroll, che ha pagato anche lo scotto di girare con un motore vecchio dopo i problemi accusati in FP3 alla nuova unità introdotta proprio durante questo weekend, ma pure del proprio pilota di punta Sergio Perez, incappato in un sabato complicato che lo ha visto costretto ad abbandonare le qualifiche già in Q1. “Avevamo il passo per passare in Q2 e andare oltre. È la peggior sensazione che si può avere come pilota, quando sai che avresti potuto fare molto meglio. Vedremo cosa saremo in grado di fare domani. Non ci arrenderemo”, ha commentato il messicano dopo le prove. Attenzione a non sottovalutare la squadra anglo-canadese, che dispone di due piloti che in tema di rimonte e di passo gara sanno dire la loro.

Non è andata particolarmente meglio neanche a Kimi Raikkonen, solo diciassettesimo, alle prese con un’Alfa Romeo che sembra aver fatto passi da gambero rispetto alle prime gare della stagione: “Abbiamo provato due volte, ma semplicemente non siamo stati abbastanza veloci in Q1. Semplicemente questo. Sì, il tracciato era scivoloso, ma questa non è una scusa ed è lo stesso per tutti”, sono state le parole del finlandese.

Q2: Eliminato Max Verstappen

La sorpresa della seconda frazione di qualifica senza dubbio non può non essere l’eliminazione di Max Verstappen, figlia di diverse situazioni che non lo hanno portato ad ottenere un tempo valido per accedere alla Q3. L’idea dei top team, infatti, era quella di provare a qualificarsi con la gomma media, in modo da avere un vantaggio per la gara nella scelta delle strategie, con un maggior ventaglio di possibilità. Le due Ferrari, le due Mercedes e Verstappen hanno seguito proprio questa tattica, scendendo in pista con un compound diverso dalla concorrenza e tentando il giro veloce, ma non è stato così semplice come potrebbe sembrare. L’unica squadra che è riuscita ad ottenere un tempo valido nel corso del primo tentativo per accedere alla Q3 è stata quella di Maranello, la quale, in questo modo, ha oltretutto conservato un nuovo set di medie in vista della gara. Per la Mercedes, invece, si è reso necessario un secondo tentativo e si è dovuto sfruttare il secondo ed ultimo set di pneumatici nuovi a banda gialla: date le previsioni che parlano di una gara ad una singola sosta, non dovrebbe essere un grosso problema per la casa di Stoccarda, ma non è neanche da escludere che una safety car possa cambiare le carte in tavola. Peggio è andata a Max Verstappen, vittima del traffico nel corso del primo tentativo, fattore che non gli aveva permesso di ottenere un buon crono. Al fine di non rischiare una possibile scottante eliminazione già in Q2, per il secondo run la Red Bull si era cautelata montando la mescola soft, la più prestazionale tra quelle a disposizione, allineandosi quindi alla scelta dei rivali: l’incidente di Kevin Magnussen negli ultimi secondi ha però privato l’olandese dell’opportunità di migliorarsi, costringendolo a rimanere con il tempo fatto segnare quando “calzaca” ancora la gomma media ad inizio sessione, indubbiamente non sufficiente per sperare di passare la tagliola ed accedere al Q3. Indubbiamente si è trattata di un’eliminazione figlia degli eventi piuttosto che di performance pura, con il giovane talento olandese che ora sarà costretto ad una rimonta da metà schieramento.

Il botto di Magnussen ha avuto conseguenze anche per altri piloti che, sfortunatamente, non hanno avuto l’opportunità di completare il proprio giro a causa della bandiera rossa e di migliorare il proprio crono. Tra questi vi è proprio anche il compagno di squadra del danese, Romain Grosjean, costretto ad abortire il proprio giro quando stava ottenendo parziali che molto probabilmente gli sarebbero valsi il passaggio in Q3. Tra gli altri eliminati, oltre al già citato pilota francese della Haas e Max Verstappen, anche Antonio Giovinazzi e le due Toro Rosso.

Q3: Il capolavoro di Vettel

Per battere Lewis Hamilton serviva un capolavoro e Sebastian Vettel in qualifica non è stato da meno. Grazie ad un giro meraviglioso, infatti, il tedesco della Ferrari è riuscito a portarsi a casa la tanto attesa pole position che, seppur non porti punti, era ciò che serviva a Vettel, alla Rossa e a i tifosi per portare una boccata d’aria fresca in un avvio di stagione complicato per la SF90, lontana dalle aspettative e dalle prestazioni della rivale W10.

Ma perché quello del quattro volte campione del mondo è stato un giro capolavoro? Che quella del Canada potesse essere una pista “amica” rispetto agli appuntamenti precedenti era ben noto, ma ciò non toglie che anche questo tracciato presentasse comunque delle difficoltà per la SF90, soprattutto nel primo e nel secondo settore, quelli più guidati, dove la velocità di percorrenza in curva e un anteriore rapido e preciso nei cambi di direzione possono segnare un solco importante in termini cronometrici. Vettel ha fatto la differenza proprio in questi due primi settori, fino a quel momento terra Mercedes, togliendo rispettivamente circa 2 decimi per ogni intertempo rispetto ai suoi personal best e riuscendo a contenere il distacco da Hamilton nell’ordine del decimo, abbastanza per pensare di sfruttare una delle migliori caratteristiche di questa SF90 e guadagnare tempo prezioso sul lungo rettilineo nella terza ed ultima parte di pista per puntare alla pole position. Delle dolci pennellate, curva dopo curva, senza la minima sbavatura. È questo ciò che ha permesso al campione tedesco di riuscire ad ottenere una tanta desiderata quanto bella pole position. “Oggi è stata un’ottima giornata per noi” – ha dichiarato Vettel nella interviste post qualifiche -. “Sono molto contento per tutto il team. Gli ultimi mesi non sono stati facili ed è particolarmente piacevole ottenere risultati belli come questa pole position, che manda ai ragazzi della squadra un messaggio positivo. Questa qualifica mi ha dato una scarica di adrenalina incredibile, che meraviglia quando per radio mi hanno detto che ce l’avevo fatta! Sono rimasto sempre super concentrato e sono riuscito a massimizzare la performance in entrambi i giri lanciati. Arrivando qui in Canada sapevamo che avremmo avuto delle buone possibilità di fare bene e siamo stati all’altezza delle aspettative. Il nostro passo qui è migliore e il fatto di avere praticamente la certezza di non dover ricorrere alle gomme Soft ci rende fiduciosi. Intanto partiamo davanti, poi è chiaro che in gara tutto può succedere. Di sicuro io darò il massimo”, ha poi aggiunto il pilota della Rossa.

Per battere Lewis Hamilton serviva un capolavoro, dicevamo. Perché anche il campione inglese è stato protagonista di un ottimo giro, molto pulito e senza particolari sbavature, ma che non è stato sufficiente per riuscire ad arginare un Vettel eccezionale. “Abbiamo dato tutto oggi, quindi non sono deluso. La tempistica era giusta, le nostre procedure tutte buone e ho fatto tutto il possibile, sono soddisfatto del nostro lavoro e ci lascia comunque in una buona posizione per la gara” – ha commentato l’inglese -. “Avevamo la prima posizione, ma la Ferrari era più veloce, soprattutto nell’ultimo settore: erano quattro o cinque decimi più veloci nel rettilineo, ma sapevamo che sarebbero stati così competitivi e questo è un bene, è così che dovrebbero essere le corse e sono contento di poter dividere le due Ferrari oggi. Domani sarà una gara interessante, speriamo di poter dare spettacolo”.

Analizzando il confronto tra i due giri che sono valsi a Vettel ed Hamilton rispettivamente la pole position e la prima fila, possiamo apprezzare alcune differenze nello stile di guida e ulteriori conferme della bontà e dei punti deboli delle due monoposto. Come dicevamo, il tedesco del team di Maranello è riuscito a fare la differenza nel primo e nel secondo settore, mantenendo un distacco minimo tale da poter pensare di poter chiudere il gap nel terzo intertempo ed acciuffare la pole. Anche in questo caso si sono presentate quelle difficoltà che hanno visto soffrire la SF90 nei primi sette appuntamenti di questa stagione, ovvero mancanza di velocità in percorrenza nelle curve lente e medio-lente oltre ad una certa carenza di reattività nelle chicane, come si può vedere bene da curva 3/4 e 6/7, dove il tedesco ha cercato quanto più possibile di limitare i danni. Esemplificativa di questo discorso è proprio la chicane di curva 6 e 7, quella dove il pilota può cercare di “giocare” aggredendo il cordolo per sopperire ai problemi dell’anteriore, come fatto proprio da Vettel nel suo ultimo tentativo. Come si può apprezzare dal confronto sottostante, il pilota della Ferrari risulta essere molto più aggressivo in inserimento e percorrenza, cercando di “tagliare” per quanto più possibile sul cordolo con un grande angolo volante al fine di trovarsi in una posizione più semplice per la curva successiva mentre, al contrario, Hamilton si è potuto permettere una linea più scorrevole e redditizia grazie alle qualità e alla reattività dell’anteriore della sua W10. Una situazione che rimanda con la mente a ciò che si era visto in Cina, dove entrambi i piloti della Rossa furono costretti a tenere linee più interne ed aggressive per sopperire proprio a quelle mancanze che si sono ripresentate anche in Canada.

Come in altri appuntamenti, al contrario, la SF90 si è fatta valere su quei tratti rettilinei, vero punto di forza della monoposto di Maranello. In particolar modo nel terzo ed ultimo settore, una buona uscita dal tornantino e le maggiori velocità di punta hanno permesso a Vettel di riuscire a chiudere quel piccolo svantaggio accumulato nei primi due intertempi e centrare la sua cinquantaseiesima pole position in carriera.

È stata una giornata più complicata, invece, per i rispettivi compagni di squadra, Charles Leclerc e Valtteri Bottas. Il giovane monegasco è stato protagonista di un errore al tornantino che lo ha privato della possibilità di lottare per un piazzamento in prima fila, fattore che sarebbe stato fondamentale per la Ferrari nell’impostazione della gara, mentre è stata una Q3 da dimenticare completamente per il finlandese della Mercedes, autore di un testacoda nel corso del primo tentativo e di diversi bloccaggi nel secondo ed ultimo run. Rispetto ad Hamilton, è sembrato che Bottas dovesse gestire una vettura particolarmente nervosa, non in grado di sfruttare quelle che sono le qualità di questa W10, ma ciò non toglie che fosse vitale limitare i danni e puntare quantomeno al quarto posto, subito dietro Leclerc. Invece il numero 77 non è riuscito ad andare oltre il sesto posto e questo sarà sicuramente un handicap in vista della gara, dato che davanti si ritroverà anche Daniel Ricciardo e Pierre Gasly, due piloti che hanno dimostrato di non avere il passo gara per puntare al podio.

Al quarto posto, infatti, si è inserito uno strepitoso Ricciardo, autore di un giro sublime, il vero driver of the day insieme a Vettel. Si tratta di una piccola rivincita personale per l’australiano, capace di mettersi alle spalle la sua ex squadra Red Bull, seppur la mancanza di Max Verstappen nell’ultima fase decisiva della qualifica abbia sicuramente pesato per il team anglo-austriaco. Il numero 3 della Renault ha completato un giro davvero al limite, risultando tra i piloti che più si sono più avvicinati al famigerato “muro dei campioni”. “Sono molto felice per il team oggi. Questa pista è divertente, mi sono sempre divertito qui. Siamo stati competitivi dall’inizio della giornata, anche venerdì eravamo veloci, ma oggi abbiamo fatto dei miglioramenti e abbiamo messo insieme tutti gli aspetti per la qualifica. Vedremo cosa succerà domani, la partenza potrebbe essere interessante. Per il momento ci godiamo il momento con un quarto posto in qualifica che significa molto per noi”, ha commentato il pilota di Perth. A concludere la top l’altra Renault di Nico Hulkenberg, le due McLaren di Lando Norris e Carlos Sainz Jr. e la Haas di Kevin Magnussen. Un risultato che però non si tramuterà come posizione in griglia per questi ultimi due piloti, in quanto Sainz ha ricevuto una penalità di tre posizioni per aver ostacolato Albon in qualifica, mentre Magnussen, a seguito dei danni riportati sulla sua vettura in conseguenza al botto a fine della Q2, sarà costretto a partire dalla pit lane.

Le strategie

Per quanto riguarda le strategie in vista della gara, Pirelli suggerisce una tattica ad una singola sosta, con la combinazione media-hard come la più veloce. L’alternativa, seppur sulla carta più lenta, è quella di partire sulla soft, completare meno di 10 giri su questa mescola, per poi passare alla hard e concludere la gara. Sarà importante verificare la durata del compound più morbido a disposizione, che per questo appuntamento è la soft C5, provando ad andare il più lunghi possibile al fine di non stressare eccessivamente la hard. Il gommista italiano propone anche una terza strategia alternativa, ovvero quella che prevede due soste, partendo con la soft per poi completare due ulteriori stint con la medium: questa opzione, però, secondo le previsioni dovrebbe essere quella più lenta tra quelle proposte. Attenzione però non solo a possibili problemi di affidabilità per via delle temperature, ma anche alle Virtual Safety Car/Safety Car che potrebbero cambiare le carte in tavola e modificare le strategie, come già avvenuto in altre occasioni su questa pista. Per quanto riguarda la pit window, secondo i dati forniti dalla Formula 1, per effettuare un pit stop in condizioni di gara il tempo impiegato è di circa 17 secondi, quindi relativamente basso, mentre sotto VSC/SC si riduce a soli 9 secondi.

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